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E’ possibile prendere il coronavirus in aereo? Sì, ma è più facile fare 5 al superenalotto

Fare 5 al superenalotto è 27 volte più probabile che prendere il covid-19 in aereo

Sono passati oramai 9 mesi da quando la Cina ha confermato pubblicamente l’esistenza di quella che pochi mesi dopo è diventata una pandemia globale. Da allora è iniziata la corsa al vaccino, alle cure e sopratutto alla prevenzione.

Il trasporto aereo è stato la prima vittima del Covid-19. A gennaio tutte le principali compagnie mondiali hanno bloccato i voli verso la Cina; poi, con il diffondersi dei casi in Europa, sono prima scattati i blocchi tra le nazioni UE. E infine è arrivato il ban dei voli anche dall’altra parte dell’oceano verso il vecchio continente.

Nel giro di 45 giorni sono praticamente spariti i voli commerciali tra continenti, fatta eccezione per i voli di rimpatrio. Nel mese di giugno è iniziato un lento ritorno alla normalità, anche se la stragrande maggioranza delle nazioni sono ancora chiuse o hanno in vigore fortissime limitazioni per tutti i passeggeri in arrivo.


L’industria aereonautica ha subito risposto alla crisi tentando di attrezzarsi e di dimostrare come, sull’aereo, la sicurezza fosse garantita. Personale di bordo dotato di tutti i dispositivi di protezione, sanificazioni ripetute degli aerei e soprattutto la forza dell’impianto di aerazione grazie ai filtri HEPA.

IATA, ovvero l’associazione che riunisce tutte le aziende di settore, ha rilasciato uno studio nel quale emerge che tra i mesi di gennaio e luglio si sono verificati 44 casi confermati di coronavirus. Nello stesso periodo si stima abbiano viaggiato in aereo più di 1,2 miliardi di persone. In poche parole, è risultato infetto 1 passeggero ogni 27,3 milioni: è quindi molto più facile fare 5 al superenalotto che venire contagiati a bordo di un aereo.

Alla base di questi risultati ci sono sicuramente i protocolli adottati, che prevedono un cambio dell’aria negli abitacoli ogni 2 minuti grazie ai filtri più performanti presenti sul mercato e, ovviamente, l’obbligo di indossare la mascherina per tutta la durata del volo.

Le compagnie continuano disperatamente a cercare di convincere i governi a riaprire le frontiere, magari seguendo l’esempio di Alitalia che per prima ha aperto ai voli covid-free dove si possono imbarcare solo passeggeri con test negativo. Ma il problema principale resta l’obbligo di quarantena che molti stati continuano ad imporre a chi entra nel Paese. Vedremo se anche altre nazioni seguiranno l’esempio di Hong Kong e Singapore, che hanno aperto un corridoio reciproco per far ripartire i viaggi non essenziali.

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