Si ricomincia a viaggiare, il check-up del passaporto per evitare brutte sorprese - The Flight Club
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Si ricomincia a viaggiare, il check-up del passaporto per evitare brutte sorprese

Due anni di frontiere chiuse e di divieto degli spostamenti non essenziali sono oramai alle spalle, ogni giorno un nuovo…

Due anni di frontiere chiuse e di divieto degli spostamenti non essenziali sono oramai alle spalle, ogni giorno un nuovo Governo annuncia l’eliminazione delle restrizioni e a breve potremo anche levarci le mascherine a bordo degli aerei.

In questo articolo:

    Rispetto al mondo pre-Covid, la Brexit è stata completata e adesso per volare nel Regno Unito è necessario avere il passaporto.  E proprio sul documento che permette gli spostamenti in tutto il mondo vogliamo incentrare il nostro articolo di oggi, facendovi un elenco di tutti i controlli da effettuare, una volta decisa la meta in cui andremo.

    Non è solo la data di scadenza del passaporto che importa, ma anche quante pagine libere ci sono e altri piccoli dettagli che possono rovinare, ancora prima di iniziare, la vacanza.


    La regola dei sei mesi residui

    Il passaporto dura 10 anni, ma di fatto non è vero. Moltissimi paesi richiedono al viaggiatore di avere almeno 6 mesi di validità residua per poter ottenere il visto, sia quello all’arrivo che quello tradizionale da richiedere in consolato o ambasciata.

    La regola dei sei mesi non vale ad esempio se ci si reca negli Stati Uniti, per il personale di frontiera negli USA l’importante è che il documento sia ancora valido e non sia scaduto, ma è un caso più unico che raro. La Thailandia, per fare un esempio di una destinazione popolare, richiede 6 mesi di validità al momento dell’ingresso nella nazione.

    Occorre sempre informarsi adeguatamente prima di partire, così da non incappare in brutte sorprese al momento dei controlli in aeroporto. Ecco alcuni esempi di Paesi che richiedono un’estesa durata del passaporto:

    Validità di 3 mesi

    • Corea
    • Nuova Zelanda

    Validità di 6 mesi

    • Antigua
    • Argentina
    • Australia
    • Bahamas
    • Egitto
    • Russia
    • Giamaica
    • India
    • Israele
    • Singapore
    • Taiwan
    • Thailandia

    Almeno due pagine bianche

    C’è una seconda regola molto importante che molti non conoscono ed è quella delle pagine libere. Il passaporto italiano è composto da 48 pagine. Dalla pagina 7 alla 45 ci sono gli spazi per visti e timbri.

    Sebbene alcune nazioni stiano eliminando l’usanza di timbrare il passaporto, ad esempio nei miei ultimi viaggi a Singapore e in Canada non ho ricevuto alcun timbro, tutte le altre destinazioni timbrano almeno una volta il passaporto al momento dell’ingresso e moltissime lo fanno due volte: sia quando si entra che quando si esce dal paese.

    Ci sono poi nazioni che richiedono un visto che, oltre al timbro, prevede anche l’inserimento del permesso di viaggio direttamente sul documento del viaggiatore occupando così ancora più spazio. Quello che è importante sapere è che molti paesi pretendono che il viaggiatore disponga, sul proprio documento di viaggio, di almeno due pagine.

    Sebbene il visto sia normalmente un adesivo che viene attaccato sul passaporto, non sarà apposto su una pagina già timbrata.

    La regola delle due pagine è molto subdola perchè non è specificato se le due pagine devono essere consecutive o possono anche essere “sparse” nel passaporto, il mio consiglio è: se vi trovate in questa situazione, iniziate a valutare la richiesta di un nuovo documento.

    Niente visto, ricordati l’E-Visa

    Molte nazioni hanno adottato il visto elettronico, il più famoso è l’ESTA per visitare gli Stati Uniti, soluzione simile è stata recentemente introdotta ad esempio dalla Corea del Sud.  E’ bene ricordare che queste autorizzazioni hanno una scadenza e, nel caso dell’Esta per gli USA è consigliabile aggiornarlo in base alla destinazione negli ingressi successivi al primo. Soprattutto è bene tenere presente che sono legate al passaporto, quindi se per qualche motivo il documento è cambiato rispetto a quando è stato ottenuto, va rifatta da zero una nuova richiesta.

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