Recensioni

Recensione Diana Majestic Milano, la belle époque è bella che andata

Forse è meglio venire per l'aperitivo o la cena e andare a dormire altrove

E’ una struttura storica, in un palazzo costruito nel 1908 in stile liberty, si potrebbe dire che il Diana è sempre il Diana, ma ha bisogno di un lifting totale, così come il suo compagno il Marriott Milano.

La prenotazione

E’ una struttura categoria 6, di meglio la famiglia Bonvoy a Milano offre solo il Bvlgari, prenotare una notte premio in questa struttura costa 45k punti Bonvoy, che fortunatamente non ho sprecato perchè in questo periodo di lockdown parziale, il costo delle camere è così basso che la conversione sarebbe ancora più svantaggiosa.


Ho prenotato una classic king al costo di 133€  sfruttando la tariffa speciale per i clienti gold élite. Grazie allo status ho ricevuto il 25% di sconto sul prezzo della camera e la colazione omaggio. Un risparmio di oltre 45€ ottenuto grazie ad uno dei benefit della mia American Express Platino

Al momento del check-in nessun benvenuto particolare, nonostante lo status élite, ma una gradita sorpresa di un upgrade di camera, dato che mi viene assegnata una stanza vista giardino, l’autentica gemma di questa struttura.

La camera

Dicono che alcune stanze siano arredate con mobili antichi, la mia aveva però solo mobili vecchi o se vogliamo essere a tema, potremmo definirli agè.

La stanza è grande e il terrazzino che si affaccia sul giardino una vera chicca, ma tutto il resto è da spedire al macero.

La televisione è imbarazzante, il frigo bar rumoroso, il materasso non è king ma sono due letti singoli uniti e senza il topper se ti sdrai nel centro del letto sprofondi.

Il bagno è vintage e possiamo dire che ha visto giorni migliori, non trovare asciugamani viso in spugna fa molto pensione 2 stelle anni 80.

La cosa che mi sconcerta è che questa struttura essendo una categoria 6 dovrebbe essere perfetta, lussuosa e adeguata agli standard Marriott.

Pare però che gli standard qui latitino, soprattutto quelli della sanificazione, come si può leggere nella mia visita all’altro Sheraton di Milano, qui non c’è nulla di quello che avevo apprezzato.

Gli asciugamani non sono sigillati, così come non lo è il telecomando della tv, non ci sono nemmeno le salviettine per igienizzare le superfici, tantomeno ci sono cartelli che spiegano i protocolli adottati, solo un foglio a4 sulla credenza che spiega al cliente le regole in vigore per gli spostamenti a Milano.

Servizi

Il giardino è una oasi di pace assoluta, ovviamente è una location adatta ad un aperitivo o una cena, o semplicemente a sedersi e a godersi il silenzio e la pace. Impensabile dato che siamo nel cuore di Milano e di viale Buenos Aires.

A dimostrazione della mancanza di standard anche la piccola fitness room, che in epoca covid e di distanziamento sociale, probabilmente dovrebbe essere chiusa visto che è piccolissima e non ha alcun divieto di utilizzo dei macchinari, come cosa avviene nello Sheraton di San Siro

F&B

Sicuramente il lounge bar e il ristorante sono la gemma di questa struttura, arredamento ricercato e ambiente sofisticato. Pace e tranquillità, anche perché questa è Milano al tempo del Covid.

Ho preso un veloce stuzzichino, un tagliere di salumi (buoni) con il pan fritto e un tiramisù (davvero delizioso): Nella sala che può ospitare più di 100 persone, eravamo in 3…veramente uno strano effetto per un locale che è spesso teatro di grandi eventi nella vita notturna e non solo di Milano.

La colazione

Al mio arrivo nella sala colazione vengo salutato da un “Buongiorno Signore, non le hanno detto che la colazione la serviamo solo in camera?”. Spiego che al contrario mi sono stati specificati orari e location della prima colazione proprio dalla reception quando sono arrivato

Solito qr code per accedere al menu e nessuna scelta visiva. Decido quindi di andare sul classico, ma devo dire che la colazione non è stata all’altezza della fama del locale.

In conclusione

Assolutamente non vale un categoria 6, per fare un paragone lo Straf by Design Hotel è una categoria 5 e costa 10k Bonvoy in meno, ma sicuramente offre un prodotto migliore. Per non parlare dello Sheraton Milano San Siro che è un categoria 4 e che in punti Bonvoy costa quasi la metà. Certo, qui siamo nel centro di Milano e la vista sul giardino è unica però non basta a giustificare il prezzo (quello pre covid, non quello di questa notte).

Questo soggiorno mi ha fatto guadagnare un totale di 4.988 punti Bonvoy, 1.590 punti base, 398 élite bonus e 3.000 extra.

Il verdetto
Mezzo punto in più perchè è una location storica, ma per il resto non merita assolutamente la categoria che il programma Bonvoy gli assegna. E' ora di rifarsi il trucco
4.5

Pro

  • Il giardino è unico
  • Quando c'era la movida qui era di casa

Contro

  • Le camere non sono vintage, sono vecchie e non più adeguate allo standard del 2020