Napoli Capodichino: la pista si rifà… forse. Enac frena l’entusiasmo (e il calendario)
Solo pochi giorni fa, in un raro esempio di programmazione trasparente, era stata annunciata con squilli di tromba la chiusura […]

Solo pochi giorni fa, in un raro esempio di programmazione trasparente, era stata annunciata con squilli di tromba la chiusura dell’aeroporto di Napoli Capodichino per ben 42 giorni nel 2026, giusto il tempo di rifare la pista e le vie di rullaggio. Un piano operativo già dettagliato nei minimi particolari: voli dirottati a Salerno, compagnie informate, tutto sotto controllo. Inizio lavori il 19 gennaio fine il 1° marzo 2026. O almeno così sembrava.
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Poi però, come in ogni buona commedia all’italiana, è arrivata l’Enac a rovinare la festa.

Con una nota degna di un professore che corregge il compito del primo della classe, l’Ente Nazionale Aviazione Civile ha fatto sapere che sì, ha ricevuto il progetto di fattibilità (solo il 14 maggio 2025, pochi giorni prima dell’invio del comunicato), ma che il progetto esecutivo ancora latita. Di conseguenza, ogni calendario annunciato con tanta sicurezza è da prendere con le pinze. Anzi, con i guanti da saldatore, vista la delicatezza della situazione.
Tradotto: l’aeroporto ha fatto i conti senza l’oste, e l’oste in questione – l’Enac – ci tiene a ricordare chi comanda davvero nei cieli italiani. Niente approvazioni, niente certezze, e il rischio concreto che i famosi “42 giorni” diventino qualcosa di molto diverso… o semplicemente restino nel mondo delle intenzioni.
Non si è fatta attendere la replica di Gesag alla replica di Enac.
“Il rifacimento della pista di volo dell’Aeroporto di Napoli rientra tra gli interventi che il gestore aeroportuale deve effettuare affinché la sicurezza delle operazioni di volo e l’efficienza delle infrastrutture sia sempre garantita, nel rispetto degli standards previsti. Il 06.02.2025 è stato trasmesso ad ENAC l’aggiornamento della pianificazione degli investimenti con stima febbraio 2026 come data di fine lavori per la pista di volo e il 14 maggio è stato trasmesso il progetto con le soluzioni tecniche individuate. I 42 giorni di chiusura (dal 19 gennaio al 1° marzo 2026), sono stati stimati sulla base di approfondite valutazioni tecnico-gestionali che prevedono l’esecuzione dei lavori nel periodo dell’anno storicamente caratterizzato dal minore traffico aereo, al fine di ridurre al minimo i disagi per gli utenti e senza soluzione di continuità, per 24 ore al giorno e 7 giorni su 7. GESAC ha altresì ritenuto opportuno avviare una campagna di informazione preventiva verso le Istituzioni e i soggetti economici coinvolti, per ridurre l’impatto determinato dalla necessaria chiusura di una infrastruttura nevralgica.”
“Consapevoli che la sicurezza rappresenti un valore condiviso fra GESAC e ENAC, Autorità unica di regolazione tecnica, certificazione, vigilanza e controllo nel settore dell’aviazione civile in Italia, e di aver preventivamente adottato le misure necessarie verso gli stakeholder, attendiamo fiduciosi le valutazioni dell’ENAC alle quali GESAC si adeguerà.”
NAP




