Nascere in aereo, quale sarà la cittadinanza e i vantaggi di un parto in volo - The Flight Club
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Nascere in aereo, quale sarà la cittadinanza e i vantaggi di un parto in volo

Negli ultimi due anni siamo stati abituati a storie in volo davvero tristi. La pandemia ha reso tutti più suscettibili…

Negli ultimi due anni siamo stati abituati a storie in volo davvero tristi. La pandemia ha reso tutti più suscettibili ed ecco fioccare video da ogni parte del mondo relativi a passeggeri che contestano l’obbligo della mascherina, altri che litigano tra loro e vengono trascinati via. C’è spazio però spazio per una notizia in grado di scaldare il cuore: una dottoressa è stata capace di far partorire una donna nel bel mezzo di un volo. Madre e figlia sono in perfetta salute. Una storia che accompagnerà le protagoniste per tutta la loro vita, soprattutto perché nascere in volo porta con sé alcuni vantaggi considerevoli.

In questo articolo:

    Miracolo in volo

    Aisha Khatib, dottoressa canadese e professoressa presso l’Università di Toronto, non si sarebbe di certo aspettata di doversi mettere all’opera quando è salita a Doha sul volo diretto in Uganda. I suoi piani erano ben differenti, ma ora ha una storia da poter raccontare per molti anni a venire. La news ha fatto il giro del mondo ed è stata proprio lei a parlarne sui propri social. La risposta del pubblico su Twitter è stata enorme.


    Il parto in aereo è avvenuto lo scorso 5 dicembre 2021 su un volo della Qatar Airways: “C’è un dottore a bordo? Non avrei mai pensato di far nascere un bambino durante un volo. Grazie al personale di bordo della Qatar Airways che mi ha aiutata durante il parto di questo Miracolo in cielo. La mamma e la bambina stanno bene e sono in salute”. Una storia che ha dell’incredibile, conclusasi nel migliore dei modi. La bambina è stata chiamata Miracle Aisha, in omaggio alla sua incredibile nascita e alla dottoressa che le ha consentito di venire al mondo.

    Parto a bordo di Qatar Airways

    L’aereo della Qatar Airways aveva lasciato Doha da circa un’ora lo scorso 5 dicembre, quando a bordo ha avuto inizio la ricerca di un medico. A rispondere alla chiamata è stata Aisha Khatib, originaria dell’Uganda e di ritorno a casa dopo una vacanza in Arabia. Non era però l’unica a bordo con competenze mediche. Per quanto lei abbia condotto il parto, ha spiegato come sia stata grandemente aiutata dal personale di bordo, da un’infermiera oncologica e da una pediatra di Medici senza frontiere. Ecco le sue parole alla BBC: “Quando mi sono avvicinata, ho visto questa donna sdraiata a terra con la bambina che stava uscendo. Quando ho annunciato che si trattava di una bambina e che stava bene, tutti i passeggeri hanno applaudito. La parte migliore di questa storia è che hanno deciso di dare alla piccola il mio nome.

    La bambina è nata un po’ in anticipo sui tempi, alla 35esima settimana, ma soprattutto a più di 10mila metri d’altezza. Una vera e propria rarità, per quanto i parti in aereo accadano. Statisticamente parlando, però, si tratta di un caso su 26 milioni. Non una cosa da tutti i giorni, dunque. Il volo è proseguito senza ulteriori intoppi fino in Uganda, dove la madre vive e potrà crescere serena la piccola Miracle Aisha.

    I vantaggi di nascere in volo

    La notizia di un parto in aereo fa quasi sempre il giro del mondo. Riuscire a far partorire una donna in quelle circostanze, tra assenza di strumentazioni ed enorme stress è un’impresa davvero incredibile, soprattutto perché non sempre è presente a bordo personale medico di qualsiasi sorta tra i passeggeri. Pubblicità gratuita per il vettore, anche se spesso si tratta di compagnie così grandi da non necessitarne. Sono i dettagli a fare la differenza, nella maggior parte dei casi. Sapere che il personale di bordo di una compagnia è in grado di gestire così bene una situazione tanto fuori dal comune può spingere a preferirla ad altre. Il racconto della nascita della piccola Miracle si concentra infatti molto sulla prontezza e disponibilità di hostess e steward.

    Il bambino o la bambina nati in volo avranno una storia magnifica da raccontare al mondo, corredata da foto e video virali sui social. Nella maggior parte dei casi, oltre alla leggenda, vi è anche un altro regalo, più allettane: biglietti gratis a vita con quel vettore. Gli esempi sono svariati. Nel 2020 una donna dello Yemen ha partorito a bordo di EgyptAir, in volo da Londra al Cairo. E’ stato richiesto un atterraggio d’emergenza a Monaco, ma prima di poterlo realizzare, la passeggera aveva già dato alla luce il suo piccolo. Il bimbo ha ricevuto un premio a vita: non dovrà mai pagare per salire a bordo di un aereo della compagnia. Non si tratta di una regola scritta, ovviamente. Si può parlare di consuetudine. Lo dimostra il fatto che nessun annuncio è stato rilasciato da Qatar Airways, che pare non aver premiato in alcun modo la piccola Miracle, se non offrendole a bordo tutto l’aiuto possibile per venire al mondo.

    Nascere in aereo: cittadinanza

    Il fatto che una donna partorisca in volo è relativamente raro, soprattutto perché molti vettori presentano delle regole ferree in merito. Oltre una certa settimana una prossima partoriente non potrà salire a bordo, in alcuni casi. Ovviamente ciò non esclude la possibilità di ritrovarsi a dover gestire in volo una nascita prematura. Vi sono invece compagnie che non limitano affatto la scelta della futura madre, che potrebbe imbarcarsi anche senza un certificato medico che la autorizzi.

    Viene però da chiedersi, qual è la procedura in termini di cittadinanza di chi è nato in volo? Le regole in tal senso non sono chiarissime. Generalmente si tende a far valere la cittadinanza della madre. Nel caso in cui una donna italiana dovesse partorire in aereo, mentre torna a casa o si dirige altrove, in un altro Paese, il suo bambino sarebbe italiano/a. Come detto, però, molto cambia di Paese in Paese. Se si dovesse atterrare in un’altra parte d’Europa o del mondo, differente dalla propria nazione, l’iscrizione all’anagrafe potrebbe tener conto dell’area della registrazione dell’aereo. Decisamente più difficile invece la prospettiva per la quale si tenga conto del Paese sorvolato al momento della nascita.

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