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Singapore riapre le frontiere, ecco la “bolla” per i viaggi d’affari

Si chiama Connect@Chiangi ed è l’iniziativa voluta dal governo della città stato per aprire di nuovo al mondo dei viaggi…

Si chiama Connect@Chiangi ed è l’iniziativa voluta dal governo della città stato per aprire di nuovo al mondo dei viaggi business.

Il sudest asiatico, statistiche alla mano, ha retto l’impatto con le varie ondate di covid. Di tutte le nazioni dell’area solo Filippine e Indonesia hanno registrato numeri alti di infezioni e decessi, tutte le altre nazioni hanno saputo agire e reagire in modo da contenere la pandemia.

Una delle modalità che ha portato al contenimento è stata sicuramente la chiusura immediata e che dura tutt’ora delle frontiere.

Si era parlato a fine anno di un corridoio turistico per i viaggi tra Hong Kong e Singapore, iniziativa fermata di fatto il giorno prima del decollo dei primi due voli e mai più riproposta.

Cosa è Connect@Chiangi

Il Governo della repubblica asiatica ha deciso di trasformare in centro congressi una struttura alberghiera dotata di sale meeting, palestra e ristoranti e di renderla una sorta di terra di mezzo dove verranno ospitati i viaggiatori di tutto il mondo.

All’interno dell’hotel si potranno quindi incontrare uomini e donne d’affari provenienti da tutto il mondo con i residenti di Singapore. Oppure si potrà volare a Singapore per incontrare passeggeri provenienti da altre parti del mondo, fare uno o più meeting e poi ripartire per tornare a casa.

Come funziona il protocollo Connect@Chiangi

La struttura è diventata operativa in questi giorni e al momento è in grado di ospitare 150 persone, ma il progetto prevede di poter arrivare a 1.500 ospiti. A disposizione 40 sale congressi, palestra, spazi comuni e molto altro.

  • I viaggiatori  possono richiedere il SafeTravel Pass nell’ambito del programma Connect@Chiangi, in modo da poter condurre incontri di lavoro di persona con le aziende a Singapore
  • Dopo essere atterrati a Changi, si viene trasferiti direttamente nella struttura Connect@Changi e non si potrà uscire se non per tornare in aeroporto.
  • I viaggiatori avranno bisogno di un test COVID-19 negativo prima del viaggio, saranno sottoposti ad un altro test COVID-19 all’arrivo e dovranno rimanere nella loro stanza fino a quando non saranno disponibili i risultati. Poi a seconda della durata del soggiorno si dovranno sottoporre di nuovo al test dopo tre, sette e 14 giorni.
  • I viaggiatori saranno completamente isolati e avranno tre pasti al giorno consegnati nelle loro stanze, e potranno usufruire dei servizi della struttura (la palestra)
  • Sarà possibile condurre incontri di lavoro di persona con la gente del posto nelle sale conferenze, in stanze separate con pannelli di vetro e sistemi di ventilazione indipendenti per evitare possibili contagi. Nel caso ci sia la necessità di passarsi dei documenti, saranno igienizzati prima di essere trasferiti tra le stanze

Il tutto a partire da circa 300$ al giorno per il trattamento da pensione completa, comprensivo anche del transfer da e per l’aeroporto.

Ovviamente sono disponibili varie tipologie di stanze, anche delle suite panoramiche.

Speciale anche la politica di check-in/out, che avverrà 2 ore dopo l’atterraggio e due ore prima della partenza. Infine sarà necessario prenotare con minimo 14 giorni di anticipo.

E’ questo i futuro dei viaggi?

E’ impossibile oggi avere una idea di quello che sarà il futuro dei viaggi, sia d’affari che per svago. Certamente questo approccio è figlio di una mentalità che per prima cosa pone l’attenzione sulla protezione dei cittadini. Oggi si può andare negli USA per lavoro, con i voli covid tested non si dovrà nemmeno fare quarantena all’arrivo. Altri paesi come Dubai sono assolutamente aperti a tutti i viaggiatori, turisti compresi.

Personalmente trovo questa idea abbastanza folle, a cosa serve vedersi dietro un vetro, non poter socializzare con un cliente/partner commerciale, tanto vale usare Zoom. Al contrario potrebbe essere una sorta di area demilitarizzata, dove persone provenienti da 2 zone diverse potrebbero incontrarsi di persona e non dietro una barriera. Nel caso in cui  si debba fare un meeting non con un residente ma con un passeggero, tutto avverrebbe dentro la struttura (quindi nel rispetto dei protocolli) e si potrebbe fare a meno delle barriere divisorie.

Certo è che se due uomini d’affari si devono incontrare avrebbe molto più senso per entrambi volare a Dubai, dove potrebbero fare tutto il business senza dover sottostare al rigido regime da caserma e a costi anche più contenuti.