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Non solo Francia: dal Portogallo alla Grecia, chi e quando pretende il Green Pass

In principio è stata la Francia. Il Governo di Macron ha reso obbligatorio il Green Pass per lo svolgimento di…

In principio è stata la Francia. Il Governo di Macron ha reso obbligatorio il Green Pass per lo svolgimento di tutta una serie di attività: i francesi, e i turisti che si recano nel Paese, devono esibirlo per partecipare a grandi eventi come concerti o partite e – a partire dal 21 luglio – per entrare in qualsiasi luogo che riunisca più di 50 persone (teatri, cinema, musei). Dall’1 agosto, salvo cambiamenti dell’ultimo minuto, servirà infine anche per salire sui mezzi pubblici, per entrare in un centro commerciale, persino per varcare la soglia di bar e ristoranti. Una decisione, questa, che centinaia di migliaia di persone hanno contestato.

Questioni politiche a parte è indubbio che, col Green Pass, avremo a che fare a lungo. Soprattutto se intendiamo viaggiare (ma non solo, visto che l’Italia sta pensando di imitare la Francia). Scopriamo dunque quali sono le regole nei diversi Paesi europei.

I Paesi in cui il Green Pass garantisce maggiore libertà

Grecia

In Grecia, il Green Pass è obbligatorio per entrare nei ristoranti, nei bar e nei locali al chiuso, al cinema e a teatro. Non serve invece per i locali all’aperto. Obbligatoria, per fare l’ingresso nel Paese, è anche la compilazione del modulo Plf (Passenger Locator Form).

Portogallo

Il Green Pass è obbligatorio nei 60 comuni considerati ad alto rischio, per pranzare e cenare nelle sale interne dei ristoranti. Tra le 15.00 del venerdì e le 6.00 del lunedì, inoltre, solo chi ne è in possesso può entrare e uscire dall’area metropolitana di Lisbona.

Danimarca

Lo scorso aprile, la Danimarca ha lanciato l’applicazione “Coronapass” (una sorta di passaporto sanitario, che certifica lo status di vaccinato o di guarito oppure la negatività ad un tampone non più vecchio di 72 ore). Il Green Pass è richiesto ai turisti per entrare nei bar, nei ristoranti, nei musei, dal parrucchiere e nei centri estetici.

Austria

In Austria si entra solo col Green Pass negli hotel, nei locali notturni, al bar e al ristorante. Lasciare nome e cognome è obbligatorio ma, una volta entrati, non vige l’obbligo di mascherina. Gli hotel offrono inoltre test agli ospiti ogni 48 ore.

Lettonia e Lituania

I ristoranti all’aperto sono accessibili a tutti, ma per pranzare/cenare al chiuso, per andare al cinema e per presenziare a concerti ed eventi è richiesto il Green Pass.

Cipro

Cipro ha lanciato il suo “SafePass”, un’applicazione che consente d’accedere agli spazi chiusi solo se vaccinati da tre settimane con almeno una dose di vaccino, se guariti dal virus nei sei mesi precedenti o se in possesso di un test negativo non più vecchio di 72 ore. Serve dunque il pass per chiese, centri commerciali, cinema, eventi al chiuso, ristoranti al chiuso e stabilimenti turistici.

Lussemburgo

Il Lussemburgo ha dato agli esercizi commerciali (ristoranti, bar, palestre) e agli organizzatori di eventi la possibilità di aderire al sistema “CovidCheck”: se si intende entrare in un luogo aderente al programma, il Green Pass è necessario.

Irlanda

L’ Irlanda, riaperta dal 19 luglio, chiede per l’ingresso sia il Green Pass che il Plf. Il primo è necessario per entrare in bar, ristoranti e locali al chiuso.

Gli altri Paesi

Diversi altri Paesi sono più “morbidi” in merito all’utilizzo del Green Pass:

  • la Croazia chiede il Green Pass per entrare nel Paese, ma non se l’ingresso è solo per transito (con permanenza inferiore alle 12 ore)
  • la Svizzera lo chiede solo per gli arrivi in aereo: chi non è stato vaccinato, o non è guarito dal Covid-19 negli ultimi sei mesi, deve presentare un test molecolare non più vecchio di 72 ore o un test antigenico non più vecchio di 48 ore
  • la Spagna chiede il Green Pass e la compilazione del “formulario di salute pubblica” disponibile sul sito Spain Travel Health o sulla app Spain Travel Health-SPTH (la compilazione genera un QR code da mostrare ai controlli)
  • in Germania il Green Pass non è obbligatorio: i ristoratori e gli albergatori possono chiedere di mostrarlo, o chiedere ai cittadini tedeschi di mostrare la app “CovPass Check”, ma non vi è alcun obbligo

In tutti gli altri Paesi, vigono le regole “classiche” del Green Pass (i turisti possono dunque varcare i confini solo se vaccinati, guariti o in possesso di tampone negativo).

E l’Italia? Al momento non vi è ancora nulla di definitivo. Il Governo è al lavoro sul Green Pass e, se pare certo che venga concesso solo al completamento del ciclo vaccinale e non più dopo una sola dose, non si sa ancora bene dove sarà richiesto. “Il Green Pass ha senso solo per entrare in discoteca o allo stadio o per partecipare a grandi eventi, che prevedono una grande affluenza di pubblico”, ha dichiarato Massimo Garavaglia, ministro del Turismo. Tuttavia, si sta discutendo anche della possibilità di introdurlo per le sale interne di ristoranti, bar e locali.

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