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Recensione dell’ammiraglia Alitalia da Roma a New York in business class

N.B. Questa recensione riguarda un volo dell’epoca pre-covid. Nel momento in cui scriviamo questa recensione, non abbiamo idea di quale…

N.B. Questa recensione riguarda un volo dell’epoca pre-covid.

Nel momento in cui scriviamo questa recensione, non abbiamo idea di quale sarà il futuro del B777er, l’unico presente in flotta Alitalia e tra i più papabili di essere restituito al mittente dalla nuova gestione.

Aeromobile:
B777/300
Classe:
Business
Tratta:
FCO - JFK
Prezzo:
64k Millemiglia

Questo velivolo è stato l’ultimo “regalo” di Etihad, sarebbe dovuto essere il primo di 4 ed invece è rimasto l’unico. Ovviamente è l’ultimo aeroplano entrato in flotta ed essendo il più grande, rappresenta l’ammiraglia della compagnia.

Nell’orario invernale 2017 è stato dislocato sul collegamento con il Sud Americ,a mentre nel periodo estivo è stato spostato sulla rotta più trafficata di Alitalia: Fiumicino-New York ed è qui che lo abbiamo testato.

In piena emergenza Covid-19 è stato dedicato interamente ai voli cargo da e per la Cina, dato che è il velivolo più grande a disposizione di Alitalia.

Prenotazione

Questo viaggio è stato prenotato tramite le miglia Alitalia. Nel panorama pre covid l’unica tratta dove era possibile trovare 3 posti premio in classe Magnifica, ovvero la business class, di Alitalia era appunto il Roma New York. Avendo Az tre collegamenti giornalieri nel periodo estivo e di alta stagione, capitava spesso di trovare 3 posti su almeno uno dei voli.

Il costo secondo la tabella Millemiglia è di 80k miglia a biglietto, comprensivo come sempre di un volo di avvicinamento, che abbiamo sfruttato essendo partiti da Genova.

Grazie ai vantaggi esclusivi riservati ai possessori di American Express Alitalia Verde e al companion ticket, i tre biglietti ci sono costati appena 138mila miglia a fronte di un costo di listino di 240mila. Per conoscere nel dettaglio come ottenere i vantaggi consigliamo la lettura di nostro speciale.

Alitalia richiede il pagamento delle tasse per tutti i biglietti premio e pertanto il costo totale sostenuto è stato di circa 900 euro, oltre alle citate 138k miglia.

A terra

Il nostro viaggio è iniziato nell’aeroporto di Genova per il volo di collegamento, i difetti di questo scalo sono arcinoti ai liguri: pochissimi collegamenti e difficoltà per raggiungere lo scalo che non è collegato ad alcun sistema di trasporto pubblico, sebbene sia ubicato a meno di 10 minuti dal centro cittadino.

La lounge (clicca qui per la recensione) era stata inaugurata da poco e si presentava con un look molto moderno, ma con una desolante assenza di offerta di food and beverage. I vantaggi della lounge, che è ubicata all’esterno dell’area dei controlli, sono sostanzialmente due: la presenza di un banco per effettuare il chek-in evitando le code dell’area pubblica e l’accesso al fast track che permette di saltare la coda e arrivare direttamente ai controlli. Benefit che comunque sarebbe garantito ai possessori di biglietti premium, status élite e della American Express Platino che garantisce il fast track nella maggior parte degli scali italiani.

Decisamente più ricca l’offerta della lounge del terminal 3 di Fiumicino. Casa Italia è di fatto la più importante di Alitalia e si trova nell’aeroporto di riferimento della compagnia.

Quando siamo entrati era molto affollata, come normale aspettarsi in un orario mattutino, dato l’alto numero di voli AZ in partenza per USA e non solo.

Cabina e poltrona

Come detto questo 777er è l’ultimo arrivato. Sebbene ad oggi abbia 11 anni di onorato servizio e abbia cambiato ben due livree prima di indossare il tricolore, è il più nuovo in termini di allestimento, IFE, oltre ad essere il più grande con 30 posti in classe Magnifica, 24 in classica+ (premium economy) e 324 in classica (economy).

L’allestimento della cabina business, come su tutta la flotta lungo raggio Alitalia, prevede una configurazione 1-2-1, ciò vuol dire che tutti i passeggeri hanno accesso diretto al corridoio. Per quanto riguarda i posti centrali, essendo disposti a scacchiera, sono presenti anche gli “honey mooners” ovvero due posti più vicini che permettono a chi viaggia in compagnia di non essere distante e allo stesso tempo più isolato dal corridoio.

I nostri posti erano nella fila 3: due honeymooners e il posto 3L , lato finestrino nella parte destra dell’aereomobile.

L’allestimento della cabina con colori molto tenui offre poltrone rivestite in pelle reclinabili fino a 180°, con posizione letto completamente orizzontale e funzione massaggio.

Ampio lo spazio a disposizione sia per riporre nella cappelliera i propri effetti personali sia per tenere sotto controllo e sempre carichi cellulare, notebook e tablet.

IFE e servizi

Sebbene sia l’ultimo nato, questo 777er è dotato del classico sistema di intrattenimento a bordo di tutta la flotta AZ con l’aggiunta della presenza del WiFi.

Molto scarsa l’offerta di film, se paragonata a quella di altre compagnie aeree che oltre a contenuti on demand offrono quasi tutti canali in diretta e molto altro.

Da segnalare inoltre l’assenza quasi totale di webcam che permettono di guardare cosa accade fuori dall’aeroplano. La vista da gabbiamo dalla coda dell’aereo in fase di decollo è una cosa molto emozionante e che mi attira ogni volta che la guardo.

Il kit notte marchiato Ferragamo conteneva la dotazione standard: creme varie, spazzolino e dentifricio, maschera per gli occhi, un paio di calze, i tappi per le orecchie e una mentina.

Kit diverso per i bambini, ma dal contenuto molto simile con l’aggiunta di un libricino e dei pastelli per colorare. Anche in questo caso l’offerta seppur in classe Magnifica è molto più scarna rispetto alle economy di molte altre compagnie aeree.

Le cuffie non sono il massimo che si può trovare nei cieli, ma garantivano comunque un buon livello di insonorizzazione. Come da prassi per questa tipologia di voli erano presenti anche un cuscino, una coperta/piumoncino e una bottiglietta di acqua naturale.

La cucina

La proposta culinaria è un vanto e un segno distintivo per Alitalia che da anni punta letteralmente a prendere per la gola i passeggeri premium.

Premiata per 10 anni come “Best airline cuisine”, da qualche anno sono stati introdotti dei menù dedicati alle regioni italiane e nel mese di settembre era il turno della Puglia. L’offerta a bordo quindi prevedeva un menù a base di ricette e di vini tipici pugliesi.

Oltre a questo la carta dei vini era composta da bollicine italiane e passiti per i dolci.

Giudizio finale

Si può dire di tutto della compagnia di bandiera italiana: perennemente in crisi e perennemente in fase di rilancio. Il prodotto Magnifica però non ha nulla da invidiare alle business class di Air France, Lufthansa e Klm.

La garanzia di avere libero accesso al corridoio da qualunque posto, una sufficiente scelta di intrattenimento in lingua italiana e una cucina sicuramente di livello sopperiscono ad alcune mancanze nel servizio e nell’offerta in generale.

Non bisogna poi dimenticare il costo di soli 80k miglia, cifra assolutamente concorrenziale alle proposte degli altri vettori che per la stessa tratta chiedono almeno un 30% di miglia in più (saldi ed offerte escluse).

Il verdetto
Un aereo, il 777/300, arrivato per sbaglio nella flotta di Alitalia. E proprio perchè è l'unico è destinato ad uscirne ben presto. La classe "magnifica" di Alitalia è un prodotto che regge il confronto con le altre compagnie europee, certo la differenza si inizia a far sentire quando però si confronta IFE, wifi e altri servizi accessori.
7.5
Servizio
7
IFE
6
Cabina e Poltrona
8.5

Pro

  • Tutti i posti hanno accesso diretto al corridoio, quindi non si deve scavalcare il vicino per andare al bagno o sgranchirsi le gambe
  • La cucina è di livello e in alcuni aspetti migliore rispetto ai competitors
  • Nonostante l'età il sedile e la cabina in genere sono accoglienti e ben tenute
  • Voucher per usare il wifi gratis (50 mb)

Contro

  • In una scala da 0 a 10 l'IFE merita 4
  • Wifi pessimo e complicato, si paga a traffico e non a tempo
  • Mancano dei vini di livello
  • Il personale tende a "scappare" alla fine del servizio