50 anni e non sentirli, recensione Hilton Sydney
Ogni volta che vado in una città visito un hotel differente. Certo, se fossimo una redazione grande il triplo sarebbe […]

Ogni volta che vado in una città visito un hotel differente.
In questo articolo:
Certo, se fossimo una redazione grande il triplo sarebbe anche più facile mischiare le insegne e ottimizzare le recensioni, ma purtroppo non è ancora possibile. Però il caso ha voluto che Sydney sia, probabilmente, quella con più varietà di catene: Hilton, Marriott e IHG.

Sono tornato a Sydney a distanza di pochi mesi, e solo per una notte per “colpa” della challenge di Turkish Airlines che mi ha obbligato a volare in 6 continenti in cambio di 1 milione di miglia Miles&Smiles.
La prenotazione
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Questa volta ho scelto l’Hilton perché volevo recensirlo vista la sua posizione strategica e perché sono lanciato verso il rinnovo dello status Diamond, puntando alla strada semplice, quella dei soggiorni, e ne ho bisogno di 30 entro la fine dell’anno.

Il costo di una notte è stato di circa 205 euro, non poco, ma nemmeno tanto per la tipologia di struttura e per il costo della vita in questa parte del mondo. Ovviamente ho prenotato direttamente tramite app e usando una tariffa H4B per massimizzare punti e benefici Hilton Honors.
Location Hilton Sydney

L’Hilton Sydney si trova al numero 488 di George Street, nel cuore pulsante del Central Business District della città. È situato proprio di fronte al celebre Queen Victoria Building e a pochi passi dalla stazione di Town Hall, rendendolo estremamente comodo per spostarsi in città.
Grazie alla sua posizione strategica, è possibile raggiungere a piedi in pochi minuti molte delle principali attrazioni di Sydney: dallo shopping di The Galeries, alla Sydney Tower, fino al porto e all’Opera House. L’aeroporto internazionale è a circa 30 minuti di distanza, ed è ben collegato sia con i mezzi pubblici (treno e light rail) che in auto o taxi.
50 anni di Hilton
L’Hilton Sydney è stato inaugurato nel 1975, diventando il primo hotel del gruppo Hilton in Australasia e segnando l’inizio della presenza del brand nella regione. Nei primi anni 2000 l’edificio originale, risalente alla fine degli anni ’60, è stato completamente ricostruito: il progetto di rinnovamento, firmato dallo studio Johnson Pilton Walker, ha portato a una riapertura nel 2005 con un design moderno e spazi completamente rinnovati.

In tutto l’hotel erano disseminati riferimenti all’anniversario, che è coinciso anche con il rinnovamento della lobby, la executive lounge e l’ampliamento fino a 598 camere.
Check-in

Sono arrivato con Uber dall’aeroporto, ma se non si ha fretta si può arrivare facilmente anche con i mezzi pubblici. L’ambiente è fresco e moderno, frutto del recente rinnovamento.

Le pareti vetrate e l’uso di materiali chiari rendono tutto accogliente anche se è tarda notte. Procedure di check-in veloci ed indolori, salvo avere la doccia fredda dell’impossibilità di avere un late check-out oltre le 12 e nessun cenno ad upgrade, nonostante via mail avessi ricevuto almeno 3 proposte di passaggio a una categoria superiore di stanza. Ma, come dico sempre, se sei in albergo per dormire e non per viverci, non ti serve a nulla una suite.
La camera

Certo, un pochino di delusione quando ho visto che ero al 26° piano invece del 40° l’ho avuta, ma poi, vista la stanza, mi sono rasserenato. Ok, niente suite, ma una stanza ad angolo con vista sull’iconica Sydney Tower.

La vista è importante e per questo le tre finestre erano tutte con davanzale e cuscino perfetti per sedersi ad ammirare lo skyline.
Ma quello che conta in una stanza è il letto e il bagno. Qui letto king, con piccolissimo topper e cuscini soffici e perfetti per farmi smaltire le 20 ore passate sull’A350 di Turkish Airlines.
Dotazione classica con mega TV, angolo bar e frigobar vuoto.

Quello che però odio sono le camere che non hanno l’interruttore master, quello che spegne tutto. Qui i pulsanti di design sono quasi un indovinello: schiacci e non sai cosa hai acceso/spento.

Comodo però, quando lo trovi, il pulsante che alza/abbassa le tende delle finestre.
Il bagno, piccolo ma accogliente, è anche un reperto degli anni 2000: la TV dentro la doccia, che per la cronaca non sono riuscito ad accendere.
Qui anche un secondo rubinetto, quello dedicato all’acqua filtrata da bere.
La lounge
L’hotel è grande, bello ed accogliente. Peccato solo che gli orari siano quelli tipici dell’Australia, ovvero chiuda tutto presto.
La lounge, ad esempio, ha i canapè fino alle 19, mentre normalmente si parte a quell’ora in altri Hilton, e chiude i battenti alle 20, mentre ci sono hotel dove resta accessibile h24. La sala è bella, ma con questi orari davvero poco funzionale.
La colazione

Il ristorante dove viene servita la colazione è davvero bello e si affaccia sul lato nobile del centro “storico”.
L’offerta è completa, certo non paragonabile a quella del W Sydney o dell’Intercontinental in zona Harbour Bridge, ma siamo in un hotel di una categoria inferiore.
Cucina a vista e personale ultra gentile. Come in tutta l’Australia, qui si ha ancora la sensazione che il pessimismo cronico di noi che viviamo nell’altro emisfero non sia ancora arrivato.

Volendo c’è il barista che, per 5 dollari locali, poco meno di 3 euro, ti prepara una bevanda sul momento, altrimenti puoi usare le macchinette self service.
In conclusione

Non ho avuto voglia/tempo di fare un salto a vedere la piscina, la palestra e la SPA, ma ci sono. Certo, la zona non è panoramica come dormire vista Harbour Bridge, ma sicuramente è comodo per spostarsi in tutti i luoghi interessanti della città.

Pro
- Posizione
- Colazione
Contro
- Prezzo


















































