Mamma li turchi… Turkish Airlines annuncia l’offerta per entrare in una ‘big’ europea: a cosa puntano da Istanbul
Per anni Turkish Airlines è stata la ‘formichina’ dei cieli. Dal suo hub presso il vecchio aeroporto ‘Ataturk’ di Istanbul […]

Per anni Turkish Airlines è stata la ‘formichina’ dei cieli. Dal suo hub presso il vecchio aeroporto ‘Ataturk’ di Istanbul ha costruito una ragnatela di collegamenti verso mercati ‘thin’, ‘sottili’, o secondari che dir si voglia (per esempio Catania, Bari, Napoli, Bologna, Torino solo per fare qualche esempio italiano) in Europa, Africa centro-settentrionale e Medio Oriente, trasformando lo scalo da point-to-point in uno dei maggiori hub del continente grazie a una raccolta capillare del traffico ‘feeding’.
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La vera mole di questo lavoro si è percepita quando Turkish ha annunciato di essere la compagnia non africana con più destinazioni in Africa e, poi, quando è diventata la compagnia aerea a servire più Paesi nel mondo (oltre 130).

Con l’apertura del nuovo aeroporto di Istanbul nel 2018 le possibilità di crescita son aumentate a dismisura. E, superata la strategia della ‘formichina’, Turkish ha iniziato a fare passi sempre più grandi, sia in termini di flotta sia di network: nel dicembre 2023 ha piazzato un ordine con Airbus per 150 Airbus A321 neo con opzione per altri 100, 60 Airbus A350-900 più 20 opzioni e 15 Airbus A350-1000, mentre un ordine con Boeing è in discussione da diversi mesi e potrebbe finalizzarsi entro la fine del 2025.
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Lo scorso anno ha iniziato a volare anche in Australia su Melbourne e Sydney (e iscrivendosi, così, nella elite di vettori davvero ‘global’, che volano cioè in tutti i sei continenti abitati), per ora con scali a Singapore o Kuala Lumpur, ma preannunciando collegamenti non-stop con la terra dei canguri, con una mossa che renderebbe superato il tanto decantato ‘progetto Sunrise’ di Qantas.
L’obiettivo dichiarato della ‘2033 Strategy’ è quello di poter disporre di una flotta di oltre 800 aeromobili entro i prossimi otto anni (oggi sono poco meno della metà).

Ora, con una mossa senza precedenti nella sua storia, ha annunciato l’intenzione di acquisire una quota pari al 26% del vettore spagnolo Air Europa, sborsando una cifra intorno ai 275 milioni di euro, con un’offerta che verrà formalizzata a breve.
L’ingresso in Air Europa consentirebbe a Turkish di potenziare la sua presenza in America Latina, il continente (Oceania a parte) in cui serve da Istanbul ‘solamente’ otto destinazioni: Cancun, Città del Messico, L’Avana, Panama, Caracas, Bogotà, San Paolo, Buenos Aires. Air Europa, che ha una flotta di 56 aeroplani e fa parte di Skyteam (mentre Turkish è in Star Alliance) vanta invece una rete di 20 città in centro e sud America collegate al suo hub di Madrid.
L’annuncio di Turkish è arrivato subito dopo che due grandi gruppi europei avevano espressamente rinunciato a entrare nel capitale di Air Europa, che è da anni ‘sul mercato’ allo scopo di rafforzare la sua posizione finanziaria. Lo scorso 5 agosto, l’agenzia Reuters ha riportato che il Gruppo Lufthansa aveva ufficialmente interrotto ogni discussione con Europa. E lo stesso aveva fatto, nelle stesse ore, Air France/KLM.
Entrambi i gruppi europei sono ‘reduci’ da recenti acquisizioni che li stanno tenendo impegnati sul fronte operativo e finanziario: Lufthansa ha infatti preso il 10% di Air Baltic e, soprattutto (come tutti sappiamo) il 41% di ITA Airways (con l’intenzione di salire al 90% del capitale), mentre Air France/KLM è entrata appena pochi mesi fa nel capitale di Scandinavian Airlines, con una quota del 20% (ma con l’intenzione di salire al 60%).
Se Air Europa dovesse ‘cadere’ in mani turche, nel Vecchio Continente resterebbero appena sei compagnie con importanti network internazionali non facenti parte di grandi gruppi (IAG, LH Group e AF/KL) o legate a grandi vettori: Tap Air Portugal, Virgin Atlantic, Finnair, Lot Polish, Condor e Aegean.
Star Alliance
SkyTeam
MAD






