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La regola delle 23 ore e 59 minuti che permette di moltiplicare (gratuitamente) le vacanze

Abbiamo parlato spesso di come molte compagnie aeree offrano l'opportunità di prenotare anche gratuitamente uno stop over, ovvero fermarsi in…

Abbiamo parlato spesso di come molte compagnie aeree offrano l’opportunità di prenotare anche gratuitamente uno stop over, ovvero fermarsi in una città dove si fa scalo per qualche giorno per poi ripartire verso la destinazione finale.  Le regole per queste minivacanze dentro una vacanza sono però spesso piene di cavilli e quando non sono gratis vengono venduti a caro prezzo.

Recentemente c’è chi come Singapore Airlines ha deciso di ridurre drasticamente queste possibilità a chi prenota un biglietto premio, e il vettore asiatico era uno dei più generosi.

La regola delle 23.59

Nel mondo della aviazione commerciale, quando si prenota un biglietto con scalo, questo può essere breve o lungo. In ogni caso il tempo tra l’atterraggio del primo volo e il decollo del secondo deve essere contenuto entro le 23 ore e 59 minuti. In caso contrario non è più un volo con scalo, ma uno stop over e questo comporta anche il fatto che si “spezza” l’itinerario. Molti aeroporti non consentono di rimanere nell’area di transito per più di 24 ore costringendo il passeggero ad uscire, con i conseguenti problemi di poter entrare nel paese (ovvero avere il visto o i permessi necessari).

Può quindi capitare che si atterri a Londra alle 7 di sera e si riparta alle 9 del mattino dopo, in questo caso è considerato un “long transfer”, ma il biglietto non costerà di più, anzi. Spesso queste combinazioni spingono la compagnia ad offrire un prezzo migliore proprio perchè esiste la scomodità di dover passare una notte in aeroporto.


Allo stesso modo però può essere un modo per passare una notte in giro per Londra a trovare un amico o a farsi un giro in qualche discoteca,  poi dormire in un hotel vicino a Heathrow come il Moxy, svegliarsi e andare in aeroporto per imbarcarsi sul volo verso la destinazione finale.

La volta che mi sono divertito di più è quando ho creato un itinerario ad hoc che prevedeva di atterrare a Las Vegas alle 4 del pomeriggio e ripartire alle 12 del giorno successivo diretto verso Londra. Mi sono regalato uno scalo che mi ha permesso di guadagnare più punti qualificanti per ottenere lo status nel programma fedeltà e una notte nella città del peccato a costo zero.

Il punto è che “giocando” con questa regola è possibile regalarsi una giornata di shopping a Parigi, una cena romantica a New York, magari al TWA Hotel vicino al JFK. E’ molto semplice, usando Google Flights o altri motori di ricerca, è possibile cercare di costruire la combinazione perfetta degli orari. Basta considerare per quel particolare aeroporto quanto tempo richiede per spostarsi da/per il centro, considerare i tempi di dover passare nuovamente i controlli di sicurezza e il gioco è fatto.

Recentemente ho sfruttato la regola delle 24 ore per organizzare il mio giro del mondo. In questo caso però la regola mi serviva per non uscire e poter effettuare il mio viaggio senza problemi. Il punto è che il Giappone è ancora chiuso, quindi gli ingressi del paese sono contingentati e molto restrittivi, al contrario nulla è richiesto se si fa un semplice scalo per poi proseguire fuori dalla nazione del Sol Levante.

La mia permanenza ad Haneda, secondo aeroporto intercontinentale della capitale giapponese, sarà di 13 ore. Con questo itinerario quindi la mia sosta è considerata uno scalo lungo, ma non avrò problemi di sorta. Al contrario del mio biglietto precedente che invece prevedeva 2 notti in centro a Tokyo, che con le regole in vigore oggi non mi avrebbero assolutamente nemmeno concesso di partire.

In conclusione

La regola delle 23:59 permette di regalarsi una giornata intera in un posto senza dover spendere nulla in più e senza lo stress di dover ritirare i bagagli, portarseli dietro per tutto il giorno o pagare un deposito in aeroporto. E’ possibile atterrare a Dubai alle 8 del mattino e ripartire alle 7.58 del giorno seguente senza che nessuno ci vieti di uscire dall’aeroporto, senza dover spendere un euro di più (anzi sfruttando probabilmente una tariffa più economica proprio per la presenza dello scalo lunghissimo).

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