La caduta del mito: il 26 gennaio Southwest dirà addio alla sua iconica modalità di imbarco e alla libertà di seduta
La rivoluzione era stata annunciata. Nel tentativo di ridefinire il proprio futuro, Southwest – la compagnia che ha inventato il […]

La rivoluzione era stata annunciata. Nel tentativo di ridefinire il proprio futuro, Southwest – la compagnia che ha inventato il modello delle low-cost, poi copiato in tutto il mondo (anche da Ryanair) – è pronta ad abbandonare il suo originale sistema di imbarco “a sequenza” e la libertà di seduta.
In questo articolo:
Fino ad oggi, i passeggeri che si imbarcano su un volo Southwest possono sedersi dove vogliono, come ai vecchi tempi di Ryanair (per chi è abbastanza anziano da ricordarselo). Nessun posto extra spazio, nessun posto fronte cabina. Si entra e ci si siede dove si preferisce – o dove si trova posto. Ma questa libertà è destinata a finire.
Le motivazioni? Fare più soldi vendendo la scelta del posto come extra e velocizzare le operazioni di imbarco, riducendo i tempi di turn around e aumentando così i guadagni.
Scelta del posto a pagamento (quasi) per tutti

Per noi europei può sembrare una banalità, ma su Southwest non si è mai pagato per scegliere il posto, così come non si è mai pagato per imbarcare due valigie da 23 kg ciascuna. Purtroppo, però, la Borsa vuole aziende che generano dividendi e Southwest, negli ultimi anni, ha faticato. Ha quindi deciso di dire addio alla sua unicità, diventando una compagnia come tante altre.
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A parte chi ha status nel programma fedeltà – o chi utilizza le carte di credito della compagnia – la scelta del posto sarà inclusa solo acquistando le tariffe più care, non con le basic economy.
Dal 27 gennaio anche Southwest passerà all’imbarco a zone
Se non hai mai volato con questa compagnia, ti sei perso il piacere di salire a bordo di una low-cost con il sorriso. Dalla sua fondazione, Southwest è sempre stata diversa da tutte le altre. Ma il post-Covid ha colpito duramente il suo modello operativo, e così sono arrivati i cambiamenti: niente più bagaglio gratuito in stiva, niente più seduta libera, molto meno “LUV” e molte più regole.

Attualmente, l’imbarco sui caratteristici aerei blu avviene per numero progressivo, non per zone.

Ogni passeggero riceve un gruppo ed un numero e ci si posiziona in coda in base a quello, seguendo delle paline ai gate. Il sistema è rapido, ma non quanto l’imbarco a zone.

Per questo, a partire dal prossimo gennaio, anche Southwest dividerà i passeggeri in zone numerate da 1 a 8, in base alla tariffa acquistata e allo status, come già accade con molti altri vettori da anni.
In conclusione
Forse non sparirà il sorriso degli assistenti di volo. Forse volare con Southwest sarà ancora un’esperienza simpatica.
Ma ora, diventando una compagnia come tutte le altre, non so se alla prossima occasione sceglierò ancora Southwest per un volo interno negli Stati Uniti, come ho sempre fatto finora… o se guarderò altrove, dove grazie allo status posso almeno contare su qualche benefit e vantaggio in più.


