Come si vola in business su Japan Airlines, l’altra compagnia aerea giapponese: recensione del 787 da Doha a Tokyo
Il bello delle alleanze è che permettono al passeggero di acquistare un biglietto e arrivare a destinazione anche volando con […]

Il bello delle alleanze è che permettono al passeggero di acquistare un biglietto e arrivare a destinazione anche volando con tre compagnie differenti.
In questo articolo:

- Specifiche
- Aeromobile:
- 787/9
- Classe:
- Business
- Tratta:
- DOH - HND
- Prezzo:
- 40.000 avios + 90€
- Prenota
Per noi accumulatori di punti e miglia, invece, il vantaggio è legato ai punti.
Si possono guadagnare con una compagnia e poi usarli per prenotare con un’altra, come nel mio caso: ho guadagnato Avios con British Airways, li ho spostati su Qatar Airways e ho prenotato un biglietto con Japan Airlines.
La prenotazione
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Quando ho visto spuntare la First Class di Qatar su Milano, ho immediatamente cercato di costruire un biglietto che mi permettesse di volarci, massimizzando – come sempre – la spesa.

E così sono riuscito a costruire un biglietto per volare fino in Giappone passando da Doha. Qui sono arrivato, volando in First Class, con il 777 di Qatar e sono ripartito con il 787 di Japan Airlines. Un biglietto che mi è costato 40.000 Avios: lo stesso prezzo che avrei pagato volando con QR? No, 10.000 Avios in meno.
Japan Airlines non vola in Italia
Delle due compagnie principali giapponesi, solo ANA vola in Italia (da pochissimo). JAL è assente da oltre 10 anni.

In Europa vola su Parigi, Londra, Francoforte, Helsinki, e al momento non ci sono rumors di un possibile sbarco nei cieli italiani. Da Londra vola ogni giorno con la sua ammiraglia A350/1000, allestito con le nuove e spettacolari cabine dalla First alla Economy: un prodotto davvero eccezionale.
In aeroporto
Le mie 9 ore di transito le ho trascorse nel posto migliore possibile: la lounge Al Safwa First Class di Doha, ovvero la sala d’attesa per i passeggeri di Prima Classe. Qui non si entra con lo status Emerald di oneworld, ma solo con il Platinum del Privilege Club.

Oppure con un biglietto di Prima Classe. Anche nel caso si arrivi in F e si riparta in una classe inferiore, si avrà accesso a questa lounge.

In pratica, dell’ex miglior aeroporto del mondo ho visto solo la piazza con il gigantesco orso giallo, perché ero obbligato ad attraversarla per arrivare in lounge.
La lounge
Questa è, secondo me, la migliore lounge di First Class al mondo. Certo, non è paragonabile a quella de La Première, ma a queste latitudini si gioca in un campionato diverso. La lounge stessa è più grande dell’aeroporto di Genova. Ho mangiato al ristorante, ho lavorato nel business center, mi sono fatto fare 30 minuti di massaggio. E, se avessi voluto, mi sarei anche potuto riposare in una delle camere o nella jacuzzi dentro la SPA.
Al gate
Un aeroporto che non ti garantisce di arrivare e partire da finger, secondo me, non può essere premiato come il miglior aeroporto del mondo. A Doha, purtroppo, arrivare e/o partire da un open stand è la prassi, anche se incredibilmente ci sono decine di gate disponibili.

La cosa strana è che non è nemmeno stata fatta una distinzione tra passeggeri business e non, ma solo per zone. Cosa che invece, le altre volte in cui ho volato da Doha, è sempre stata rispettata. Poi però a qualche ultra VIP è stato concesso di arrivare comodamente sottobordo.

Per me, comunque, avere la possibilità di cazzeggiare sotto questi uccellini è sempre un plus, ma non lo è per il passeggero normale, costretto a uscire dal freddo dell’aria condizionata del bus al caldo – a volte insopportabile – del deserto, per poi arrampicarsi su una scaletta infinita con trolley, bambini e altri “pesi morti”.
A bordo

Japan Airlines ha diversi allestimenti per i suoi 787. Onestamente, io speravo di volare con la Apex Suite (la stessa poltrona che usano Oman Air e Gulf Air). Invece, ci è toccato un 787 dotato delle Sky Suites III, una personalizzazione di una poltrona molto popolare: la Safran Aries.
L’allestimento di questo 787 è molto premium, dato che ospita ben 52 passeggeri di Business Class in configurazione 1-2-1, 32 di Premium Economy (2-3-2), e solo 116 poltrone di classe turistica.

Se si viaggia nelle file centrali non c’è un vero e proprio divisore, ma un piccolo separè, quindi niente privacy dagli sguardi del vicino.

Questa configurazione è molto particolare, soprattutto quando la poltrona è in modalità letto, proprio nelle poltrone D e G
I passeggeri che occupano le file centrali, infatti, dormono su due livelli differenti, per poter avere il massimo dello spazio. Chi ha la poltrona nella fila C è quasi per terra – diciamo che dorme come su un futon giapponese – mentre chi siede nella fila D è molto più in alto di tutti gli altri. Una soluzione ingegnosa, ma davvero poco romantica. Io la fila D, dove hai la faccia a 10 cm dai piedi degli altri passeggeri, non la sceglierei nemmeno sotto tortura. Piuttosto vado in economy, vicino ai bagni.
Bagno che sono rimasti immacolati per tutto il volo, non devo nemmeno specificarlo, ma ovviamente c’era la funzione bidet inclusa nel bagno.
La poltrona

Come detto, è una configurazione molto personalizzata. Non ho mai trovato nulla di simile in giro per il mondo.

Apparentemente è tutto “già visto”: l’orientamento a lisca di pesce, il tavolino che esce dalla struttura della poltrona a sbalzo (tipo Magnifica Alitalia), ma c’è pochissimo spazio per riporre oggetti e un finestrino è praticamente occluso dalla struttura della poltrona.

Non c’è porta, né una spalla che protegga dal corridoio. Solo le file leggermente sfalsate regalano un minimo di privacy in più.

La pulsantiera per gestire il sedile è comoda da raggiungere in qualsiasi posizione, e soprattutto non si schiaccia per sbaglio.

Il tavolino non è grande, ma è rigido e permette di alzarsi anche quando è aperto – cosa non scontata.

Anche qui è stata trovata una soluzione originale: la parte superiore ruota, aumentando di fatto la superficie a disposizione.
Il poco storage a disposizione è proprio nella consolle, armadietto protetto da porticina perfetto per tenere al sicuro i propri effetti personali, ma purtroppo questa configurazione come detto occlude la vista sull’esterno, a tutti i passeggeri lato finestrino e costringe tutti a viaggiare senza protezione verso il corridoio.
Non potermi affacciare comodamente ad ammirare il paesaggio per me è un difetto importante, scelgo il finestrino proprio per questo.

Funzionale, ordinata, ma nulla di WOW o di paragonabile a quello che offre la Apex Suite e tantomeno le nuove cabine sull’A350.
Servizio

Sul sedile ogni passeggero trova cusino, ciabattine, cardigan e una maschera viso.

Niente pigiama, ma un indumento da usare per viaggiare più rilassati.

In questo caso però non ci si può portare a casa l’indumento come invece accade con i PJ offerti dalle altre compagnie.

Poco dopo è stata distribuita la pochette. Colorata e simpatica, ma anche in questo caso non da ricordare.

In compenso il contenuto è un mix di oggetti soliti ed altre idee utili.

Come lo stand per il cellulare o il cavetto per ricaricare i device.

Nemmeno il tempo di sedermi che avevo già il mio primo bicchiere di champagne, ma anche di essere cazziato due volte per dove avevo appiccicato la mia ventosa per il timelapse del decollo.
IFE

Prodotto valido, ma non più al top. Questa è anche una maniera per abituarsi al fatto che il Giappone non è veramente la supertecnologia che immaginiamo noi occidentali, certo su alcuni aspetti sono al top, ma per molti altri sono davvero boomer, come ad esempio il video di sicurezza.

Il controller del sistema di intrattenimento è nella consolle, da qui si può gestire tuto ed accedere anche alle funzioni smart.

Le cuffie non sono il massimo, ma una volta accese, isolano abbastanza dal rumore della cabina.
Food&Beverage
Ho già fatto diversi voli a bordo di compagnie giapponesi. Sia premium che low-cost come Zip Air e devo dire che non sono mai rimasto deluso. Subito dopo il decollo è stato servito l’aperitivo e io ho iniziato con il sake.
Ho optato per il menù “local” ed ho apprezzato moltissimo sia la presentazione che l’inserimento nel menù cartaceo della mappa dei piattini che componevano il bento box degli antipasti.
Anche il resto del pranzo è stato made in Japan e non sono rimasto affatto deluso, l’unica concessione occidentale che mi sono concesso è stato il dolce.

Nel galley centrale c’era poi allestito l’angolo degli snack.

Prima dell’atterraggio è stato servito una cena leggera. La scelta era tra i panini e il formaggio. L’assistente mi ha suggerito di prenderli entrambi “perchè sono piccoli” e in effetti non raccontava bugie.

Per finire anche un gelatino.

Prima dell’arrivo è stato anche distribuito un voucher per prendere un taxi fino a destinazione nel centro di Tokyo

Peccato solo che il 20k yen non coprissero la corsa fino a Narita, l’aeroporto di partenza del mio volo successivo, ma quella è una altra storia.
In conclusione

Di tutti i prodotti che offre JAL sul lungo raggio, questo è sicuramente quello meno appariscente e il paragone con l’A350 è davvero un pianeta differente. Però a questo prezzo volare in questo modo a Tokyo non è assolutamente un pessimo uso delle miglia. Mi raccomando se voli in Giappone non dimenticarti di l’autorizzazione elettronica, risparmierai tempo e farai meno coda all’immigrazione.

Pro
- Proposta gastronomica
- Il prezzo
Contro
- Vista occlusa
- Partenza da area remota
- Poco storage
Oneworld
HND







































