Birdstrike o una tragica ‘dimenticanza’ dei piloti: le ipotesi dello schianto in India. E il ‘giallo’ su Flightradar
Il video, girato con il telefonino sul tetto di un palazzo nei pressi dell’aeroporto di Ahmedabad, dove stamattina un Boeing […]

Il video, girato con il telefonino sul tetto di un palazzo nei pressi dell’aeroporto di Ahmedabad, dove stamattina un Boeing 787-8 di Air India si è schiantato pochi istanti dopo il decollo, mostra il Dreamliner a un paio di centinaia di metri dal suolo con tutti i carrelli ancora abbassati. Ha il muso all’insù, ma non sale. Qualche secondo e va in stallo, inizia a perdere quota, mentre il muso punta inutilmente sempre più verso l’alto, prima di sparire dietro i palazzi della città e che una enorme palla di fuoco si sollevi verso il cielo.
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La dinamica dell’incidente fa pensare a una perdita di potenza catastrofica in entrambi i motori. Ora, che in fase di decollo un aereo ‘perda’ uno dei motori per un guasto tecnico ci può stare, ma che ne perda due è una cosa tanto improbabile da essere impossibile.
A meno che il 787 sia caduto vittima di un birdstrike, con volatili finiti in entrambi i motori che hanno provocato una perdita totale di potenza com’era capitato all’A320 di US Airways, che dopo il decollo da New York La Guardia aveva ‘ammarato’ nel fiume Hudson. Il fatto che l’aereo avesse tutti i carrelli ancora abbassati fa comunque pensare che i piloti si siano resi conto che qualcosa di grave stava accadendo già nella corsa per il decollo lungo la pista quando già avevano superato la velocità di ‘non ritorno’ (V1) o comunque subito dopo aver staccato le ruote da terra.

Un’altra ipotesi potrebbe essere quella di un tragico errore degli stessi piloti, che in fase di check-list pre-decollo potrebbero aver omesso di estendere flap e slats, con conseguenze fatali per la portanza dell’aereo osservate già in altri incidenti simili, soprattutto in presenza di temperature esterne molto elevate come quelle presenti ad Ahmedabad all’ora dello schianto (le 13.38 locali) dove c’erano più di 40 gradi celsius. Le immagini fin qui pervenute dell’aereo mentre ‘plana’ sulle case non sono tuttavia tali da consentire di vedere se le superfici mobili dell’ala erano state estratte.

Infine, c’è un elemento che lascia perplessi: secondo il tracking di Flightradar24, il volo AI171 avrebbe iniziato la sua corsa di decollo più o meno da metà della pista 05/23 di Ahmedabad. La taxiway, infatti, non raggiunge la testata della pista 23, ma termina in prossimità della sua metà. E i piloti, anzichè rullare sulla pista fino al suo inizio per poi fare 180° e usare tutti i 3.600 metri della sua lunghezza, hanno usato circa 2.000 metri di pista, riuscendo comunque a decollare e a portare l’aereo a quasi 700 piedi (200 metri di quota) e 174 nodi di velocità (322kmh) subito dopo la fine della pista stessa 8sempre secondo i dati registrati da FR24).
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