Ecco la Delta One Suite, il trip report di Michele - The Flight Club
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Ecco la Delta One Suite, il trip report di Michele

Il lunedì è il giorno nel quale pubblichiamo, molto volentieri, le recensioni dei nostri lettori. Oggi è il turno di…

In questo articolo:

    Il lunedì è il giorno nel quale pubblichiamo, molto volentieri, le recensioni dei nostri lettori. Oggi è il turno di Michele che ci racconta del suo viaggio in Delta One Suite, la nuova cabina di business class del vettore americano. Uno dei migliori prodotti disponibili in questa classe.

    Una piccola premessa, Michele ha preso lo stesso volo che ho recensito anche io, con l’unica differenza che io ero capitato sulla vecchia Delta One.


    Delta One Suite, da JFK a Parigi

    Questo è stato il primo ritorno a New York dopo la pandemia, in passato ci andavo almeno una volta l’anno e prevalentemente con Alitalia, ultimamente in classe business-Magnifica grazie anche alle miglia ottenute con l’utilizzo della carta AMEX-Alitalia ed alcune promozioni dedicate.

    Ai primi di ottobre, quando ITA doveva ancora decidere cosa fare, ho trovato un ottimo prezzo in classe business con Air France, con il ritorno operato da Delta che, oltre ad utilizzare un A330/900neo (mai provato prima), mi assicurava un transito di 2 ore a CDG. A mio avviso rappresenta il giusto compromesso per un volo con scalo, permette di evitare l’ansia alla fila dei controlli, di consentire il corretto transito del bagaglio e non ultimo, fare un passaggio nella Lounge (spettacolare la nuovissima Lounge del Terminal 2F del CDG vista purtroppo al volo).

    Delta opera al terminal 4 del JFK. L’area sulla destra, di fronte alla porta 1 lungo il corridoio, è dedicata ai clienti Sky-Priority: una decina di postazioni esteticamente più gradevoli rispetto ai classici banchi da check-in, in un contesto piuttosto tranquillo e scorrevole.

    Passati i controlli con adeguata priorità, comunque sempre molto affollati movimentati e chiassosi, stile film americano, si entra nella zona partenze del T4 che si sviluppa su due ampi corridoi: il più lungo è ad uso quasi esclusivo di Delta e consente una buona vista sulle piste e quindi anche sui molti aeromobili in sosta.

    A circa metà del lungo corridoio utilizzato da Delta, è presente la Lounge Delta “Skyclub”, molto grande ma anche molto affollata, ben lontana dal concetto di Lounge come luogo dedicato anche al relax.

    Essendo un sabato pomeriggio era prevalente la clientela in viaggio per ragioni private rispetto alla tipica clientela che viaggia per affari.

    Questo è il terminal che offre le migliori lounge di tutto il JFK: c’è la Centurion di American Express, la Clubhouse di Virgin Atlantic, le lounge di Emirates, Swiss ed Air India, quest’ultima aperta anche ai titolari Priority Pass. Oltre ovviamente alla Skyclub.

    Nella Lounge sono presenti diverse aree con varie tipologie di sedute ed un grande self service centrale che propone anche piatti caldi di discreta qualità; il vino e l’acqua mi sono stati serviti direttamente al tavolo da un’addetta molto attenta e veloce.

    Sono poi presenti due postazioni dedicate alla caffetteria sempre in modalità self-service (prodotti Starbucks) e dei biscotti, oltre a grandi caraffe di acqua con ghiaccio (non ho visto bottigliette da asporto). Molto belli e pulitissimi i bagni, nota positiva dato il notevole e caotico affollamento.

    Ottima la rete Wi-Fi gratuita con password, distinta da quella sempre gratuita del JFK. I due lati esterni della Lounge, che di fatto occupa un’area sovrastante il corridoio dei Gate, hanno delle ampie vetrate sulle piste.

    Dopo circa un’ora di attesa nella Lounge, mi sono recato con un po’ di anticipo al Gate assegnato, anche per osservare le procedure propedeutiche all’imbarco di Delta: un pannello, oltre a preannunciare l’orario di previsione del boarding (rispettato), elencava le disponibilità di upgrade e quindi l’occupazione delle quattro classi dell’aeromobile: economy, Delta Comfort+, Delta premium e Delta One business (quest’ultima, la mia, era occupata per 26 pax su 28 posti totali).

    Tutti i gate sono attrezzati con dei dispositivi per il riconoscimento biometrico del passeggero, nel mio caso, al momento dell’imbarco, il controllo non è andato a buon fine vanificando il tentativo di salire tra i primi e fare un paio di foto con l’aereo ancora vuoto.

    Risolta la questione del riconoscimento biometrico con un’addetta del Gate, sono potuto finalmente salire sull’A330 900 neo e quindi nella classe Delta One (28 postazioni con configurazione 1-2-1), la mia Suite scelta all’epoca della prenotazione era la 2A.

    La caratteristica principale di questa nuova poltrona business proposta da Delta è una paretina scorrevole che consente di chiudere completamente il proprio spazio sul lato del corridoio.

    Le sedute sono molto comode e regolabili con dei pulsanti touch con la classica simbologia grafica intuitiva: posizione normale, relax, lounge e letto. Ulteriori pulsanti touch sono dedicati alla regolazione dell’illuminazione della suite, alla selezione della modalità “non disturbare” e alla chiamata di un assistente di volo; sono poi presenti due prese USB ed una multi-presa elettrica a 110V.

    Di lato rispetto alla poltrona, c’è un piccolo vano aperto che contiene le grandi cuffie audio e una bottiglietta di acqua personalizzata Delta.

    Molto ampio lo schermo individuale che offre una buona programmazione di intrattenimento, film, cartoons, attualità, giochi ecc. Come pure le informazioni satellitari sul volo con una bella e sicuramente recente grafica. Lo schermo fisso era gestibile esclusivamente in modalità touch, con un’ottima e precisa sensibilità.

    Era già presente su ogni singola poltrona una grande borsa rettangolare in tessuto, sigillata con cerniera, contenente una trapunta leggera, un paio di ciabatte monouso ed un cuscino (ho trovato molto gradevole questa soluzione di “packaging” rispetto alla più diffusa confezione in cellophane).

    Era pure già presente anche il kit di cortesia. Descritto sul sito come eco-sostenibile, di fatto è una bustina piatta in tessuto riciclato piuttosto scadente sia per estetica che per qualità dei prodotti: Grown Alchemist, una delle tante linee cosmetiche che dichiarano prodotti al 100% naturali. In tema di contenimento degli sprechi trovo che le scadenti caratteristiche e le contenute misure della bustina la rendano poco utile per un suo riutilizzo futuro e aggiungo che anche il fatto di trovarla già sulla poltrona ne svilisca ulteriormente il valore: è certamente più elegante e distintivo che sia consegnata personalmente ai passeggeri presenti da un assistente di volo.

    Durante le operazioni di imbarco ci è stato consegnato il menu su un cartoncino, consultabile anche attraverso un codice QR (utilizzabile però da chi disponeva di una rete dati non essendo ancora attivo il servizio di wi-fi di bordo) ed è stato offerto un drink di benvenuto con una piccola selezione di frutta secca e dadini di formaggio.

    Una salviettina di carta tra le tante presentava sul retro le istruzioni per collegarsi alla rete wi-fi: la possibilità di connessione si è materializzata dopo circa un’ora dal decollo e spesso subiva delle interruzioni; oltre ad alcune opzioni a pagamento, era presente una soluzione gratuita per i clienti T-mobile ed una sempre gratuita e a tempo, limitata alla sola messaggistica (whatsapp, telegram ecc).

    La cena è stata servita su un vassoio, poi tolto prima di servire il secondo e contorno, il piatto quindi si perdeva su un tavolino rimasto desolatamente vuoto, ad eccezione di tovaglia bicchiere e posate. Stessa modalità ed effetto visivo per il dolce, nel mio caso una coppetta con del gelato.

    La qualità delle pietanze della cena è medio-bassa: accettabile la zuppa al pomodoro tiepida come primo piatto, ma poco convincente un secondo di carne con delle verdure al vapore quasi crude, ed una pallina di purè. Buono il vino rosso, proposto tra due etichette californiane direttamente dal carrello e quindi senza la possibilità di consultare per tempo una carta dei vini.

    Del tutto scadente la colazione, servita un’ora prima dell’arrivo a Parigi: oltre ad un piccolo croissant tiepido e avvizzito, prevedeva una torta salata (l’ho scelta per esclusione, ma dopo averla vista ed annusata non ho osato assaggiarla) oppure della frutta fresca, unica pietanza soddisfacente.

    In conclusione, la cabina di questo moderno Airbus è sicuramente molto confortevole grazie anche alla migliorata insonorizzazione rispetto alle versioni precedenti e all’illuminazione a Led con toni riposanti. Da segnalare però la mancanza delle tende oscuranti tra la cabina business e la zona galley-servizi rimasta illuminata a giorno per tutta la durata del volo e quindi con l’inevitabile riverbero nella zona passeggeri; per contro la separazione con la cabina della classe Delta premium era dotata di tende di rete a maglie larghe con calamite laterali con effetto simil zanzariera.

    Gli assistenti di volo, ben organizzati e cortesi, hanno chiacchierato animatamente per un paio d’ore dopo la cena, disturbando chi sceglieva di riposare (ho dovuto indossare i tappi per le orecchie, cosa per me del tutto inusuale).

    Gli assistenti di terra in stile centro commerciale non fanno alcuna distinzione tra un passeggero business ed un passeggero economy, abituati ad una gestione massiva e grossolana dell’ordine di imbarco.

    Ti è piaciuto il racconto di Michele? Vuoi inviarci i tuoi trip report? Scrivici, lo faremo molto volentieri.

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