Tra dieci giorni parto per il mio primo giro del mondo - The Flight Club
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Tra dieci giorni parto per il mio primo giro del mondo

Il biglietto per fare il giro del mondo è uno dei più difficili da costruire, in questo articolo racconto tutto…

Ci sono quei viaggi che sogni tutta la vita, ci sono le destinazioni che speri un giorno di poter visitare, ci sono quelle esperienze che valgono il prezzo del biglietto: non importa se stiamo parlando del concerto degli Stones, un biglietto per una finale del mondiale di calcio o la luna di miele perfetta.

Ecco io sto per realizzare uno di quei sogni, sogni che da bambino pensi non riuscirai mai a raggiungere, ma alla fine invece accade. Il 9 luglio mi imbarcherò per il primo volo, di sette, che mi porterà a visitare quattro continenti con un solo biglietto aereo.

Le regole del biglietto RTW

Ci sono molti modi di fare il giro del mondo, il biglietto Round The World è solo uno. E’ un unico biglietto comprato per partire e arrivare nello stesso aeroporto, senza però cambiare mai direzione di viaggio. Questo vuol dire che si può andare da ovest verso est, o viceversa, ma mai “tornare indietro”.

N.B. A dire il vero tornare indietro è possibile, ma solo nel caso sia previsto uno scalo intermedio. Ad esempio decollare a Parigi per volare a Chicago, facendo però scalo a Francoforte o Zurigo.

E’ possibile farlo pagando ed è possibile farlo anche gratis, usando solamente i punti dei programmi fedeltà delle compagnie aeree. In questo momento poi c’è un’incredibile possibilità, già sfruttata da alcuni nostri lettori: prenotare uno di questi biglietti con un itinerario tutto in business class a meno di 3000€.


Il mio biglietto

Come ho raccontato nei pezzi precedenti, l’ultimo a fine maggio, questo biglietto nasce da una pazzia fatta in pieno lockdown, e prevedeva una corsa senza sosta, su e giù da un aereo, per compiere tutto il viaggio in soli 5 giorni. Oggi l’itinerario è cambiato e ho anche deciso di allungare un po’ il viaggio, sarà comunque molto rapido rispetto a quello che invece si deve mettere in preventivo per un itinerario del genere.

La sfortuna alla fine mi ha aiutato perchè nella serie dei tanti cambi e cancellazioni che ho avuto in questi anni, oggi mi ritrovo con un itinerario (quasi) perfetto. Per completare il puzzle basterebbe che il Giappone decidesse di riaprire le frontiere entro il 10 luglio, cosa praticamente impossibile.

Volerò con il 747 di Lufthansa, non sarà la mia prima volta, ma le regine dei cieli sono sempre meno e quindi è un piacere poter salire a bordo del Jumbo per eccellenza. L’ultima “sorpresa” l’ho avuta proprio sul primo collegamento intercontinentale. Sarei dovuto passare da Monaco e volare da qui con ANA, ma le frontiere chiuse del Giappone hanno ricadute anche sugli operativi.

Così arriverò a Tokyo a bordo di un 747/8, la variante più grande di questo modello, dopo circa 12 ore di volo.

I cieli della Russia e dell’Ucraina sono ancora chiusi, quindi anche la rotta di questo volo sarà originale e ovviamente più lunga di oltre un’ora rispetto alle rotte pre guerra in Ucraina.

Difficilmente potrò uscire dall’area sterile dell’aeroporto di Haneda, ma questa era l’unica modalità che avevo per cercare di mantenere il più possibile il mio itinerario. Essendo uno scalo entro le 24 ore, non avrò nessun problema a transitare per Tokyo in attesa di ripartire per la destinazione finale della prima parte del biglietto, ovvero Sydney. Salvo cambiamenti mi chiuderò dentro la lounge di ANA, grazie al mio status gold in Star Alliance, e aspetterò il volo successivo.

Arriverò in Australia alle 8 del mattino locali, l’una di notte in Italia, circa 40 ore dopo il decollo del primo volo da Londra.

Ovviamente in questo viaggio sfrutterò al 100% i benefit dei miei vari status e soprattutto, non perderò nemmeno una occasione per massimizzare l’accumulo di punti. L’itinerario tutto Star Alliance sarà creditato sulla mia tessera Krisflyer di Singapore Airlines per rinnovare il livello Gold, tesserà che mi permetterà di avere imbarco prioritario, accesso alle lounge e percorsi veloci negli aeroporti.

Allo stesso modo gli hotel che ho scelto sono solo del gruppo Marriott, Hilton e Hyatt per sfruttare i privilegi degli status (upgrade gratuiti di stanza, late check-out, colazioni gratuite e molto altro).

A Sydney dormirò in un hotel in una posizione incredibile, nel cuore del porto sotto uno dei simboli più famosi della capitale del Nuovo Galles: il Sydney Harbour Bridge.

Questa sarà anche la mia prima volta in un hotel del brand Autograph Collection della famiglia Marriott.

La tappa successiva del mio pazzo giro del mondo mi porterà a visitare Auckland, dove arriverò a bordo di un Dreamliner di Air New Zealand.

A sinistra l’itinerario originale a destra quello che farò

Questa sosta, nel mio itinerario originale, non c’era, è stato un regalo spuntato nei vari cambiamenti di itinerari. E considerato che per il biglietto ho speso solo 550 sterline non mi posso di certo lamentare.

Qui mi fermerò due notti. La prima notte la passerò all’hotel Hilton di Auckland. Scelto per guadagnare punti nel programma Hilton Honors e perchè tra le opzioni era sicuramente la migliore.

Per la seconda e ultima notte in Nuova Zelanda, ho optato per una prenotazione tramite il portale viaggi di American Express, puntando sul Park Hyatt Auckland. Il motivo è semplice: questo hotel partecipa al programma Fine Hotels+Resorts di American Express, questo vuol dire benefit come upgrade di stanza, colazione gratuita, 100$ da spendere in hotel durante il soggiorno e soprattutto check-out gratuito alle 4 del pomeriggio. E’ per questo che ho scelto questa struttura per la seconda notte: potrò rilassarmi in stanza sino all’ultimo, dato che il mio volo per le Hawaii partirà solo nella tarda serata. Inoltre, visto che ci piace massimizzare la raccolta punti, questa prenotazione mi ha permesso di accumulare ben 10 punti MR anzichè i normali 2.

Cosa non può mancare in un viaggio in questo periodo, non importa se è una settimana a Pietra Ligure o un biglietto come questo, è una assicurazione viaggi che copra ogni possibile inconveniente. Un volo in ritardo, un problema al bagaglio o una motivazione più seria come un problema di salute. Io oramai non compro più l’assicurazione perchè sfrutto quella che, secondo me, è la migliore sul mercato, ovvero quella inclusa nella quota annuale della American Express Platino.

Da Auckland ad Honolulu volerò di notte e sarà un volo speciale: per la prima volta nella mia vita avrò l’opportunità di viaggiare nel tempo. Decollerò alle ore 21.55 di giovedì 14 luglio e atterrerò alle Hawaii alle 8 e 30 del mattino dello stesso giorno, ovvero giovedì 14 luglio.

Ad Honolulu, dove sono stato recentemente, ho scelto un hotel che ha una delle piscine più belle del mondo, lo Sheraton Waikiki, famoso per la sua piscina a sfioro affacciata sulla baia della spiaggia più famosa delle Hawaii.

Anche in questo caso gruppo Marriott e quindi benefit che mi permetteranno di sfruttare al 100% il mio soggiorno, anche in questo caso fondamentale il late check-out alle 16. Questo sarà anche il mio ultimo hotel per questo giro del mondo, poi ripartirò dalle Hawaii verso il Canada, a bordo di Air Canada.

Nel mio biglietto iniziale sarei dovuto volare dalle Hawaii a San Francisco e da qui a Londra, invece si è aggiunta una sosta di 12 ore a Vancouver.

Nella costa est del Canada starò giusto il tempo di fare un giro per la città e poi la sera ripartire in direzione Londra dove atterrerò alle 11.50 del mattino di domenica 17 luglio, ovvero 8 giorni dopo essere decollato.

In conclusione

Sarà una di quelle esperienze da raccontare, nelle noiose serate tra amici potrò narrare la mia epica pazzia. Viaggerò con tre compagnie che non ho mai usato: ANA, Air New Zealand e Air Canada. Visiterò per la prima volta Australia e Nuova Zelanda, accumulerò abbastanza punti nel programma fedeltà di Singapore Airlines da rinnovare il mio livello Gold per tutto il 2024 e soprattutto realizzerò il sogno di quando da bambino guardavo, durante Bim Bum Bam, il cartone de “Il giro del mondo in 80 giorni” di Willy Fog.

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