Hanno pagato un extra per il posto finestrino, ma il finestrino non c’è: scatta la class action multimilionaria
In Europa ha fatto scuola il famigerato sedile 11A (che ha addirittura un profilo su X con alcune centinaia di […]

In Europa ha fatto scuola il famigerato sedile 11A (che ha addirittura un profilo su X con alcune centinaia di follower) sui Boeing 737-800 di Ryanair, noto come il ‘posto finestrino senza finestrino’.
In questo articolo:

In quel punto della fusoliera sono fatti passare cavi e dotti del sistema di condizionamento e nella fila di finestrini sul lato sinistro dell’aeromobile c’è un ‘buco’, nel senso che il finestrino non c’è.

Dopo anni di proteste da parte degli utenti, ormai da tempo la compagnia low-cost irlandese, in fase di scelta del sedile durante la prenotazione avverte che ‘questo posto non ha finestrino’, pur continuando a farlo pagare leggermente di più dei due a fianco sulla stessa fila. Ad esempio, su un Malpensa-Bari di fine settembre chiede 10,45 euro al posto dei 9,90 chiesti per il sedile centrale e quello corridoio.
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In queste ore, la ‘fregatura’ del ‘posto finestrino senza finestrino’ è finita su tutti i principali media americani perché martedì 19 agosto un nutritissimo gruppo di passeggeri ha avviato una class action contro United Airlines e Delta Airlines, chiedendo risarcimenti per milioni di dollari accusandole di aver fatto pagare un extra per posti finestrino laddove poi, una volta a bordo, i passeggeri si trovavano accanto solo la parete della cabina.
Come riportano alcuni media USA, tra cui CNN e ABC, tra le maggiori compagnie a Stelle e Strisce anche American Airlines e Alaska Airlines chiedono un extra per i ‘posti finestrino senza finestrino’, ma, come fa in Europa Ryanair, in fase di prenotazione avvertono i clienti che quei determinati posti in realtà l’oblò non ce l’hanno. Come si dice… ‘uomo informato mezzo salvato’.

Business class sul 787 di KLM senza finestrino
United Airlines e Delta Airlines, invece, non lo fanno, pur avendo diversi modelli di aerei in flotta a bordo dei quali ci sono ‘posti finestrino senza finestrino’. Nello specifico, nel caso di United ciò accade sugli Airbus A321 neo (posti 31A e 31F), sui Boeing 737-700 (10A e 10F), sui 737-800 (11A), sui 737-900ER (12A e 12F) e sui 757-300 (17A e 17F).

Nel caso di Delta, accade sugli Airbus A321ceo (posti 12A e 12F), sugli A321neo (posti 30A e 30F sui velivoli con i recliner in First e anche posti 23F e 24F su quelli con i lie-flat seats), sui Boeing 757-200 (22A e 22F sui velivoli con sedili recliner in First e anche 23A e 23F su quelli con i lie flat seats), sui 737-800 (13A), sui 737-900ER senza portellone posteriore (11A e 15A) e sui -900ER con portellone posteriore (11A, 15A e 16A).

The Flight Club ha verificato quanto affermato nelle due azioni legali, provando a prenotare un posto su un volo United operato con uno dei Boeing 757-300 della compagnia tra San Francisco e Honolulu (una tratta di poco inferiore alle 5 ore). Ebbene, al momento della scelta del posto, per riservare il 17A (o il 17F), United chiede un extra di 44,99 dollari, contro i 34,99 che chiede per il sedile centrale, mentre il posto corridoio ‘viene anch’esso a 44,99 dollari. E posizionando il cursore del mouse sul sedile non compare alcuna scritta che indichi al passeggero che, in realtà, lì il finestrino non c’è.
Le cause legali sono state depositate presso la corte federale di San Francisco nel caso di United e presso quella di Brooklyn nel caso di Delta. La CNN parla addirittura di più di un milione di passeggeri coinvolti in ciascuna class action.
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