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Nuova Alitalia, gli indizi puntano verso una flotta 100% Airbus

Le cose nel mondo dell'aviazione cambiano repentinamente. Il 737max nel 2019 era destinato a diventare l'aereo dei record, con Boeing…

Le cose nel mondo dell’aviazione cambiano repentinamente. Il 737max nel 2019 era destinato a diventare l’aereo dei record, con Boeing che aveva messo nero su bianco oltre 1000 ordini per il suo cavallo di battaglia.

Poi i due incidenti mortali, la messa a terra di tutta la flotta per quasi 2 anni e la pioggia di disdette, ultima in ordine cronologico i 60 aerei che FlyDubai non intende più ricevere. Poi è arrivata la pandemia e quasi tutti i vettori hanno cancellato ordini, mandato alla demolizione vecchi aerei come i B747 e gli A380 e posticipato centinaia di consegne.

In questo periodo difficile c’è chi, come Ryanair, ha saputo approfittarne ordinando aerei quando nessuno lo faceva e ottenendo sconti impensabili fino a pochi mesi prima. E chi invece ha semplicemente cancellato tutti gli ordini e messo in vendita la flotta, come Norwegian.

In questo scenario ITA ha portato avanti discussioni con Boeing e Airbus per la nuova flotta, una flotta da costruire da zero e nel più breve tempo possibile. Perché dal 25 ottobre la compagnia decollerà con il ferro vecchio di Alitalia, ma l’intenzione è quello di abbandonarlo nel più breve tempo possibile per 3 motivi:

  1. Consumi elevati
  2. Alti costi di manutenzione
  3. Non adeguati allo sviluppo

In questo momento tutti i frequent flyer Alitalia sanno che la flotta sul corto raggio si basa praticamente solo su Airbus nelle varie declinazioni A319, A320 e qualche A321. Il lungo raggio vede l’ammiraglia del 777/300 e poi la versione più piccola del 777 e gli A330. Molti di questi aerei sono già in fase di scraping, ovvero demolizione, alcuni sono parcheggiati a Linate altri in giro per gli scali italiani.

La novità annunciata dal comunicato che ha sancito la partenza di ITA è stata però quella che, a differenza delle indiscrezioni precedenti, il nuovo vettore italiano punterà ad una flotta “monomarca” e tutto lascia pensare che a vincere l’appalto alla fine sarà Airbus.

In ogni caso è evidente che AZ dovrà comunque passare attraverso degli intermediari perché i produttori in questo momento, cancellazioni a parte, hanno liste d’attesa di anni per consegnare i propri velivoli. Ad esempio per il bestseller Airbus A220, ideale per le rotte di corto medio raggio, ma che potrebbe essere usato anche per volare in nord Africa in Israele e Dubai, bisogna aspettare fino al 2024. Al contrario rivolgendosi a delle società specializzate si posso sfruttare consegne e velivoli già disponibili o consegna imminente.

Perché è probabile che Alitalia punti sul produttore europeo

La scelta è abbastanza logica. La stragrande maggioranza dei piloti in forza ad Alitalia e che saranno assorbiti da ITA hanno già le certificazioni per volare con gli aerei Airbus, passare a Boeing significherebbe dover investire tantissimi soldi e tempo per far certificare tutti gli equipaggi con i nuovi modelli.

Allo stesso modo la manutenzione costerà meno avendo in flotta un unico produttore, Ryanair e Southwest sono regine di questa strategia dato che non solo volano con solo aerei Boeing, ma anche esclusivamente con 737. Quindi tecnici specializzati e un magazzino con meno pezzi di ricambio, ovvero riparazioni più veloci e costi ridotti.

Last but not least perchè oggi la combinazione tra A220/A321 e A350/900 è il giusto mix per l’operatore che nascerà dalle ceneri di AZ, nella speranza, come abbiamo già scritto più volte, che si prenda ad esempio JetBlue e non Ryanair. Nei mesi scorsi si era parlato del possibile interessamento per il lungo raggio del Boeing 787, come fatto ad esempio da Neos. Ma, oltre al problema della certificazione, il Dreamliner è sensibilmente più piccolo dell’ammiraglia Airbus, ha un raggio d’azione minore e una capacità in stiva molto ridotta. Tutte queste considerazioni spiegano perché, a conti fatti, l’A350 dovrebbe essere il velivolo scelto per il lungo raggio dalla nuova ITA.

La scelta del partner industriale non inciderà su quella del partner commerciale, anche perché sia Lufthansa (Star Alliance) che Delta (Sky Team) sono vettori Airbus friendly e quindi in grado di aiutare la nuova ITA a crescere nel mercato.

In ogni caso è difficile che le prime consegne arrivino prima della primavera 2022, quando scatterà l’orario estivo e inizierà il periodo caldo delle compagnie aeree.

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