Vaccinato e ora? Dov'è possibile viaggiare: i Paesi che aprono le porte - The Flight Club
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Vaccinato e ora? Dov’è possibile viaggiare: i Paesi che aprono le porte

Il processo di vaccinazione prosegue, il che spinge gli amanti dei viaggi a porsi una domanda alquanto semplice: dove si…

Il processo di vaccinazione prosegue, il che spinge gli amanti dei viaggi a porsi una domanda alquanto semplice: dove si potrà volare dopo essersi vaccinati? Per quanto le due iniezioni non rappresentino un automatico addio alle pratiche di sicurezza come l’uso della mascherina in pubblico, conferiscono di certo maggior libertà ai cittadini. Ecco, dunque, i Paesi pronti ad aprire le porte senza ricorrere alla quarantena obbligatoria.

In questo articolo:

    In volo alle Seychelles

    Per quanto si sia sviluppata una specifica variante, l’Africa vanta molti Stati che si sono dimostrati in grado di contrastare in maniera eccellente il Covid-19. Nella classifica mondiale, ad esempio, il Senegal occupa il secondo posto nella risposta data alla pandemia.


    Una volta vaccinati, dunque, perché non concedersi una vacanza alle Seychelles? Il 17 gennaio 2021 il governo ha aperto le porte al turismo a chiunque abbia ricevuto il vaccino e presenti un test molecolare negativo, effettuato entro le 72 ore precedenti al viaggio.

    Phuket

    Un autunno a Phuket

    L’economia della Thailandia ha subito un colpo durissimo a causa dell’enorme calo del turismo. Per questo è in fase di sviluppo un piano che porti alla totale riapertura di Phuket entro ottobre. L’isola si dice pronta ad accogliere i turisti vaccinati, rinunciando all’attuale quarantena obbligatoria di 14 giorni. Il tutto parte da un progetto d’ampio respiro, che porterà a iniezioni anti Covid per 250mila residenti.

    Se questo rappresenta il piano a lungo termine, la Thailandia è pronta ad apportare un’imminente modifica al proprio regolamento relativo alla quarantena obbligatoria. I soggetti vaccinati dovranno restare in isolamento all’arrivo per 7 giorni. I non vaccinati, invece, per un totale di 10 giorni. Una netta diminuzione rispetto alle due settimane attualmente previste.

    Belize: viaggio in Paradiso

    Il Belize è diventato il primo Paese che affaccia sul mar dei Caraibi a consentire l’arrivo di turisti vaccinati senza l’obbligo di doversi sottoporre a test per il Covid-19. Tutto ciò che occorre è un documento che attesti l’avvenuta iniezione, ricevuta almeno due settimane prima. Ai turisti è inoltre richiesto il download dell’app “Belize Health”. Al suo interno occorre inserire alcune informazioni sanitarie entro 72 ore dall’arrivo. I non vaccinati dovranno sottoporsi a un test PCR, effettuato entro 96 ore dall’arrivo. In alternativa, è accettato anche un test rapido, entro 48 ore. È inoltre possibile pagare (50 dollari in contanti) per effettuarlo sul posto. In caso di accertata positività, si verrà sottoposti a 14 giorni di quarantena.

    Danimarca

    Voglia d’Europa

    In Europa i vari Paesi si ritrovano a fare i conti con i programmi di riapertura, abbattendo le restrizioni come la quarantena obbligatoria. È il caso della Romania, che ha revocato ogni barriera nel caso di turisti vaccinati all’interno dell’Unione Europea. Questi dovranno però attendere 10 giorni dall’ultima dose ricevuta.

    Stesso discorso per l’Islanda, che volge lo sguardo anche ai turisti provenienti da Paesi extra UE. Addio alle restrizioni a partire da maggio 2021. La data indicata dalla Georgia è invece l’1 febbraio 2021. Da più di un mese il certificato di vaccinazione apre le porte del Paese, senza limiti di sorta.

    Il certificato internazionale di vaccinazione è ritenuto valido anche in Polonia, mentre la Danimarca lavora a un “passaporto vaccinale”. L’idea è quella di generare un sistema interno che possa garantire un controllo su tutti i turisti. A questi verrà garantito, nei prossimi mesi, un passaporto digitale, al fine di prendere parte liberamente a eventi e accedere a ristoranti e altri locali senza restrizioni. Un progetto che riguarda l’intera comunità europea, al quale sta lavorando anche la Grecia, che mira a garantire il massimo della sicurezza nelle proprie destinazioni turistiche.

    Porte aperte anche in Estonia che, come tutti i Paesi d’Europa, mira a far ripartire il più in fretta possibile l’economia legata al turismo. Per questo motivo è stata resa nota la possibilità di abbattere l’obbligo di quarantena all’arrivo. È necessario avere con sé un attestato di vaccinazione, che dovrà essere relativo a una delle nove case farmaceutiche riconosciute a livello globale. Un “via libera” anche per tutti coloro che sono risultati positivi al Covid-19 nei sei mesi precedenti.

    Estonia

    Tornare in crociera

    Qualcosa pare muoversi anche sul fronte delle crociere, in Italia come all’estero. Nel nostro Paese le previsioni suggeriscono un ritorno in nave per giugno 2021. Si inizia, però, a guardare a quelle che saranno le regole da seguire per poter salire a bordo. Crystal Cruises, una delle compagnie extralusso più note al mondo, ammetterà unicamente passeggeri vaccinati (necessario aver ricevuto l’iniezione almeno 14 giorni prima della partenza). La prima crociera totalmente vaccinata sarà però effettuata dalla Odyssey Of The Seas della Royal Caribbean.

    Il processo di immunizzazione ha avuto un peso nelle scelte della società, che non farà debuttare l’ultima imbarcazione maestosa a Roma-Civitavecchia, bensì ad Haifa. Viene così premiato l’ottimo lavoro effettuato in Israele contro la pandemia. Per la prima volta l’intero equipaggio e ogni ospite con età superiore ai 16 anni saranno vaccinati. Uno sguardo al futuro che non può che coinvolgere anche altri grandi nomi.

    Il certificato vaccinale rappresenta un paletto assoluto anche per Saga Cruises. Discorso identico negli Stati Uniti. La American Queen Steamboat Company mira a far ripartire i propri percorsi turistici a luglio 2021, unicamente con obbligo di vaccinazione. Lo stesso dicasi per la Victory Cruise Lines.

    Brand di lusso che lanciano un segnale chiaro, la linea seguita però non è unanime. Basti pensare alla Norwegian Cruise Line Holdings, che imporrà l’obbligo unicamente al proprio equipaggio.

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