Crociere

In crociera ai tempi del Covid-19: non vorresti mai scendere

Dimenticate le immagini della Diamond Princess e del suo capitano Gennaro Arma, le crociere sono state in grado di riprogrammare…

Dimenticate le immagini della Diamond Princess e del suo capitano Gennaro Arma, le crociere sono state in grado di riprogrammare tutto il “sistema operativo” e sono ripartite in piena sicurezza.

Costa Smeralda, la più grande nave passeggeri italiana e ammiraglia della flotta Costa Crociere, ha ricominciato a viaggiare da meno di un mese e il protocollo sanitario studiato dalla compagnia con sede a Genova e home port a Savona è un vero capolavoro.

Nulla è lasciato al caso, certo tutto è perfettibile, ma quello che si vede fin dal momento in cui si mette piede al Palacrociere della darsena savonese è una strategia che ha un solo fine: far tornare la fiducia a tutti i viaggiatori.

Il problema più grande per tutte le compagnie mondiali, ma in particolare per quelle che operano nel mercato europeo, era far dimenticare quello che è accaduto allo scoppio della pandemia, navi “fantasma” dove i passeggeri venivano imprigionati e i porti rifiutavano di far attraccare.

Oggi, con le crociere che sono ripartite solo nel Mediterraneo, la situazione è cambiata e a bordo, come a terra, nulla è più come prima.

Ovviamente le procedure di imbarco a Savona, nell’home port della compagnia dal fumaiolo giallo, sono cambiate. Fin dal primo varco l’attenzione per la mascherina e la temperatura è maniacale. Tutti i passeggeri raggiungono il terminal esterno, lasciano i bagagli si avviano verso i controlli. Dopo un nuovo check di documenti e temperatura si accede al terminal, in attesa di una rapida intervista (sulla base di un’autocertificazione sullo stato di salute inviata entro la sera prima alla compagnia) e del tampone.

Nel frattempo i passeggeri vengono divisi in piccoli gruppi: a questo punto si creano delle “micro bolle” e non si può più entrare/uscire in attesa dell’esito del test.

Gli altoparlanti e gli addetti ricordano di indossare costantemente i dispositivi di protezione, di non allontanarsi dalla propria zona di attesa e di non interagire con ospiti di un’altra zona. Dopo circa un’ora, le addette della compagnia scansionano tutte le carte di imbarco: in questa fase eventuali passeggeri risultati positivi al test rapido verrebbero allontanati per essere sottoposti a nuovi accertamenti.

Quando arriva il via libera per salire a bordo, tutti gli ospiti in attesa tirano un sospiro di sollievo, la vacanza può cominciare. Prima di arrivare in cabina, però, ancora controlli della temperatura, inviti a sanificare le mani e tantissima segnaletica: perché questa, è bene ricordarlo, è “una crociera al tempo del Covid-19”.

Ecco invece cosa è cambiato  a bordo.

Tutti “Immuni”

Qui sembrano lontane le polemiche sulla app di tracciamento che in Italia non ha avuto fortuna: a bordo di Costa Crociere, infatti, si è costantemente tracciati. Il piccolo ciondolo che viene assegnato ai passeggeri è un sistema che svolge la medesima funzione dell’applicazione governativa: bisogna indossarlo sempre, a bordo come nelle escursioni.

Nel momento in cui un passeggero dovesse, durante la crociera, risultare positivo al coronavirus sarà possibile risalire a tutti i suoi contatti di caso, ovvero a tutti i passeggeri che sono stati “troppo vicino” al paziente zero. Importante: il sistema non tiene traccia degli spostamenti ma solo dei contatti, nel pieno rispetto della privacy.

Addio al buffet

Il caro vecchio self service, uno dei servizi più amati dai croceristi (e per alcuni l’unico motivo valido per andare in vacanza su una nave), è sparito.

Questa sarà forse la sfida più grande per i progettisti e per gli strateghi del marketing: cosa fare per le navi in costruzione? Continuare a progettare uno spazio in grado di accogliere oltre il 90% dei passeggeri nell’arco dei 3 servizi (colazione, pranzo e cena) oppure prendere la palla al balzo e abbandonare tutto in favore del servizio al tavolo, oggi obbligato dalle misure anti covid?

Addio al servizio al banco

Anche qui la mannaia del Covid-19 ha tagliato tutte le consumazioni al banco: addio al caffè al bar, così come il servizio dentro il casinò. Adesso è obbligatorio sedersi ad uno dei tavolini e tramite il QRCode entrare sul menu, scegliere e ordinare al cameriere.

Questa forse è una modifica ancora più dolorosa rispetto alla mancanza del buffet: addio alla birretta al banco del bar centrale mentre si aspetta il resto dei compagni di viaggio, così come un veloce caffè mentre si va in piscina.

W il servizio al tavolo

Certo, in molti storceranno il naso, ma il Covid ha di fatto riportato il passeggero al centro della crociera: servizio al tavolo ovunque e quindi una maggiore attenzione per gli ospiti (con il caffè arriva anche l’invito a prenotare il proprio posto al ristorante o allo Squok Club, il kids center di Costa Crociere).

Benvenuta tecnologia e addio carta

Certo, in alcune compagnie la tecnologia era già di casa, in altre non era così impattante. Ora dalla app si può prenotare l’escursione, il ristorante, il massaggio.

Grazie alla app si può consultare il menù del ristorante così come sapere quali sono gli appuntamenti clou della giornata. Di contro addio alla carta: niente più programma cartaceo a bordo, menu e ogni altro prodotto “stampato”.

A terra come a bordo, non si esce dalla bolla

Le escursioni a terra sono uno dei pilastri di una crociera. Prima della pandemia c’erano quelle ufficiali, che ti garantivano che la nave non si sarebbe mossa senza di te, e quelle fai da te, più economiche e personalizzabili ma senza garanzia in caso di imprevisti.

Oggi è tutto cambiato: la nave è una bolla quindi se si vuole scendere a terra si accetta di partecipare solo ad escursioni protette organizzate dalla compagnia e mentre si è a terrà non si potrà sgarrare, pena il ritiro della Costa Card e divieto di risalire a bordo. Per l’occasione la compagnia ha creato nuove escursioni e previsto un pacchetto di uscite ad un prezzo calmierato così come forti sconti per i soci del Costa Club.

In conclusione

Sono a bordo da 36 ore e sento di poter confermare che la bolla creata per consentire una vacanza sicura ai passeggeri ed un ambiente protetto per i lavoratori è funzionante. Ovviamente è impossibile copiare l’organizzazione nella vita a terra, ma alcune soluzioni potrebbero essere implementate per rendere più sicuri certi ambienti.

L’unica cosa su cui la compagnia non può fare molto sono i passeggeri “maleducati” che non mantengono le distanze, non rispettano i protocolli, non si lavano le mani. Proprio come nella vita di tutti i giorni.

Quello che è certo è che qui dopo le 18 si può andare al bar, la sera i ristoranti sono aperti e la notte può essere passata al casinò, a teatro o al pub: ecco perché vorresti che la crociera non finisse mai.

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