Global Airlines, dopo i quattro voli sull’Atlantico più nulla: è mistero sul futuro della compagnia e del suo A380
A una decina di giorni dall’ultimo dei quattro voli operati attraverso l’Atlantico nel corso del mese di maggio (prima una […]

A una decina di giorni dall’ultimo dei quattro voli operati attraverso l’Atlantico nel corso del mese di maggio (prima una rotazione tra Glasgow e New York JFK e poi una tra Manchester e lo stesso JFK) pare essere già calato il sipario sul futuro di Global Airlines com’era stato annunciato dal suo fondatore James Asquith: un vettore che avrebbe cambiato il modo di volare tra Regno Unito e Stati Uniti grazie all’elevato livello del servizio e bordo della sua flotta di Airbus A380.
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Negli USA in molti paragonano Global al famoso fiasco del Fyre Festival, se non sai di cosa stiamo parlando cerca su Netflix.

Ogni ulteriore ricerca di informazioni si è dimostrata vana, visto che il vettore ha messo in standby persino il suo sito internet. Ma quel che si sa è che i quattro voli transatlantici sono stati un flop, con circa un centinaio di passeggeri a bordo sugli oltre 500 posti a disposizione nelle tre cabine di First, Business Class ed Economy Class.
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E che i report di chi è stato a bordo parlano di un prodotto con poca identità (per forza, i voli sono operati da Hi-Fly, anche se l’aereo è di proprietà e in livrea Global), e di interni che mostrano tutti i dieci anni dell’aereo, che ha volato in precedenza con China Southern Airlines. Anche il nostro collega Christian Magnuson, autore delle foto e del video, si pone le stesse domande.
Il sito tedesco Aerotelegraph riferisce che la proprietà di Global sarebbe in trattativa con più soggetti (tra cui un fondo saudita) a cui cedere quote della compagnia e starebbe pensando di ‘dirottare’ le sue operazioni, abbandonando l’idea di diventare un vettore di linea per buttarsi nel mercato dei charter e dei noleggi ACMI (per cui Global sub-affitterebbe aereo ed equipaggio a terzi), non escludendo il mercato dei voli di pellegrini musulmani (che sono milioni nel Regno Unito) verso La Mecca.

Di fronte alle notizie di stampa, il 3 maggio Global ha postato sul suo profilo Linkedin un altro messaggio, questa volta molto prolisso, in cui nega l’intenzione di virare il suo business verso charter ed ACMI, non dicendo tuttavia alcunché sul suo futuro e spiegando che “nei prossimi giorni o nelle prossime settimane (!)” renderà note le sue prossime mosse.
JFK






