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Mi hanno cancellato il mio primo giro del mondo

Il mio primo giro del mondo, un biglietto da 700 euro mi avrebbe dovuto portare in 4 continenti

Il giro del mondo è il Santo Graal dei viaggiatori, ovviamente è una di quelle esperienze che si pianificano attentamente, si studiano itinerari per mesi e alla fine si impazzisce per staccare l’agognato biglietto.

Fatta questa doverosa premessa dico che nel mio caso non è stato nulla di tutto questo, anzi.

Prima di entrare nel dettaglio del mio itinerario spieghiamo bene, per i neofiti, cosa vuol dire fare il giro del mondo.

Le regole del giro del mondo

Se si vuole comprare un solo biglietto che contenga tutti gli itinerari, le regole sono molto semplici:

Si sceglie una delle 3 alleanze (Skyteam, One World e Star Alliance) sui rispettivi siti esiste una sezione che permette di disegnare l’itinerario scegliendo date, aeroporti e compagnie.
Non bisogna mai tornare indietro rispetto alla latitudine dell’aeroporto da cui si decolla., si va da est a ovest o viceversa.

Si potrà quindi decidere di visitare il mondo partendo da Milano Dubai e Bali, ma da Bali non si potrà volare a Singapore, perché si tornerebbe verso ovest, mentre il nostro viaggio deve sempre proseguire, in questo caso, verso oriente.

I biglietti vengono venduti, normalmente, con un costo che varia in base al numero di scali e di quante miglia si percorrono e in base alla classe di viaggio.

C’è poi la possibilità di comprare biglietti slegati tra di loro, mischiando compagnie e tratte, facendo avanti e indietro come meglio si crede. Ci sono però due grandi controindicazioni, o si comprano tanti biglietti a/r e poi non si usa mai il ritorno, oppure si dovrà comprare dei biglietti one way, che per queste tratte non sono assolutamente economici. Un esempio? Lo stesso volo che dalle Hawaii mi riporterà a Londra comprato lo stesso giorno costa oltre 3.000€.

Se il prezzo non è un problema resta il fatto che le prenotazioni “slegate” non garantiscono in caso di inconvenienti, un aereo in ritardo che fa perdere una coincidenza farebbe saltare un pezzo del viaggio costringendo ad acquistare un nuovo biglietto.

In viaggio verso oriente, si torna anche indietro nel tempo

Ai tempi del Concorde era possibile decollare da Londra alle 9 del mattino e atterrare a New York alle 8, miracoli della velocità supersonica. Oggi l’unica macchina del tempo è quella che permette di volare dall’Oceania verso le Hawaii e atterrare, orologio alla mano, 12 ore prima di essere decollati.

Questo è quello che accadrà nel mio “around the world” e qui avrei potuto accorciare di un giorno il mio viaggio, facendo diventare ancora più memorabile questo percorso, ma le Hawaii – per chi è cresciuto giocando ad Hotel e guardando Magnum PI- hanno un significato diverso e valgono uno stop over, anche perché sempre il 4 gennaio sarà.

Come ho prenotato un biglietto a meno di 1.000 euro per fare il giro del mondo

Come molte delle pazzie che si fanno nella vita, non era mia intenzione prenotare un itinerario del genere, ma le occasioni bisogna saperle prendere al volo.

Ricevo un paio di notifiche sulla presenza di questa incredibile offerta, la prima cosa che penso è: “non ho voglia di sbattermi anche se 700 sterline sembravano un prezzo più da error fare che da giro del mondo”.

Le regole tariffarie prevedevano che il viaggio dovesse essere completato entro un mese dal primo decollo, diciamo che per un’avventura del genere 20 gg sono il minimo, se si punta alle 4 o 5 soste e si vuole fare più fermate, 30 giorni sono necessari.

Comincio a cercare e a fare un paio di tentativi e mi accorgo della grande disponibilità verso fine marzo 2021, ma avendo già 3 settimane in Australia programmate con la mia famiglia ad aprile, non mi sento tranquillo ad attaccare due viaggi così stressanti in meno di 2 mesi.

Decido di focalizzare la mia ricerca sui primi giorni di gennaio e incredibilmente trovo posti con una tariffa ancora più allettante, 550 sterline. Provo a restringere il più possibile le date e comprimo il viaggio in “soli” 5 giorni, volendo potevo portarlo anche a 4, ma non esageriamo…

Alla fine mi trovo con un itinerario “pazzesco”; partenza il 2 gennaio da Londra verso Tokyo, con scalo a Francoforte. Avrei quindi potuto viaggiare ancora una volta su uno dei pochi Jumbo ancora in attività, il il 747/800 l’ultima regina dei cieli di Lufthana. Il giorno seguente da Tokyo avrei dovuto ripartire con il 787 “Dreamliner” di ANA alla volta di Sidney. Mezza giornata per bere una birra e via su un A330 di Hawaian che mi avrebbe dovuto portare ad Honolulu.

Qui sì, alle Hawaii avrei dormito in un letto, dopo un tuffo nel Pacifico ed un cocktail guardando il tramonto. La mattina dopo sarei ripartito per Londra, non prima di aver fatto una sosta a San Francisco, giusto il tempo di gustarmi un lobster sandwitch guardando il Golden Gate prima che il 777 della United mi avrebbe riportato nella capitale britannica, dove sarei atterrato il 6 gennaio, 4 giorni dopo essere decollato.

Pro e contro di questa follia

Non essendo un viaggio a scopo di turismo, ma di avventura il fatto che non avrei visto i posti non lo consideravo un contro, quindi alla fine l’unico neo è che, salvo upgrade, il viaggio sarebbe stato interamente in economy.

I pro erano tantissimi. Avrei potuto testare 4 diverse compagnie aeree, 6 modelli differenti di aeromobile ed altrettanti aeroporti, decine di lounge e un hotel. Avrei fatto circa 23.000 miglia qualificanti per rinnovare il mio status con Star Alliance Gold.

Certo, in economy non si fanno tante miglia come in business o first, ma sono comunque tante per un biglietto che alla fine è costato solo 730 euro, tutto incluso. Avrei caricato tutto sulla mia tessera TAP Portugal e sfruttando lo status Gold avrei potuto godere di tutti i privilegi riconosciuti allo status Star Alliance Gold, perché va bene viaggiare in economy ma almeno a terra è bello essere un passeggero Elite.

Ho riprogrammato tutto il viaggio nel 2021, esattamente ad agosto, nella speranza che questa volta si riesca a partire

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