Air Canada “fa la furba” e prova a non pagare gli indennizzi ai passeggeri: “Lo sciopero del nostro personale, non dipende da noi”
Ieri mattina, pochi minuti dopo aver pubblicato l’articolo che parlava dello sciopero del personale di Air Canada, mi ha scritto […]

Ieri mattina, pochi minuti dopo aver pubblicato l’articolo che parlava dello sciopero del personale di Air Canada, mi ha scritto un lettore segnalandomi come AC catalogasse la situazione come una cancellazione dovuta a circostanze non riconducibili alla compagnia.
In questo articolo:
In pratica lo sciopero dei dipendenti di Air Canada che sta portando al blocco totale, o quasi, delle operazioni del vettore di bandiera canadese, viene equiparato ad una calamità naturale o altre situazioni fuori dal controllo del vettore e quindi non protette dal codice dei consumatori.
Air Canada: “nessun rimborso per gli scioperi del nostro personale”

Ammetto di aver impiegato qualche minuto a credere ad una affermazione simile, ma alla fine ho dovuto arrendermi all’evidenza. In due pagine AC scrive chiaramente nero su bianco che le circostanze sono fuori dal controllo della compagnia aerea, come se le dispute economiche sui passeggeri e la compagnia fossero paragonabili ad uno sciopero di personale non alle dipendenze. Quella qui sopra è la scritta che appare nella pagina di avvio della procedura di richiesta del danno subito (spese per soggiorni e pasti, oltre ad altri danni).

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Stessa cosa nella pagina delle FAQ dove la compagnia cerca di risolvere i dubbi ai passeggeri che non riescono a mettersi in contatto con i call center del vettore, intasati da migliaia di telefonate. Il riferimento però è al regolamento canadese e quindi non applicabile ai consumatori, anche canadesi, che se in partenza dall’UE sono invece protetti dalla direttiva comunitaria.
Parla l’avvocato dei voli: “In Europa Air Canada deve rispettare la normativa UE”
“La normativa vigente in materia di disservizi (ritardi e cancellazioni, come nel caso che qui ci riguarda) – afferma l’Avv. Angelo Soragni, a capo del team di avvocati del sito avvocatodeivoli.it – distingue chiaramente tra vari tipi di sciopero, circa l’eventuale diritto alla compensazione pecuniaria del passeggero. In caso di sciopero del personale di terra aeroportuale o dei controllori di volo, nulla è imputabile alla compagnia aerea, per cui l’indennizzo di cui alla compensazione pecuniaria comunitaria non risulta dovuto al passeggero. Si tratta evidentemente di un caso non sotto diretto controllo del vettore. Rimangono, comunque, potenzialmente risarcibili le spese vive sostenute per il disagio subito.”Diversamente accade se lo sciopero riguarda il personale interno della compagnia aerea (per esempio i piloti e gli assistenti di volo). Ciò vale ovviamente per qualsiasi vettore, comunitario e non.

“Come noto, infatti, in caso di ritardo o cancellazione, per quanto riguarda Air Canada che è una compagnia extra UE, solo in caso di ritardo/cancellazione di di un volo in partenza da un aeroporto Europeo (quindi, per esempio, un Roma/Toronto si, ma un Toronto Roma no), al passeggero spetta certamente la compensazione pecuniaria prevista dalla normativa comunitaria applicabile, con particolare riferimento all’art. 7 del REG CE 261/2004, anche nel caso di sciopero interno alla compagnia aerea. Non corrisponde assolutamente al vero il fatto che l’eventuale disservizio sia disciplinato dalla sola normativa canadese che, secondo quanto erroneamente affermato dalla compagnia aerea Air Canada sul proprio sito internet, escluderebbe l’indennizzo/compensazione in tali casi”.

Un esempio pratico è quello qui sopra di un nostro lettore. Essendo lui in partenza dal Canada, per rientrare in Italia, non è coperto dalla direttiva UE, ma dalle leggi canadesi.
Viaggiare senza assicurazione è da pazzi

Questa è la classica dimostrazione di come viaggiare, fuori dai confini italiani, senza adeguata copertura assicurativa sia da pazzi. Il mio primo consiglio, come sempre, è quello di essere titolari della giusta carta di credito ed avere così assicurazione sempre e al 100%, altrimenti si può stipulare una delle tante assicurazioni viaggi come ad esempio una polizza con Heymondo che può essere attivata anche quando si è già in viaggio in caso ci sia dimenticati di farla.

Se la legge Canadese stabilisce che lo sciopero del personale di Air Canada non è una causa che fa scattare i rimborsi da parte del vettore, vuol dire che tutti i passeggeri colpiti che andranno incontro a spese, ritardi e disagi, non potranno chiedere nulla alla compagnia e dovranno sborsare di tasca propria i soldi dei pasti, delle eventuali notti in albergo e quant’altro, fino a quando non saranno in grado di tornare a casa. Ecco che avere una copertura mette al sicuro da queste spese impreviste, che in alta stagione potrebbero mandare in difficoltà i viaggiatori, senza considerare il danno economico che hanno i passeggeri coinvolti dal mancato ritorno al lavoro a causa di queste situazioni.
In conclusione
Viaggiare lontano da casa e risparmiare i 100€ dell’assicurazione è una scelta scellerata, lo abbiamo visto l’anno scorso con le persone bloccate a Madeira e lo si vede in queste situazioni, ma anche in quelle più semplici. Non tutte le compagnia sono corrette e per questo, se non si riesce a far valere i propri diritti è nato l’avvocato dei voli, il servizio gratuito pensato da TFC per tutti i viaggiatori italiani.
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