Programmi fedeltà degli hotel, come non perdere punti per strada - The Flight Club
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Programmi fedeltà degli hotel, come non perdere punti per strada

Tempo fa ho scritto un articolo nel quale facevo l’elenco di tutti i trucchi, scorciatoie e altri espedienti che non…

Tempo fa ho scritto un articolo nel quale facevo l’elenco di tutti i trucchi, scorciatoie e altri espedienti che non funzionano quando si cerca di fregare i programmi fedeltà delle catene alberghiere. Oggi, su suggerimento di un paio di lettori, scrivo invece di quello che bisogna fare per non essere fregati dai programmi fedeltà.

In questo articolo:

    Occhio al tasso di cambio


    La prima fonte di problemi è sicuramente il tasso di cambio, soprattutto in questo periodo con il dollaro che è passato da 1.20€ alla parità o anche superiore. Dato che tutti i programmi fedeltà calcolano i punti in base allo spending in dollari, il mio consiglio è di controllare bene quanto si è speso e quanti punti sono stati caricati.

    Il tasso di cambio non deve essere controllato solo in chiave punti, ma anche in chiave benefit. Nel caso del programma FH+R sappiamo benissimo che si ottiene un credito di 100$ per ogni soggiorno. Mi è capitato recentemente di soggiornare al Park Hyatt di Auckland e il tasso di cambio applicato al mio credito non era assolutamente attualizzato al valore corrente in valuta locale, quasi un 20% di meno rispetto al cambio nel momento del mio check-out.

    Occhio ai punti caricati

    Recentemente sono stato per lavoro a Bratislava e ho soggiornato al Grand Hotel River Park, che partecipa alla Luxury Collection di Marriott. Quando il giorno dopo il check-out ho controllato i punti accreditati, ho notato che ne mancavano quasi 3000. A conti fatti sembrava che l’hotel non avesse caricato i punti relativi alle spese in albergo. Considerato che i bonus vengono calcolati sui punti base caricati è una doppia mancanza. Ho dovuto scrivere a Marriott e, dopo un paio di mail, sono riuscito a vedere i punti corretti caricati sul conto.

    Occhio al conto e ai benefit dello status

    Un esempio sono alcune strutture che non rispettano i benefit garantiti (es. il late check-out) oppure la colazione gratuita. Lo scorso anno sono stato all’Hilton Niagara Falls. Un hotel sulla sponda canadese delle famose cascate. Al momento di pagare ho notato che non mi era stata data la colazione gratuita, ma un credito. Cosa che accade negli USA, ma che non vale per gli hotel fuori dagli Stati Uniti.

    Anche in questo caso ho dovuto scrivere all’assistenza clienti per ottenere lo storno della spesa con un extra di 30$.

    In conclusione

    Nessuno cerca di fregare la controparte, ma a volte le cose non filano sempre lisce come l’olio. L’importante è essere certi di quello che si ha diritto di chiedere e viceversa.

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