Prime impressioni: a bordo del volo inaugurale di ITA Airways diretto in Giappone - The Flight Club
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Prime impressioni: a bordo del volo inaugurale di ITA Airways diretto in Giappone

Sono appena sbarcato dal mio terzo viaggio inaugurale a bordo di ITA Airways, dopo aver preso la "doccia" a Buenos…

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    Sono appena sbarcato dal mio terzo viaggio inaugurale a bordo di ITA Airways, dopo aver preso la “doccia” a Buenos Aires a bordo del Roberto Baggio a giugno e a Genova a bordo del primo volo dell’A220, la nuova “ammiraglia” del corto raggio. Questa volta Alessandro Del Piero mi ha portato a Tokyo, solo niente water Cannon salute dato che in Giappone è vietato.

    L’acquisto


    Purtroppo il programma fedeltà Volare non permette ancora di riscattare dei veri biglietti premio, se tutto andrà secondo i piani, questa opzione sarà operativa non prima della prossima primavera. Non ci sono altre opzioni, se non pagare cash il biglietto, cosa che ovviamente ho fatto.

    Quest’anno sono già stato in Giappone, o meglio sono già stato ad Haneda quando a luglio ho fatto il mio giro del mondo da Londra a Sydney via Francoforte e appunto Tokyo, prima di saltare in Nuova Zelanda e da qui alle Hawaii e in Canada per poi tornare a casa.

    In quell’occasione però ho vissuto da recluso dentro uno scalo deserto, impossibile uscire dalla zona sterile di Haneda. La mia ultima volta a Tokyo risale invece a ottobre 2019, avevamo preso tre biglietti premio Alitalia ed avevamo trascorso 3 settimane in giro per la nazione del Sol Levante.

    Quando ITA ha modificato, per l’ennesima volta, il debutto della rotta su Tokyo Haneda, avevo scommesso che il 5 novembre le frontiere sarebbero state aperte e così è stato.

    Aver prenotato quando ancora nessuno prenotava mi ha permesso di pescare una tariffa veramente interessante: andata in eco light e ritorno in business a poco più di 1600 euro. Il giorno dopo l’annuncio della riapertura la stessa soluzione costava oltre 1000 euro in più.

    In aeroporto

    Come al solito, il mio viaggio è iniziato dalla Liguria, questa volta da Genova dove l’A220 mi ha portato a Roma nel miglior modo possibile.

    A Roma mi sono concesso una sosta per la colazione alla Plaza Premium e, verso ora di pranzo, mi sono trasferito a Piazza di Spagna, la casa di ITA Airways.

    Il servizio nella lounge è decisamente migliorato, certo non è la sala d’attesa migliore del mondo, ma credo continui ad essere l’unica ad avere dei pizzaioli che sfornano pizze a getto continuo.

    Finalmente il servizio in lounge ITA è stato ripristinato al 100%, piatti caldi e ottimo servizio bar. Passo dopo passo il management sta mettendo in ordine le cose.

    La cerimonia è stata sobria, ma c’è stata ed è questa la cosa che conta. Come contava per ITA riavviare il collegamento con il Giappone, non solo per i viaggiatori business e leisure italiani, ma soprattutto per tornare ad offrire alle centinaia di migliaia di turisti giapponesi la via più breve per tornare a visitare l’Italia: questo è l’unico collegamento diretto, come era l’unico quello di Alitalia.

    Nemmeno il tempo di mangiare la torta che l’imbarco è stato aperto e dal gate E11, quello delle grandi occasioni, ci siamo imbarcati tutti sull’A350.

    Inutile dire che sono moltissimi i campioni azzurri che hanno un nome sulla fusoliera di un aereo ITA, ma delle nuove ammiraglie Del Piero, Baggio e Lippi sono quelli che preferisco.

    A bordo

    Come detto non è la prima volta che volo a bordo dell’A350 di ITA Airways e chi legge spesso TFC sa benissimo che io amo questo modello. Dalla riapertura delle frontiere ho volato su quelli di Virgin Atlantic, Etihad, Finnair, British Airways, Singapore Airlines e nei prossimi mesi volerò su Air France, Delta e Qatar (solo per citarne alcuni).

    Ho deciso di volare l’andata in economy: avendo lo status Executive con ITA Airways prendere una tariffa diversa porterebbe una manciata di punti in più, ma anche una spesa decisamente più alta e grazie allo status si ha (quasi) lo stesso trattamento dei VIP in business class.

    Mi sono tenuto il viaggio in business per il ritorno per due motivi: primo il volo verso Tokyo dura 2 ore in meno del volo che fa la rotta inversa, secondo perchè voglio vedere il catering in business con il volo in partenza dal Giappone. Dato che il nuovo menù, presentato nelle settimane scorse e ideato dallo chef stellato Gian Piero Vivalda, è servito solo ai passeggeri in partenza dall’Italia.

    In fase di check-in ho deciso di comprare uno dei posti nelle poltrone di comfort economy. ITA ha messo in pausa l’installazione delle cabine di premium economy e quindi se si vuole viaggiare un pochino più comodi, su questi A350, bisogna puntare a queste poltrone che vengono vendute dopo l’acquisto del biglietto o in fase di check-in a partire da circa 120€.

    La differenza tra le poltrone di economy e comfort economy è appunto qualche centimetro in più. Questa era quindi l’occasione perfetta per provarla e lo dico subito: vale tutti i soldi che costa e, probabilmente, è anche meglio in termini di costo beneficio rispetto alla PE.

    L’aereo non era pieno, o meglio l’economy non era piena, ma è evidente che la strategia di ITA in questa fase di lancio della rotta è simile a quanto fatto dai vettori durante il periodo della pandemia: pochi passeggeri e tanto cargo. Tra Italia e Giappone non è difficile pensare che le stive possano viaggiare piene e rendere quindi profittevole la rotta. La conferma arriva proprio dal comunicato stampa di ITA Airways.

    È partito oggi pieno al 100% sia lato passeggeri che cargo, il primo volo operato da ITA Airways che collega Roma Fiumicino a Tokyo Haneda, con l’Airbus A350, Ammiraglia della Compagnia.

    Se il cargo è pieno è logico che l’aereo non possa volare al 100% di occupazione passeggeri, per ragioni di peso e di distanza da percorrere.

    Un volo inaugurale non è mai un volo banale, visto anche il numero dei passeggeri era impossibile non viaggiare comodi e rilassati.

    Se a tutto questo si aggiunge un personale felice di essere a bordo e della divisa che indossa, la ricetta è perfetta. Ovviamente non è sempre così, gli aerei oramai volano pieni, con bambini urlanti e passeggeri convinti di aver prenotato un biglietto per viaggiare su SpaceX verso Marte e pronti a stressare tutti i vicini.

    Basta divagare.

    Lo spazio per le gambe è tanto, tantissimo. Si riesce comodamente a trovare la posizione che si vuole, non avendo vicini mi sono potuto anche sdraiare, quasi come i passeggeri di business class. Lo spazio in più a disposizione del passeggero è un vero gamechanger.

    Anche quando il passeggero seduto davanti reclina il sedile, lo spazio a disposizione resta molto generoso.

    Ai passeggeri comfort viene anche distribuito un piccolo beauty kit. In questo caso si tratta dello stesso kit che ricevono i passeggeri di premium economy a bordo degli A330, ex Alitalia, che hanno ancora la vecchia configurazione a 3 cabine.

    Come per la business class, anche in questo caso ITA sta giustamente svuotando i magazzini e questo kit è quello sviluppato da Diesel per Alitalia nel lontano 2019.

    Il contenuto: la classica mascherina per gli occhi e calzini, spazzolino, dentifricio, pettine e infine due micro flaconcini di crema viso e soluzione idratante.

    Il poggiatesta è il valore aggiunto di questo sedile: non solo si può impostare all’altezza perfetta, ma le due estremità sono ripiegabili e permettono di contenere il capo ed evitare di picchiare la testa contro il vicino se ci si addormenta.

    La configurazione della cabina, gli optional e tutto l’hardware della poltrona sono esattamente identici alle altre poltrone. I vantaggi sono “solo”:

    • Più spazio per le gambe
    • Beauty kit
    • Prime file subito dopo la cabina di business class
    • Cappelliere dedicate

    La cosa che mi piace meno di questo sedile è il tavolino. Offre poco sostegno e se si deve lavorare al computer o su un tablet è un pochino scomodo. Considerato che però il passeggero medio non deve lavorare al pc, non credo sia un grave difetto.

    Ovviamente ci sono le bocchette per l’areazione personale, per me un must in qualsiasi classe si viaggi.

    IFE

    Grandi e belle novità. Quando la compagnia nelle scorse settimane ha annunciato il rinnovo dei contenuti si è dimenticata di dire che è cambiata anche tutta l’interfaccia. La avevo criticata a giugno, mentre questa è molto più piacevole e moderna.

    Lo schermo è delle dimensioni standard, non è 4k ma è sicuramente adeguato a svolgere il ruolo che gli è stato assegnato.

    A giugno c’erano meno di 100 contenuti tra film e altro, oggi ci sono 155 film, compresi titoli come Top Gun e Jurassic Park. Risicata invece l’offerta di programmi TV. Ci sono una decina di titoli di serie come Suits, Treadstone, i delitti del bar Lume. Peccato che siano i soliti 3/4 episodi e non delle serie complete per fare binge-watching di una intera stagione durante il volo. Discorso a parte per Omicidio ad Easttown, una delle serie evento del 2021 vincitore di 4 Emmy e numerosi altri premi, ci sono tutti i 7 episodi della serie.

    E poi c’è il wi-fi! Finalmente. 

    Era stata una mancanza gravissima e sono contento che finalmente ITA abbia attivato il servizio, almeno sul lungo raggio, in attesa che venga acceso anche sull’A220.

    N.B. Il Wifi sulla flotta ITA è ancora a macchia di leopardo, entro fine anno dovrebbe essere completata l’attivazione su tutta la flotta.

    Ottima la scelta di dare la messaggistica gratis, quasi tutte le compagnie che danno questo servizio non mettono un capping al traffico, mentre ITA mette un limite a 30MB, decisamente poco, se si mandano due foto a casa si è bruciato il pacchetto. Spero che prenda esempio dagli altri vettori che consentono la connessione di questo tipo su tutto il volo e senza limite.

    Le altre due opzioni sono fintamente a tempo, dico fintamente perchè in un caso si comprano 2 ore e nell’altro l’intero volo. Il problema è che in realtà si comprano 250mb e 500mb di traffico totale, quindi occhio a cosa attivi perchè se parte un aggiornamento di una app o si sincronizzano le foto si è a secco dopo pochi istanti. Anche in questo caso spero che ITA decida di modificare i pacchetti.

    La velocità di navigazione è buona, certo non si riesce a fare una call su Zoom, ma tutto il resto è possibile. Ovviamente non consiglio di scaricare nulla da Netlfix mentre si è in volo visto il limite a mezzo giga di traffico.

    La vista da gabbiano grazie alla telecamera di coda su un A350

    Ultima nota: mancano ancora le telecamere. Non è possibile vedere cosa accade fuori dall’aereo, ma le due webcam sono installate e quindi non capisco perchè non siano attive.

    Ogni passeggero ha sotto lo schermo una presa USB, oltre al jack per le cuffie, io come al solito uso il mio adattatore bluetooth per connettermi con le mie cuffie e non usare gli auricolari forniti da ITA.

    Ogni tre poltrone ci sono 2 prese di corrente per ricaricare computer e altri dispositivi.

    Food & Beverage

    ITA continua a non distribuire il menu, ma non è l’unica compagnia. Peccato non lo faccia almeno digitalmente tramite lo schermo, sarebbe molto più comodo soprattutto in questo mondo di allergie e intolleranze alimentari, si renderebbe più facile la vita a passeggero e all’equipaggio.

    Il servizio è iniziato circa 60 minuti dopo il decollo, grazie alla generosità dell’equipaggio, ho potuto provare entrambe le opzioni.

    Il primo vassoio era l’opzione italiana: antipasto insalata russa, piatto principale ravioli al pomodoro, dolce una crema chantilly con delle nocciole tritate.

    La seconda opzione era la proposta asiatica: antipasto salmone marinato e alghe, piatto principale pollo speziato con riso, dolce la stessa crema.

    Delle due opzioni assolutamente la proposta asiatica era la più buona. Quando sono in aereo, soprattutto quando volo in economy, cerco di evitare la pasta per i motivi che noi italiani sappiamo benissimo. Agli stranieri che, come ci ha insegnato Zalone, cuociono la pasta 30 minuti, senza far bollire l’acqua, o che mettono il ketchup come noi il parmigiano sembrerà sempre squisita, noi siamo decisamente più di bocca buona.

    Ravioli a parte, tutti i piatti offerti mi sono sembrati di ottima qualità. Il menù asiatico è probabilmente il miglior pasto di economy che ho mangiati negli ultimi mesi e solo quest’anno in economy ho fatto 10 intercontinentali con 6 compagnie differenti. Il salmone era davvero squisito, il pollo molto buono. Applauso ad ITA anche per aver fornito, oltre alle posate ecologiche, anche le bacchette.

    Migliorabile la presentazione della colazione, ma è una abitudine di molti i vettori servire il “pranzo al sacco” e non un vassoio con il pasto, se non mi credi guarda i gnocchi alla puttanesca che mi ha servito Finnair a colazione.

    A Tokyo

    Come detto niente water cannon, ma tanti addetti alla pista hanno immortalato l’azzurro dell’A350 con i telefonini.

    Se si sono fatti i compiti a casa l’arrivo a Tokyo è rapido ed indolore, e si può evitare anche di compilare la vecchia autodichiarazione doganale.

    Grazie ai 3 QR si può prendere il fast track ed essere al recupero bagagli in meno di 10 minuti totali, code all’immigrazione permettendo.

    Appena usciti dall’area sterile siamo stati accolti da un comitato di benvenuto che sventolava i tricolori e regalava delle borsine ricche di gadget ai passeggeri in arrivo dall’Italia. Una operazione di marketing di un noto shopping center, ma comunque una piacevole sorpresa.

    Last but not least, foto ricordo sotto il Tor presente in aeroporto per il management di ITA e alcuni ospiti dopo l’atterraggio di quello che tutti noi speriamo sia il primo di tanti da parte della nuova compagnia di bandiera italiana.

    In conclusione

    Certo, se si viaggia in famiglia 3 o 4 upgrade in economy comfort possono incidere sul costo del viaggio, ma se si possiede lo status, allora è cosa buona e giusta reinvestire parte del risparmio in una di queste poltrone.

    Con questo standard di servizio la compagnia non deve temere la concorrenza, anzi è il contrario, sono gli altri che devono temere che ITA possa erodere ricche quote di mercato. Certo bisogna far sapere al viaggiatore italiano che questa è una compagnia tutta nuova, lontana parente della agonizzante Alitalia degli ultimi periodi.

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