Recensioni

Un tuffo negli anni ’60 quando viaggiare era tutta un’altra cosa: recensione TWA Hotel

Questo non è un hotel come tutti gli altri, tantomeno il classico albergo senza anima che si trova vicino agli…

Questo non è un hotel come tutti gli altri, tantomeno il classico albergo senza anima che si trova vicino agli aeroporti, da usare come appoggio quando si vuole dormire a massimo 10 minuti dal gate di partenza.

No, questo hotel è una vera esperienza. Se si è malati di viaggi e appassionati di aerei, è come andare a Disneyland per un bambino, è il regno dei balocchi.

Cosa è il TWA Hotel

La TWA, Trans World Airlines, è stata una storica compagnia aerea americana. Uno dei vettori che insieme alla PanAm ha segnato il mondo dei viaggi dagli anni ’60 sino ad inizio anni 2000, quando è stata assorbita dalla American Airlines e il marchio è scomparso.


Quello che oggi è l’hotel altro non era che il terminal dove operava i voli proprio la TWA. Dopo il fallimento questa struttura è rimasta vuota per anni, poi nel 2015 è arrivato l’annuncio della trasformazione in un hotel e a fine 2019, poco prima dello scoppio della pandemia, è stato inaugurato.

L’hotel si trova all’interno dell’aeroporto JFK, esattamente davanti al T5, quella che oggi è la casa di JetBlue, compagnia aerea americana che negli ultimi anni sta crescendo e che recentemente ha lanciato anche il suo primo collegamento intercontinentale verso Londra, proprio dall’aeroporto dedicato all’ex presidente americano.

Lo si può raggiungere anche via AirTrain, il people mover che collega i vari terminal dell’aeroporto JFK e ovviamente via taxi da Manhattan.

Come prenotare il TWA Hotel

Purtroppo questo hotel non appartiene a nessuna catena alberghiera, quindi l’unico modo per prenotare è tramite il sito ufficiale o alcuni portali, ad esempio Hotels.com.

Il mio consiglio è quello di cercare di prenotare sempre tramite il sito ufficiale per poter sfruttare eventuali benefit come upgrade o altri piccoli vantaggi che non vengono rilasciati agli ospiti che hanno prenotato tramite altri provider.

Stiamo parlando di un hotel dentro un aeroporto, quindi è interessante sapere anche che è possibile prenotare una camera in modalità “Day use”, ovvero per le ore diurne. Un modo per rilassarsi e allo stesso tempo godere di tutti i servizi dell’hotel.

Le tariffe non cambiano molto dalla classica prenotazione, ma tutto dipende da quanto tempo si ha a disposizione.

L’hotel

Abbiamo deciso di trascorrere qui la nostra ultima notte a New York invece che nel Millenium Hilton dove siamo stati gli altri giorni. Volevamo vedere questo hotel e viaggiare dentro questa macchina del tempo per tornare indietro negli anni ’60.

Il nostro viaggio è partito proprio dal T5 dove ci siamo fatti lasciare dal taxi, anziché direttamente all’ingresso dell’hotel. Il motivo è semplice: volevamo vivere l’esperienza al 100%.

Le indicazioni per l’hotel sono ovunque e la nostra De Lorean è stata la cabina dell’ascensore che dal 2021 ci ha riportato indietro negli anni ’60.

Quando si sono aperte le porte del piano, ci siamo trovati davanti quello che fu l’ufficio di Howard Hughes, il fondatore della TWA, conosciuto per la rappresentazione cinematografica con Leo Di Caprio in “The Aviator”.

Da un film all’altro: quando si arriva al tunnel che collega l’hotel con il terminal sembra di essere sulla scena del film “Prova a Prendermi”, sempre con Di Caprio, quando lui finto pilota spunta dal tunnel circondato da giovanissime e bellissime hostess.

Quando però si arriva nella lobby si resta a bocca aperta. Certo, io sono malato per il mondo degli aerei quindi probabilmente di parte, ma è impossibile non emozionarsi, tutto è perfetto.

Le forme curve, tipiche dell’architettura degli anni ’60, sono bellissime. Tutto l’arredamento vintage ricrea perfettamente quello che era l’età dell’oro del mondo dei viaggi, quando nessuno ancora sapeva cosa volesse dire viaggiare low-cost.

Immaginate quando siete entrati per la prima volta da bambini a Disneyland e avete visto il castello, oppure quando avete osservato la Cappella Sistina ai Musei Vaticani, ecco questo posto ad un malato di aerei come me ha regalato la stessa sensazione.

Si può girare ovunque nei corridoi, anzi nei tunnel, e scovare un posto da ammirare, studiare, fotografare.

Non manca nulla. C’è il mega cartellone con gli orari dei voli in partenza, non quello con i led ma quello vecchio stile con le lettere che girano e fanno rumore ogni volta che si aggiornano.

Il terminal è un enorme open space che si affaccia sulla pista, dove ad attendere gli ospiti c’è anche un aereo, un vero TWA. Ovviamente è possibile imbarcarsi e gustarsi un aperitivo come se si stesse per decollare.

La sala centrale ospita i due bar con annesso salone dove gustarsi un Martini mentre si ascolta la musica dell’epoca. E ovviamente un enorme tabellone dove, oltre alle partenze, vengono creati messaggi e disegni ad hoc.

Ora immagina che invece di avere un iPhone devi andare al telefono a gettoni, che invece di cercare su internet devi sfogliare il giornale e che non stai per decollare su un 777, ma su un 747/100 e nessuno ti controllerò il bagaglio a mano (e nemmeno il documento).

Ci sono tantissimi riferimenti agli anni ’60, immancabile è un salto alla Twister room per giocare al famoso gioco in scala 1:1.

Il check-in

Al banco dei check-in c’è anche il nastro per trasportare i bagagli, che non finiscono però in camera, ma nel deposito in attesa di essere consegnati nuovamente ai clienti.

Ovviamente c’è anche una piccola sala d’aspetto dove attendere il proprio turno e anche qui tutto è perfettamente ricostruito, con delle bellissime foto dell’epoca per immergersi ancora di più nel viaggio nel tempo.

Volendo si può anche fare tutto da soli ai banchi automatici, ma il bello di questo hotel è proprio quello di vivere l’esperienza al 100%, quindi il mio consiglio è quello di fare la registrazione tradizionale.

E così facendo abbiamo anche scoperto che avevamo ricevuto un upgrade gratuito da camera Deluxe a Junior Suite, nella Howard Hughes Wing.

La camera

Quello che non ci si aspetta in una struttura di oltre 500 stanze è che tutto sia tenuto in ordine e perfettamente mantenuto, soprattutto quando si parla di un hotel in un aeroporto dove gli ospiti passano velocemente senza prestare molta attenzione al luogo dove si trovano.

La nostra camera, come detto, si trovava al 6° piano con vista sul terminal. Ripercorrere il tunnel per raggiungerla è stato come risalire a bordo della macchina del tempo.

L’arredamento delle stanze, ovviamente, non è vintage ma moltissimi elementi di design lo ricordano, a partire dall’iconico telefono a ghiera, così come le finiture dorate e i pannelli di legno, tutto molto 007 Goldfinger.

La nostra Junior Suite a differenza della camera Deluxe che avevamo prenotato era decisamente più spaziosa e con un bagno altrettanto più grande rispetto alle camere di categoria inferiore.

Certo, la tv da 65” non è quella che si sarebbe trovato nel 1962, così come non sarebbe servita la base per la ricarica wireless del cellulare, ma tutti questi elementi non stonavano assolutamente nel design essenziale della camera.

L’immensa vetrata, con tende a controllo elettrico, si affacciava come previsto sul terminal TWA, quindi sulla parte che ospita il ristorante e la pista dell’hotel, davvero molto bella.

Piscina panoramica con vista pista

Uno dei punti più famosi dell’hotel si trova al 9° piano della Hughes Wing, ovvero la piscina a sfioro, il bar e la terrazza panoramica con vista sulla pista.

La nostra visita è stata a metà dicembre, ma la piscina era perfettamente operativa in modalità Jacuzzi, con l’acqua calda fumante visto che fuori i gradi erano di poco sopra lo zero.

Anche qui si nota l’attenzione per i dettagli. La piscina è trasformata in una baita di montagna e il bar nella baita, dove trascorrere la serata dopo lo sci.

Questa area, è bene ricordarlo, è ad uso esclusivo degli ospiti dell’hotel, mentre il resto della struttura è visitabile da tutti. Qui si entra solo se si ha una prenotazione.

Nel periodo estivo, e causa Covid, è prevista la possibilità di prenotare l’accesso alla piscina. Nel periodo invernale è libera per i valorosi che hanno il coraggio di tuffarsi mentre fuori il tempo è quello tipico dell’inverno a New York.

Il problema non è entrare, dato che l’acqua è a 35°, ma uscire considerando che fuori spesso si è sottozero.

Per tutti i meno coraggiosi è possibile cenare o bere nello chalet con vista sulla pista, oppure semplicemente stare a guardare gli aerei che atterrano e decollano nello scalo più trafficato di New York.

The Connie Cocktail Lounge

Il Lockheed Constellation, meglio noto come Connie, è stato trasformato in un bar. 

Basta seguire le indicazioni, così come si farebbe per imbarcarsi su un qualsiasi aereo. Chi ha visto il film “The Aviator” sa benissimo l’importanza di questo modello di aeroplano per la compagnia e per il mondo dei viaggi.

L’aereo è parcheggiato sulla pista, davanti al terminal, basta seguire le indicazioni e si arriva sotto la scaletta pronti per l’imbarco.

Sfortunatamente la sera della nostra visita era prenotato per una festa privata e non abbiamo potuto salire a bordo, ma le foto che si trovano in rete lasciano capire come un cocktail a bordo di Connie sia la ciliegina sulla torta di un soggiorno al TWA Hotel.

Food & more

Il cuore di questo hotel è il terminal. Ci troviamo in un aeroporto quindi non può mancare l’area dove mangiare, e qui ci sono tantissime opzioni. 

Dalla parte opposta ai banchi del check-in, c’è la food hall dell’hotel. Ogni chioschetto propone piatti differenti, mentre al piano superiore è ospitato il Paris Cafè che è il ristorante dell’albergo.

Anche l’ingresso del terminal è a tema: parcheggiati, dentro e fuori dall’hotel, troviamo alcuni veicoli che ci riportano nel contesto dei mitici anni ’60.

Ed è bello vedere come una delle protagoniste sia una Fiat 500 barchetta, parcheggiata proprio nell’ingresso assieme ad una altrettanto iconica BMW Isotta. Volendo l’hotel ospita anche un centro congressi e una palestra enorme dotata di ogni macchinario e in grado di soddisfare le necessità di tutto gli ospiti senza grandi problemi.

Last but not least, c’è una piccola mostra delle divise storiche indossate dal personale TWA. Anche qui si respira italiano: tra gli stilisti che hanno vestito hostess e piloti, anche Valentino.

In conclusione

Questo hotel vale il prezzo del biglietto, le camere si trovano tra i 190 e 300$, in linea con i costi di New York. 

L’esperienza che regala è unica, l’atmosfera è davvero incredibile e, se si è appassionati di viaggi e di aerei, è una tappa impossibile da mancare in una vacanza a New York, così come Times Square o la Statua della Libertà.

Questa è solo una delle tante recensioni che puoi leggere sul nostro sito. Covid e restrizioni permettendo, ogni mercoledì pubblichiamo una recensione di una lounge aeroportuale, mentre ogni venerdì puoi leggere la recensione di un nostro volo o di un hotel dove abbiamo soggiornato.

Il verdetto
Non esiste un hotel simile in tutto il mondo, certo abbiamo scritto di aerei trasformati in hotel o di hotel a tema viaggi. Questo però è un vero terminal, dentro un vero aeroporto come il JFK trasformato in hotel, è come entrare in un museo e poterci vivere dentro per una notte o più.
8.5

Pro

  • Il design
  • La piscina con vista sulla pista
  • L'ambientazione

Contro

  • L'attitudine del personale
  • Il Connie Cocktail Lounge chiuso per evento privato