Più di un’ora per riavere il bagaglio, gente accampata e disperata: cos’abbiamo trovato domenica al T2 di Malpensa
Un mare di teste, braccia, gambe abbronzate, dopo il ritorno dalle vacanze. Fra le 300 e le 400 persone. Chi […]

Un mare di teste, braccia, gambe abbronzate, dopo il ritorno dalle vacanze. Fra le 300 e le 400 persone. Chi seduto per terra, chi in piedi, chi sdraiato (sì, sdraiato) sui nastri per la riconsegna bagagli. Era questa, nella tarda serata di domenica 10 agosto, l’atmosfera nel salone arrivi-ritiro bagagli al Terminal 2 di Malpensa.
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Roba da terzo mondo in una giornata di picco dell’alta stagione estiva. Motivo della ressa? I tempi biblici per la riconsegna dei bagagli ai passeggeri, tutti sopra l’ora di attesa dal momento dell’arrivo dei voli. Ma con picchi di un’ora e un quarto e oltre.

Che poi, dire roba da terzo mondo è quanto di più ingiusto si possa fare, perché chiunque abbia viaggiato negli affollatissimi aeroporti del cosiddetto ‘terzo mondo’ avrà sperimentato tempi di attesa per le valigie davvero soddisfacenti. Bisognerebbe invece dire ‘roba da Malpensa’, visto che lo scalo milanese è sempre stato famigerato per le attese prolungate ai nastri, tanto al Terminal 2 (quello di easyJet), quanto al Terminal 1.

Tronando alla ‘vergogna’ di domenica sera, ad esempio, i passeggeri atterrati da Olbia alle 20.50 hanno rivisto le loro valigie solo alle 21.45, il che significa che hanno passato più tempo ad attendere il bagaglio di quanto ne abbiano trascorso in volo. Quelli sbarcati da Gatwick alle 21.37, alle 22.19 non avevano ancora ricevuto nulla. Peggio è andata a quelli da Lisbona, che hanno atteso oltre un’ora e hanno potuto riavere i loro bagagli quando già la scritta era sparita dallo schermo sovrastante il nastro. Appena meglio è andata a quelli da Catania atterrati alle 21.40.
La cosa anche più vergognosa è stata il fatto che in tutto il salone non ci fosse un solo rappresentante della compagnia di handling, tanto che la gente, disperata, si rivolgeva agli agenti della Guardia di Finanza presenti in loco chiedendo se ci fosse un qualche sciopero.
Già, perché come probabilmente molti dei lettori di The Flight Club sanno ma la stragrande maggioranza dei passeggeri non sa, è che la compagnia aerea non ha una responsabilità diretta nella gestione dei bagagli (check-in, spedizione in stiva, ritiro sul piazzale, riconsegna ai nastri). Ogni vettore, infatti, si serve di una società di handling specializzata.
Nel caso di easyJet si tratta, a Malpensa, di AGS Handling, che dal 2023 opera sul Terminal 2 con Menzies, una società di handling britannica con la quale easyJet collabora da molti anni. Sicuramente, oggi, i vertici italiani del vettore low-cost si saranno mossi per verificare cosa sia accaduto la sera di domenica. Ma le spiegazioni non possono che essere le seguenti: troppa gente in ferie o permesso contemporaneamente, o troppa gente in malattia, e quindi pochi lavoratori presenti per gestire i bagagli.

A Malpensa gli operatori handling sono in tutto tre: Aviapartner, Airport Handling e AGS Handling. E le compagnie che servono lo scalo devono scegliere una tra queste tre società.
MXP



