Crociere

Recensione crociera su MSC Seaside, l’esperienza non è né bella né fantastica

Questa crociera a bordo di MSC Seaside non era in programma, inizialmente avevamo l'idea di una mega vacanza di famiglia…

Questa crociera a bordo di MSC Seaside non era in programma, inizialmente avevamo l’idea di una mega vacanza di famiglia ai Caraibi, ad inizio 2021, a bordo di quella che reputo essere la più bella nave da crociera al mondo per famiglie con bambini: la Harmony of the Seas, e in generale tutta la classe Oasis di Royal Caribbean.

Il Covid ha cancellato i piani di tutti e anche quello della nostra vacanza di famiglia, così alla fine abbiamo optato per prenotare 3 cabine a bordo di MSC Seaside, nave entrata in flotta nel 2017 e che solitamente è dislocata nel mercato americano per le crociere nel mare dei Caraibi. La partenza del 4 settembre da Genova era perfetta, viaggiando con 3 bambine in età scolare ci permetteva di riempire l’ultima settimana prima dell’inizio delle scuole.

Abbiamo prenotato una tripla con balcone per noi, una doppia interna per i nonni e infine una quadrupla sempre con balcone per mia sorella e la sua famiglia. Da qualche anno abbiamo capito che questo tipo di vacanza è perfetta per passare tempo in famiglia, come a casa ma senza lo stress di dover cucinare, pulire, pianificare cosa fare ecc. Qui in crociera ci diamo appuntamento a colazione e poi ognuno è libero di fare quello che vuole: chi vuole va in escursione, altrimenti la nave offre tante opzioni e poi la sera si è nuovamente tutti insieme per cena.

L’itinerario

Le limitazioni all’estero e il diffondersi delle varianti hanno costretto le compagnie crocieristiche ad aggiustamenti continui delle rotte, portando a creare anche itinerari interessanti. La nostra crociera con partenza da Genova ha fatto scalo a Marsiglia, Siracusa, Taranto e Civitavecchia. Sette giorni di cui due interi di navigazione, quello che ci ha portato da Marsiglia a Siracusa passando per le bocche di Bonifacio e lo stretto di Messina e poi per il trasferimento da Taranto verso Roma/Civitavecchia.

Peccato solo che le escursioni in Italia siano ancora sotto la “bolla”, ovvero tutte controllate, non è previsto sbarcare liberamente per muoversi fuori dalla nave.

Il protocollo sanitario

Le crociere sono ripartite in Italia prima che nel resto del mondo, il protocollo studiato si è pian piano modificato per rispondere alle varie esigenze. Rispetto alla mia prima crociera in epoca Covid-19, a bordo di Costa Smeralda, è sparito il tracciamento continuo del passeggero, ma è stato inserito l’obbligo di misurare la temperatura ogni giorno.

Il tampone ad inizio crociera è sempre obbligatorio, anche per i passeggeri vaccinati, mentre per tutti gli altri è necessario avere il green pass prima di imbarcarsi, per le escursioni e, cosa che mi ha stupito, anche per sbarcare.

A bordo vige l’obbligo di mascherina e distanziamento sociale. Ci sono, però, delle situazioni veramente assurde: a teatro viene rispettato il riempimento del 50%, mentre nelle piscine i lettini sono appiccicati uno all’altro. E al casinò, di fatto, il distanziamento non esiste.

In generale però la compagnia può poco quando sono i passeggeri a non rispettare le norme indossando male o non indossando proprio la mascherina, oppure salendo in ascensore anche se è già “troppo pieno”.

Per tutti quelli che necessitano di un test PCR per tornare a casa, in aereo o altro mezzo di trasporto, la compagnia offre anche questo servizio a 80€.

Il check-in

Una parte delle attività deve essere svolta online, vanno caricati i documenti, scattata la foto e stampati i biglietti. Il tutto deve essere svolto in una finestra molto precisa. Tra le 72 e le 48h prima della partenza. Inoltre eventuali prenotazioni di escursioni, pacchetti e altre info vanno fatte non entro i 2 giorni prima della partenza, come scritto sul sito, ma prima che scattino le ultime 48h.

Abbiamo scelto il parcheggio con valet, di fatto lo stesso che offre la compagnia ma, prenotando direttamente con la società che eroga il servizio a tutti i passeggeri, abbiamo speso 12 euro in meno, per la precisione 78 invece di 90.

I documenti vengono controllati un’infinità di volte. La prima all’arrivo in macchina. La seconda all’ingresso del terminal crociere, la terza quando si ritirano le schede per salire a bordo. Nel mezzo vengono svolti anche i tamponi a tutti i passeggeri, non importa se vaccinati o meno.

Se si viaggia con cabine Yacht Club, si evitano le code e il maggiordomo si prende cura di tutto, gli altri passeggeri invece fanno tutto da soli. Singolare il fatto che i portantini chiedano la mancia in maniera molto esplicita, quasi e mettere in imbarazzo il passeggero che osa rifiutare l’obolo.

La cabina

La Seaside è una delle navi più grandi della flotta MSC, costruita dagli stabilimenti italiani della Fincantieri a Monfalcone, è entrata in servizio nel 2017. Da allora è la nave di maggiore stazza mai costruita in Italia e in un bacino del Mediterraneo, insieme alla sua gemella MSC Seaview. Ovviamente i passeggeri a bordo erano molto meno dei 5.300 che può ospitare a pieno carico.

La nostra cabina era al ponte 10, nella zona di poppa. Preferisco essere sempre a poppa perché, normalmente, é più facile raggiungere le piscine, gli spazi per i bambini e in questo caso anche i ristoranti e i buffet. Scegliendo una cabina vicina agli ascensori si evitano lunghe camminate nei corridoi, uno degli aspetti da valutare quando si sceglie la propria sistemazione a bordo.

Il design delle cabine è oramai abbastanza standard, soprattutto se non si opta per sistemazioni in suite o in stanze particolari. Di fatto il divano viene trasformato in un letto e, nel caso di una quadrupla, il divano è sostituito da un letto a castello.

Lo spazio a bordo è come sempre ridotto all’essenziale, anche se bisogna dirlo, le cabine interne in modalità quadrupla sono ancora più piccole. Mi sento di consigliare di evitarle come la peste.

Negli anni ho cambiato opinione in merito all’importanza del terrazzo, nelle mie prime esperienze in crociera non davo importanza allo sbocco e alla luce, ma devo dire che difficilmente oggi rinuncerei alla possibilità di avere dello spazio aggiuntivo dove respirare, rilassarmi o semplicemente mettere gli asciugamani fuori assieme a qualche altro oggetto.

La dotazione in cabina era standard con un piccolo upgrade legato al fatto di possedere lo status Diamond nel programma fedeltà di MSC Crociere.  Status che non ho guadagnato sul campo, ma grazie all’offerta di status match MSC. Questo mi ha permesso di salire a bordo con il livello massimo nel programma fedeltà della compagnia.

Il primo segnale che non sarebbe stata una crociera perfetta lo abbiamo avuto immediatamente, la cabina ci è stata messa a disposizione con quasi un’ora di ritardo e le chiavi che ci erano state consegnate in fase di imbarco non erano funzionanti, siamo così stati costretti a fare altri 40 minuti di coda al guest service per averne della altre.

Un problema che era comune con molti altri passeggeri in coda al ponte 6.

I problemi nelle nostre cabine sono stati molti, e durante tutta la crociera. Ad esempio in alcune non erano presenti gli asciugamani per la piscina, e sono stati consegnati solo la mattina seguente. Allo stesso modo, nella nostra erano presenti le mascherine, nelle altre no.

La biancheria del bagno non è stata sostituita tutti i giorni, anche se veniva lasciata per terra come da adesivo presente nel bagno, e nonostante le ripetute richieste al cabinista. Sono lontani oramai i tempi nei quali la cabina veniva riordinata anche a metà pomeriggio, ma su MSC è evidente che il servizio è stato ridotto al minimo essenziale sia nelle cabine, come nelle altre aree della nave.

La cucina a bordo

Questa è la prima volta che posso dire di aver mangiato male in crociera, o meglio che nel ristorante principale il servizio e la qualità delle proposte erano nettamente inferiori alle aspettative. Stesso discorso per il buffet della prima colazione, veramente povero e decisamente poco saporito. Dopo una settimana a bordo non siamo riusciti a trovare un bar che servisse un buon caffè.

Il tutto condito da una evidente mancanza di personale rispetto al numero di passeggeri a bordo, dare la caccia ogni volta al cameriere per ordinare da bere è una vera sfida che inizia la mattina a colazione, prosegue a bordo piscina e si conclude la sera al casinò o negli altri bar.

Il menù del ristorante principale, il nostro era il Seashore, non è adeguato a quello che si è soliti trovare in crociera, specialmente su navi italiane.

Servizio pessimo, piatti sporchi, risposte scortesi da parte dell’addetto al tavolo e cibo insapore ed incolore.

Più che sufficiente invece il buffet del pranzo al piano 8, interessante il fatto che ogni giorno ci sia una cucina etnica differente: dalla Thailandia alla Cina, passando per il Brasile.

In generale sono rimasto molto deluso dall’offerta gastronomica. Non esiste nulla di nuovo. Sulle navi Royal Caribbean, ad esempio, ci sono gli hamburger di Jonny Rockets o la cucina di Jamie Oliver, su Costa c’è il menù ideato da Bruno Barbieri e la pizzeria napoletana aperta fino a tardi. Qui invece si può mangiare la piazza in cabina, ordinandola al telefono.

Gli specialty restaurant

Diverso il discorso per i ristoranti speciali, che su questa nave sono 4 e tutti ubicati al ponte 16, proprio davanti all’ingresso dell’area Yacht Club. Abbiamo provato tutte le proposte e qui bisogna dire che il servizio è curato e la qualità del cibo adeguata, però sono a pagamento e anche per niente economici.

Abbiamo approfittato del pacchetto DUO che permette di pagare un prezzo fisso per mangiare in due ristoranti a scelta tra quelli presenti ad eccezione del Teppanyaki. Quest’ultimo vale la spesa solo per lo spettacolo che viene messo in scena dai cuochi. La qualità del cibo è forse la peggiore rispetto agli altri ristoranti presenti.

I passeggeri che hanno lo status Diamond possono gustarsi una cena gratuita in uno di questi ristoranti a scelta e, se capitate da queste parti, vi consiglio vivamente il Pan/Asian, ottima soluzione per assaggiare dei sapori non comuni dalle nostre parti.

L’ultima sera ci siamo concessi la cena dal “macellaio” di bordo, ovvero la brasserie. E’ stata una scelta perfetta. Qualità della carne ottima e servizio impeccabile, come in tutti i ristoranti “special”.

La nave per i bambini

Questa è la prima crociera nel corso della quale mia figlia, di sette anni, o le sue cuginette più grandi hanno di fatto snobbato l’area bimbi. Il motivo è semplice: troppi bambini, nessuna organizzazione e molto caos.

Inclemente il confronto con quanto sperimentato a luglio a bordo di Costa Firenze, ovviamente impossibile fare paragoni con il mondo di prima. Ma l’area dedicata ai teenagers non offriva alcuna attività, giusto delle consolle e dei giochi da fare.

Molto bella l’area dedicata ai bambini al ponte 16, c’è un parco acquatico con 5 scivoli e una piccola area per i più piccini. Peccato che l’ubicazione tra due pareti enormi della nave faccia sì che la zona sia quasi sempre in ombra e che, di conseguenza, l’acqua sia sempre molto fredda, anche perchè le piscinette vengono svuotate tutte le sere.

Le piscine

Ci sono varie piscine sparse per la nave, la zona di prua è riservata ai passeggeri Yacht Club, quindi per il resto degli ospiti c’è la piscina che può essere coperta in caso di pioggia, ma è anche molto piccola.

Normalmente non sarebbe un problema, dato che questa nave è pensata per navigare in zone calde, ma non invidio chi ha in programma una crociera a fine ottobre nel Mediterraneo.

Sparse per la nave ci sono varie vasche idromassaggio, a differenza di quelle nei pressi delle piscine, non sono a prenotazione quindi basta attendere che si liberi dello spazio per entrare.

C’è poi l’area Miami Beach con la piscina più grande tra quelle presenti a bordo e che ha anche 8 lettoni molto comodi (che devono essere prenotati la mattina presto al bagnino a partire dalle 7)

Oltre ai lettoni, anche alcune vasche idromassaggio possono essere prenotate. Ogni cabina può prenotare due lettoni per due ore al giorno e due turni da 15 min ciascuno di vasca “privata”

Infine la piscina al ponte 6 a poppa, nell’area chiamata Zen, è dedicata agli adulti. Come è logico immaginarsi, se ci sono 5000 persone a bordo, in una giornata di navigazione non deve essere semplice riuscire a fare un tuffo senza schiacciare qualche altro passeggero.

La tecnologia a bordo

La pandemia ha sicuramente velocizzato l’adozione di più tecnologia a bordo, ma sono evidenti tantissimi piccoli problemi che rendono veramente noioso tutto il sistema.

La cosa più assurda sono i QR code di bordo. Il Covid ha cancellato i menu di bordo, a pranzo come nei bar. Sui tavoli sono presenti dei cartelli che invitano i passeggeri a scansionare il QR per conoscere le proposte. Peccato che sebbene si sia connessi al wi-fi di bordo, con pacchetto a pagamento, quando si scansiona il QR bisogna comunque inserire un codice presente sulla tessera e la data di nascita, il motivo di ciò è incomprensibile. Se si leggono i due codici per lista bevande e menù del ristorante, si dovrà ripetere la procedura.

Soluzione touch anche per l’ascensore, ma il lettore della tessera non ha alcun senso, se non per l’ascensore riservato ai clienti Yacht Club. L’impressione è che per risparmiare energia ci siano ascensori fermi a turno: l’attesa di una macchina è eterna, anche alle 2 del mattino con la nave praticamente a dormire.

Discorso a parte per il wi-fi. MSC merita un plauso per la tariffazione a giorno e non a MB come avviene su Costa Crociere, pessima invece la modalità di funzionamento. Vengono offerti due pacchetti, il prezzo varia dal numero di dispositivi (da 1 a 4) che si vogliono abilitare al servizio:

  1. Browse che di fatto limita la possibilità di scaricare film da Netflix, guardare YouTube o fare videocall
  2. Browse and Stream che permette di fare le attività bloccate via firewall dal primo

Le assurdità sono principalmente 2. La prima è che non viene assolutamente spiegato prima di acquistare un pacchetto che una volta attivato un device non è possibile disconnettersi e utilizzare l’abbonamento su un secondo terminale. Quindi se mi connetto durante il giorno con il cellulare, ma la sera voglio usare il tablet non posso farlo a meno di comprare 2 abbonamenti.

Il secondo problema è che il pacchetto stream non porta alcun aumento nella velocità di download/upload, che è fissa a poco meno di 2MB, anche se è comunque possibile usare le classiche soluzioni di video chat come Zoom e Meet.

Il Covid ha anche costretto a cambiare molte abitudini, ad esempio adesso MSC chiede agli ospiti di prenotare gli spettacoli. Il problema è che invece di fare come Royal Caribbean, che permette di prenotare le attività, le cene e tutte gli altri servizi di bordo anche dal sito prima della crociera, qui la prenotazione parte via APP o monitor touch sparsi per la nave, 24 ore prima dello spettacolo. Così ci si deve mettere la sveglia mentre si è a cena, o allo spettacolo stesso per prenotare quello del giorno dopo.

Spazi comuni

Il casinò è piccolo per una nave di queste dimensioni. La cosa inaccettabile è che viene ancora concesso di fumare. Il permesso vale solo per chi gioca, ma è facile far finta stando seduti a una slot machine, ed usare la scusa della sigaretta per non indossare correttamente la mascherina.

Dato che transitare dentro il casinò è, quasi, obbligatorio uscendo dal teatro trovo questa concessione inutile e dannosa.

Di fatto il cuore della nave è concentrato nella parte centrale tra i ponti 5 e 8, al centro c’è la spettacolare scalinata, regina delle foto di tutti i passeggeri.

Ad ogni ponte c’è un bar che si affaccia sulla piazza centrale mentre sopra il casino c’è la MSC Lounge, l’unico bar chiuso di tutta la nave, e il bellissimo sports bar.

Che la nave sia pensata per il mercato americano lo si capisce dai memorabilia appesi al muro. Ci sono mazze da baseball, divise NBA, pantaloncini di Box e altri cimeli di sport americani come il football.

La cosa bella è la configurazione. Oltre al bancone centrale e al mega schermo, ci sono dei salottini di varie dimensioni con tv privata, ottimo veramente.

Il resto degli spazi comuni sono i bar nelle zone delle piscine. Dall’area Zen alla Miami beach che la sera diventa il cuore della movida della nave- E, anche qui, si capisce come questa immensa città galleggiante sia stata concepita per i climi caldi e non per navigare a novembre nel Mediterraneo.

Ad ogni piano sono poi presenti moltissimi negozi come ormai tradizione su tutte le navi.

Spettacoli e animazione

Del sistema di prenotazione abbiamo detto, gli spettacoli sono invece di ottima fattura. Ho assistito sia al tributo di Micheal Jackson, bello ma durato meno di 30 minuti, che a Peter Punk, una rivisitazione della favola dell’eterno bambino che aveva il sapore da Circus du Soleil.

In generale in crociera, mascherine a parte, sembra di vivere nel mondo di prima. Si balla, si fa festa, si beve e ci si diverte.

Animazione molto rumorosa, soprattutto in piscina e attiva per intrattenere gli ospiti specialmente nelle due giornate di navigazione. Insufficiente, come detto, quella per i bambini, sia per i junior, ovvero quelli fino a 11 anni, che quella per i teen.

In conclusione

Avevo grandi aspettative per questa crociera, MSC con questa classe di imbarcazioni ha fatto uno scatto verso il modello americano delle crociere e mi sembra che la ciambella non sia riuscita perfettamente. Non è la mia prima crociera in periodo di Covid e quindi posso fare dei paragoni. La qualità del cibo è molto al di sotto della sufficienza, così come l’evidente assenza di personale a bordo rende tutto molto meno fluido di come ci si aspetta.

Del trattamento Diamond ho parlato in un articolo specifico e l’attenzione per il cliente fedele è davvero assente o quasi.

Ci sono poi cose che non comprendo, ad esempio il fatto che la Zip line che corre lungo tutta la nave non sia operativa, a causa del Covid. Oppure le limitazioni nella SPA. A terra tutto è tornato ad essere operativo, parliamo delle saune e di tutto il resto, qui invece il servizio è ancora dimezzato e contingentato.

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