Quando prendi un aereo, ma ti sembra di essere su un bus. Il mio viaggio a bordo di un A330 di Delta - The Flight Club
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Quando prendi un aereo, ma ti sembra di essere su un bus. Il mio viaggio a bordo di un A330 di Delta

Mi è capitato spesso di scriverlo e con questo volo è arrivata l’ennesima conferma: con Delta, la più grande compagnia…

In questo articolo:

    Mi è capitato spesso di scriverlo e con questo volo è arrivata l’ennesima conferma: con Delta, la più grande compagnia aerea mondiale, non sai mai che volo sarà….e questo è stato una vera delusione.

    Specifiche
    Aeromobile:
    A330/300
    Classe:
    Business
    Tratta:
    JFK - CDG
    Prezzo:
    450€


    E’ incredibile come, per certi versi, quando si sale sulle compagnie americane si abbia (spesso) la sensazione di salire su un bus, non importa se si sta viaggiando in economy o in business, le probabilità che si venga trattati come in coda al McDonald’s qui sono più alte rispetto ad una qualsiasi compagnia europea.

    Questo è uno dei motivi che in generale mi spinge ad evitare i vettori americani e quando sono in USA amo volare Southwest, perché almeno so che ottengo quello che pago.

    Il fatto poi che, all’ultimo momento, il volo sia stato operato con un A330/300 vecchio di 14 anni anziché su un nuovo A350/900 non ha fatto altro che aumentare la delusione. E’ servito a poco essere su un aereo con gli interni “rinnovati”, quando invece ci si aspettava di salire a bordo della nuovissima One Suite.

    La prenotazione

    Il biglietto faceva parte di un itinerario che, dopo un volo di avvicinamento Parigi Londra, mi aveva portato a New York a bordo del A350/1000 ammiraglia di Virgin Atlantic.

    Per questa prenotazione non ho usato punti o miglia avendo trovato una tariffa estremamente conveniente a poco più di 1200€ per un viaggio in business class con la prima tratta viaggiata a bordo della nuovissima Upper Class di Virgin Atlantic. Avrei potuto usare i punti membership rewards senza problemi, ma in questo caso la conversione non era assolutamente di quelle entusiasmanti.

    Il nostro ponte dell’Immacolata negli Stati Uniti, la prima volta dopo la fine del divieto di spostamenti a causa del Covid-19, ci è servito anche per rinnovare lo status Silver nel programma Flying Blue e arrivare a pochi punti dal livello Gold, chiave essenziale per poter prenotare un biglietto in classe La Premiere, ovvero la prima classe di Air France.

    In aeroporto

    Le frontiere sono aperte, ma questo non vuol dire che si sia tornati al mondo di prima, anzi i recenti sviluppi legati alla variante omicron hanno portato anche a modifiche delle regole di viaggio e probabilmente convinto anche molti passeggeri a sfruttare la flessibilità dei biglietti e rimandare la partenza. Finalmente però adesso vediamo allentare la morsa e un lento ritorno alla normalità.

    Se c’è una cosa che non stressa i viaggiatori al momento del ritorno a casa da New York, è la facilità di trovare in giro per la città un posto dove fare un tampone, rapido o PCR, gratis. Ovunque a Manhattan sono presenti delle tende, dei van o dei pop up store dove in meno di 10 minuti è possibile fare il test e ricevere, gratuitamente, l’esito via mail. Per i più pigri poi nel terminal 4 è presente un centro tamponi che permette di avere il test in tempo per il check-in.

    Il nostro volo partiva dal terminal 4, quello dove opera principalmente Delta e dove sono di casa anche Emirates, Etihad, Virgin Atlantic e Swiss.

    Siamo arrivati con largo anticipo al terminal, dato che abbiamo trascorso la notte al TWA Holtel che è solo ad una fermata di AirTrain, il people mover che collega gratuitamente i vari terminal del JFK.

    Speravamo di poter fare check-in senza problemi e invece abbiamo dovuto convincere una addetta di Delta in modo che ci lasciasse passare ed imbarcare i nostri bagagli.

    Passati i controlli, ci siamo diretti nella Delta Sky Club, la lounge principale del T4 e una delle più grandi tra tutte quelle gestite dalla compagnia americana.

    La lounge si trova quasi alla fine del ponte D, quello dal quale partono i voli della compagnia americana.

    L’accesso a questa sala è consentito a tutti i passeggeri che viaggiano in business class con Delta o ai titolari di uno status élite nel programma fedeltà della compagnia oppure in possesso di un livello ElitePlus nell’alleanza Sky Team.

    Inoltre questa lounge è accessibile  ai titolari di American Express Platino che hanno in programma un volo nella stessa giornata con Delta.

    Di fatto il T4 è il miglior terminal a livello di lounge per chi possiede la più ricca delle carte Amex, dato che permette di accedere oltre allo SkyClub anche alla Centurion Lounge, la Clubhouse di Virgin Atlantic e alla sala di Air India accessibile tramite Priority Pass.

    Impossibile non trovare un posto a sedere, data la dimensione e la quantità di sedute, di ogni tipo, presenti. La parte centrale della sala è occupata dal bancone del bar, dalla zona buffet e dal distributore delle bibite self service.

    Delle isole per le bevande calde sono posizionate in vari punti della lounge.

    L’unica zona che non ho trovato, ma probabilmente non ho girato io abbastanza, è una zona relax più buia e silenziosa dove fare un riposino in attesa del volo. Dato che la lounge non era per niente affollata quando siamo arrivati, non c’era molta necessità di isolarsi per trovare un angolo silenzioso.

    Una particolarità delle lounge Delta è che al bar è presente una selezione di prodotti “complimentary” e una più ampia lista di cocktails, distillati e birre a pagamento. Non è una esclusiva di Delta è una prassi molto diffusa negli aeroporti del continente americano.

    L’offerta culinaria era, ovviamente, molto americana. E sebbene non fossero ancora le 11 del mattino era offerto già il menù del pranzo.

    L’imbarco è stato veloce, come sempre accade nelle compagnie americane, si sale a bordo per zone: dopo le persone in sedia a rotelle, tocca ai militari, poi ai passeggeri di business class o ai possessori dello status Medallion e poi, piano piano, a tutti gli altri passeggeri.

    A bordo

    Del cambio di aeromobile lo ho scoperto nella lounge, controllo sempre su flightradar24 lo status del mio volo. Lo faccio per vedere su che aereo volerò, dove si trova e quali sono le sue caratteristiche. La mia delusione è stata totale nello scoprire che avrei volato su un A330/300 di 14 anni anziché su un A330/900 con meno di 2 anni.

    Soprattutto perchè nel secondo avrei provato per la prima volta la nuova Delta One Suite. Invece sono finito nella vecchia Delta One e la differenza è come tra una Fiat 500 normale ed una elettrica.

    L’unica cosa positiva è che, nonostante l’età, la configurazione della cabina è 1-2-1, e questo vuol dire che tutti i passeggeri hanno accesso diretto al corridoio, cosa non scontata, e che quindi non si deve scavalcare nessuno o non si sarà scavalcati dal vicino che deve andare in bagno.

    La configurazione dei posti centrali non prevede la presenza delle poltrone honeymoon, ma soprattutto non c’è la possibilità di alzare una paratia se si viaggia da soli e con un vicino “sconosciuto”: a livello di privacy siamo quindi vicini allo zero. Una differenza abissale con la nuova Delta One Suite, dove tutti i posti hanno una porta che, se chiusa, isola completamente dal corridoio.

    Non che chi è seduto nelle file vicine ai finestrini goda di più privacy, ma almeno se si viaggia da soli non si è sotto gli occhi del passeggero vicino.

    L’aereo ha 14 anni, gli interni sono però più giovani dato che Delta ha rinnovato recentemente anche queste cabine. Ma, nonostante gli sforzi, si potrebbe dire che è invecchiata subito e male.

    A livello di spazio per il passeggero è quello classico con le gambe che si infilano nel tunnel che ospita la consolle della poltrona davanti. I sedili non sono alternati e questo vuol dire avere maggior spazio per le gambe, soprattutto quando si trasforma la poltrona in letto.

    Ci sono due piccoli spazi dove riporre i propri oggetti personali, ma stiamo parlando di piccoli contenitori in grado di contenere giusto il cellulare e poco più, sicuramente non un notebook o un tablet.

    L’altro, ed unico, lato positivo è la presenza degli ugelli per l’areazione. Molte compagnie non li hanno in business class e per me è davvero assurdo che non si possa regolare la temperatura quando si viaggia in una cabina premium.

    Il tavolino esce dalla consolle centrale ed è di dimensioni molto contenute, adeguato giusto a supportare un tablet ma molto meno adatto ad un notebook.

    Le prese di corrente sono comode e non nascoste come spesso accade, c’è però una sola presa USB. C’è poi una luce da lettura, posizionata sopra le prese che è anche orientabile in base alle esigenze del passeggero

    I controlli del sedile sono posizionati nello schienale davanti, comodi da raggiungere e funzionali.

    Servizio a bordo

    La sensazione di trovarsi a bordo di un greyhound, piuttosto che in una cabina di business class prosegue anche con il servizio.

    Lo champagne di benvenuto a bordo è servito in un bicchiere di plastica, marchiato Coca Cola.

    Non c’è alcun menu che spiega cosa sarà servito per cena e colazione, tantomeno una carta dei vini o delle altre bevande che si possono ordinare. E il menù non è nemmeno disponibile in formato digitale tramite la app o gli schermi delle poltrone.

    Dulcis in fundo il kit di cortesia non è quello per i passeggeri di classe business ma di Premium Economy. Probabilmente era un fondo di magazzino, visto che qualche settimana dopo la compagnia ha annunciato il lancio del nuovo kit.

    Circa 15 minuti dopo il decollo, uno degli addetti è passato in cabina a prendere l’ordine della cena. Il menù raccontato a voce, senza ovviamente spiegazione dei piatti tantomeno del bere, una sorta di mensa scolastica tipo “mangi questa minestra oppure salti dalla finestra”. La cena è stata servita in un unico vassoio, così come si viene serviti in economy, soltanto con un tovagliolo messo sul tavolino a mo’ di tovaglia, e un bicchiere di vetro (non più di plastica) per il bere.

    La mia scelta per la cena è finita sull’opzione vegetariana, ovvero delle lasagne al formaggio che mi sono state servite ancora fredde e sostituite, su mia richiesta, poco dopo.

    Se in tutte le altre compagnie dove ho viaggiato il personale di cabina chiede se si vuole essere svegliati per colazione, su Delta non accade e tutti i passeggeri vengono svegliati dall’annuncio che a breve inizierà il servizio e il ritiro dei moduli PLF richiesti dal governo francese (il nostro volo era diretto a Parigi). Come in collegio, con la campanella che sveglia tutti per andare in refettorio.

    Piatti insapore a cena e la musica non cambia a colazione, non c’è un menù ma bisogna fare una scelta veloce tra quello che che è proposto. Certo, è un volo di poco meno di 6 ore e mezza e non il più lungo del mondo, ma sarebbe logico aspettarsi un trattamento migliore da parte di Delta e del suo personale.

    Ridicola anche la piccola dispensa che era a disposizione dei passeggeri durante il volo, forse avrebbero fatto meglio a non metterla nemmeno.

    IFE & WiFi

    Vecchio l’aereo, ovviamente anziano anche il sistema di intrattenimento. Il monitor è touch ma non esattamente veloce nella risposta. In ogni caso è comunque possibile usare il caro vecchio telecomando.

    L’offerta di film ed altri contenuti è misera, soprattutto di nuovi arrivi. Così come inesistente la mappa virtuale, se non quella che indica il percorso, e inoltre non sono attive le webcam che permettono di vedere quello che accade fuori.

    Fortunatamente era attivo il wi-fi e, grazie alla mia linea dati americana T-Mobile, ho potuto sfruttare un’ora gratuita di collegamento ad internet. Sempre meglio di nulla.

    In conclusione

    La delusione di essermi trovato, a mia insaputa, in un aereo e in una cabina diversa da quelli che mi aspettavo ha segnato tutta l’esperienza. Se l’hardware non era quello che avevo prenotato, il software non ha mitigato il giudizio negativo di questo volo. Le uniche cose che salvo sono l’allestimento 1-2-1 della cabina e la presenza degli ugelli per l’aria, tutto il resto è assolutamente da dimenticare.

    Questa è solo una delle tante recensioni che puoi leggere sul nostro sito, covid e restrizioni permettendo. Ogni mercoledì pubblichiamo una recensione di una lounge aeroportuale, mentre ogni venerdì puoi leggere la recensione di un nostro volo o di un hotel dove abbiamo soggiornato.

    Il verdetto
    Dopo aver viaggiato sulla Upper Class di Virgin questo volo con Delta ci ha riportato con i piedi per terra. Salvo gisto la poltrona, perchè era comoda, ma tutto il resto non era nemmeno vicino alla sufficienza.
    5
    Servizio
    4.5
    IFE
    5
    F&B
    5
    Cabina e Poltrona
    6

    Pro

    • La poltrona non era scomoda

    Contro

    • IFE vecchio
    • Beauty kit della premium economy
    • Bicchiere di plastica per il drink di benvenuto
    • Offerta gastronomica