L’incredibile odissea di una pensionata: sbaglia volo (e compagnia) e anziché a Berlino finisce a… Bologna
Questa è una di quelle storie che sembrano incredibili, non fosse per il fatto che sono davvero accadute. E che […]

Questa è una di quelle storie che sembrano incredibili, non fosse per il fatto che sono davvero accadute.
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E che sollevano quesiti inquietanti sulle misure di sicurezza, all’apparenza impenetrabili, adottate dalle compagnie aeree e dagli aeroporti.
Assomiglia, per alcuni aspetti, a quella della donna (poi beccata e arrestata) che nello scorso mese di novembre era riuscita a imbarcarsi, senza avere alcun biglietto e carta d’imbarco, su un volo Delta Airlines da New York JFK a Parigi, misteriosamente riuscendo a eludere i controlli di sicurezza, il controllo passaporti e l’ultima ‘barriera’ rappresentata dagli agenti al gate d’imbarco.
Solo che, in quel caso, c’era il dolo e in questo no. Tanto che la passeggera imbarcatasi sul volo sbagliato ha poi avuto dalla compagnia tanto di taxi e volo pagato per raggiungere la sua ‘vera’ destinazione.

Lena, una pensionata svedese di 79 anni, qualche giorno stava recandosi dal figlio che lavora a Berlino passando per Copenaghen. Un transfer fai-da-te, ai quali i passeggeri delle low-cost sono abituati.

Solo che, arrivata dalla Svezia su un volo easyJet e dovendosi imbarcare su un altro easyJet per la capitale tedesca, Lena è finita, non si sa ancora bene come, in una coda che l’ha portata bordo di un Boeing 737 di Ryanair diretto non a Berlino, ma a Bologna.

“Una volta a bordo vedevo dappertutto la scritta ‘Ryanair’ e ho pensato ‘aspetta, ma questo non doveva essere un volo easyJet” si è chiesta Lena, riferendo la sua disavventura ai media. “Poi però – ha proseguito – mi sono detta che mi avevano lasciato salire a bordo e che quindi, forse, mi avevano riprotetto su un altro volo”.

Il dubbio nella mente della 79enne si è trasformato in qualcosa di più quando ha notato che il volo durava molto di più dei 50 minuti necessari per raggiungere Berlino da Copenaghen. E si è trasformato in disperazione quando Lena ha letto la scritta ‘Welcome to Bologna’ una volta atterrata. Sbarcata, ha mandato al figlio un whatsapp che diceva “Sono a Bologna. Ora che faccio?”.
Ryanair, allertata dall’uomo, ha pagato a Lena un tragitto in taxi fino a Venezia e da lì (dopo una notte in hotel, pure quella pagata), l’ha imbarcata (immaginiamo con particolare attenzione) sul suo volo del giorno dopo per Berlino. Dove la 79enne è arrivata sana e salva, seppur quasi 24 ore dopo l’orario inizialmente previsto.

Le autorità dell’aeroporto di Copenaghen hanno aperto un’indagine per scoprire quale sia stata la ‘falla’ che ha consentito a un passeggero di imbarcarsi su un volo non suo. Mentre Ryanair ha sottolineato che è responsabilità del passeggero imbarcarsi sul volo corretto, seguendo le indicazioni e gli annunci che vengono effettuati.
CPH
Germania






