Recensione volo in business class sull’A350 di Turkish direzione New York: bene, ma non benissimo
Questa è la recensione della mia esperienza a bordo della business class di Turkish Airlines

Un volo che non nasce come un semplice trasferimento da un punto A a un punto B, ma come parte integrante della mia Challenge dei 6 continenti per conquistare il milione di miglia. Una sfida che Turkish Airlines aveva lanciato e che ha fatto discutere a lungo, salvo poi fare marcia indietro in maniera clamorosa, come abbiamo raccontato in diversi articoli su TFC.
In questo articolo:

- Specifiche
- Aeromobile:
- A350
- Classe:
- Turkish Airlines
- Tratta:
- IST - EWR
- Prezzo:
- 954 €
- Prenota
Quando è arrivata la notizia della chiusura anticipata della Challenge, io avevo già iniziato a costruire il mio itinerario. La doccia fredda non mi ha fermato, mi sono affrettato a chiudere le prenotazioni per non perdere l’occasione.
La sfida di Turkish

La Challenge prevedeva di volare con Turkish Airlines verso sei continenti: Nord America, Sud America, Asia, Africa, Oceania ed Europa.

Questo è stato il primo biglietto della serie. In realtà ne avevo già comprato uno simile, sempre con Turkish, ma ho dovuto cancellarlo. Grazie alla Cancel For Any Reason di Revolut ho recuperato circa il 70% della penale e ho potuto riprenotare, inserendo il viaggio all’interno della finestra temporale valida per la sfida.
La prenotazione
Molti iscritti alla nostra Community avevano pensato di cimentarsi nella Challenge. Purtroppo la marcia indietro improvvisa di Turkish li ha scoraggiati, costringendoli a rinunciare. Io invece ho deciso di andare avanti.
Ho prenotato un biglietto di sola andata da Riga, dove mi trovavo in vacanza. Come ho raccontato più volte, la mia famiglia è in buona parte lettone e passo lì molti periodi dell’anno. La tariffa era davvero conveniente: Riga–Istanbul–New York in business class per poco più di 950 €.
Un prezzo ottimo, anche perché avevo già programmato il ritorno dagli Stati Uniti per il giorno successivo con un biglietto Aeroplan (il programma fedeltà di Air Canada) per volare sul 747-400 di Lufthansa. Insomma, un incastro quasi perfetto.
Prima parte da Riga
La prima tratta, Riga–Istanbul, è stata operata da un Airbus A321. Ho già volato diverse volte con questa macchina e ho anche già recensito sul canale l’economy. Certo, non è un allestimento WOW come quello di ITA Airways, ma si vola decisamente comodi e con tantissimo spazio a disposizione.
Un volo ordinario, che non è oggetto di questa recensione. Però ha confermato come TK offra un servizio completo anche sulle rotte che in Europa si è soliti affrontare con aerei in allestimento low-cost, dove la differenza del sedile è, al massimo, lo spazio centrale libero.
In aeroporto a Istanbul
Una volta arrivato a Istanbul, ho scoperto di non aver completato il check-in online. Ho quindi dovuto rifare tutta la trafila: banchi del transito, controlli di sicurezza e finalmente la lounge.

L’aeroporto di Istanbul è spettacolare ma immenso, tanto da sembrare una cattedrale moderna. Gli spostamenti sono interminabili: dal punto A al punto B servono tempi lunghissimi, e sembra quasi che i gate siano sempre posizionati il più lontano possibile. Purtroppo, come le moderne cattedrali, è un immenso centro commerciale con i prezzi più alti della piazza dell’Hotel de Paris a Monaco, ma per fortuna chi viaggia in business o ha lo status può accedere alle bellissime lounge della compagnia turca.
Ho trascorso circa quattro ore e mezza nella lounge business di Turkish Airlines, che conferma la sua reputazione come una delle migliori in Europa. L’ambiente è vario, accogliente e ricco di dettagli: aree tranquille, zone luminose, spazi più riservati. Per chi ha layover lunghi ci sono stanze matrimoniali o singole, docce, stireria e persino un museo con mostre temporanee che cambiano periodicamente. Immancabile il pianoforte che suona da solo, quasi un’icona della lounge.

Questa volta ho anche provato la realtà virtuale: con un visore ho “volato” sopra la Cappadocia, un’esperienza sorprendente.
Al gate

Poco prima della partenza mi sono diretto al gate, naturalmente distante: circa 20 minuti di camminata dalla lounge. I gate a Istanbul sono chiusi, sul modello di altri grandi aeroporti come Abu Dhabi o Singapore, ma in questo caso lo spazio era troppo piccolo per tutti i passeggeri. Il risultato: persone in piedi, altre sedute per terra, un’atmosfera caotica.

L’imbarco è iniziato con circa 50 minuti di ritardo, aumentando un po’ la tensione dei viaggiatori.
Non era un TurkoFlot

La prima sorpresa, purtroppo negativa, è stata scoprire che avrei volato sull’A350 configurato da Turkish, e non su un velivolo che avrebbe dovuto volare per Aeroflot, acquistato “chilometri zero” da Airbus dopo la mancata consegna ai russi. Questi aerei sono noti nel settore come Turkish-Flot (o Turkoflot).
Aeroflot aveva equipaggiato i propri A350 con cabine di altissimo livello, suite con porta e una configurazione quasi al livello delle Qsuite di Qatar Airways. Visto l’embargo parte di queste macchine sono finite ad Air India ed altre appunto a Turkish.
Quello su cui ho volato io, invece, era un A350 allestito con la business class “Legacy” di Turkish, sicuramente migliore di quella offerta su A330 e 777.
Ma decisamente inferiore alla Turkoflot e alle nuove poltrone sviluppate internamente e presentate a Londra nel 2023.

La configurazione è 1-2-1, con poltrone Stelia Aerospace Symphony: moderne, comode, usate anche da Singapore Airlines sui 787 e da Vistara. L’accesso diretto al corridoio è garantito, ma lo spazio personale è limitato e la cabina appare molto densa.
La poltrona

La mia poltrona era la 6A, fortunatamente non mi è stata cambiata: è una delle più isolate rispetto al corridoio. Chi conosce le configurazioni “a scacchiera” sa che ci sono posti più vicini al finestrino e quindi più riservati, mentre quelli più vicini al corridoio offrono meno privacy.
La poltrona consente anche configurazioni “honeymoon seat”, molto apprezzate dalle coppie nelle file centrali. I due braccioli sono abbattibili e in modalità letto offrono spazio aggiuntivo, un dettaglio che manca, ad esempio, sulla nuova business di Emirates.

La consolle centrale è spaziosa e ospita bene un laptop o oggetti personali, ma lo storage è quasi inesistente.

Il fatto che TK non abbia personalizzato molto questa poltrona lo dimostra la quantità di spazio sprecato in cabina, in un ambiente dove ogni cm è prezioso. Qui, tra fusoliera e struttura sedile, ci sono tantissimi cm che potevano essere usati per aumentare il comfort, e invece sono semplicemente vuoti e inutilizzabili.
A livello di storage è davvero poco. L’armadietto sembra grande, ma contiene veramente poca roba. C’è poi lo spazio sotto il supporto per le gambe, che però quando la poltrona è in modalità letto diventa inaccessibile. E, a parte lo spazio per le gambe, non c’è altro storage dove lasciare i propri effetti personali.
L’idea di avere una serratura per il proprio storage è veramente interessante, ed è la prima volta che la vedo su un aereo, peccato che fosse inutilizzabile.

Ottimo che ci siano le bocchette dell’aerazione, molto meno che le cappelliere fossero piene di roba di servizio.

La poltrona in modalità letto è comoda, anche perché potendo abbattere i due braccioli si ha decisamente più spazio vitale.
Gli elementi del sedile sono tutti posizionati nei punti giusti, facili da raggiungere e comodi da utilizzare: non è una cosa scontata in questo ambiente.
Il servizio

Qui è arrivata la vera delusione del volo.

Ho percepito molta disorganizzazione: sono stato quasi sempre l’ultimo a ricevere attenzioni, ho rischiato di rimanere senza la mia scelta per i pasti e non mi hanno nemmeno servito il panno caldo iniziale.
Il servizio è stato iniziato senza apparecchiare la tavola, e nel complesso ho notato una sequenza di piccole mancanze che sommate hanno pesato sull’esperienza.

Turkish resta una delle poche compagnie con lo chef a bordo (in questo caso una chef). È una figura particolare, che si occupa del food & beverage ma non rientra nell’equipaggio con funzioni di sicurezza, un po’ come l’addetta alla doccia sugli A380 di Emirates.

La mia sfida del campanello è stata completata con successo. Ci sono voluti circa 20″ per arrivare a chiedermi di cosa avevo bisogno, e poco più di 4 minuti per soddisfare la mia richiesta.
Bagni puliti durante tutto il volo, ma decisamente spogli.
Sono due gli amenity kit distribuiti da TK, diversi in base al genere del passeggero. Contenuto standard, ma decisamente riutilizzabili.
Infotainment
Lo schermo da 18’’ appare piccolo rispetto alla dimensione della poltrona, e manca la connettività Bluetooth per le cuffie personali.

Quelle fornite, però, sono di ottima qualità.
I contenuti sono tantissimi, inclusi tre canali di live TV, ma manca l’italiano sia nell’interfaccia sia nella selezione. Ci sono giochi, webcam esterne e naturalmente il Wi-Fi.

Il Wi-Fi è gratuito fino a 1 GB per i passeggeri in business, mentre gli status Elite ed Elite Plus godono di accesso illimitato. Non velocissimo, ma sufficiente per lavorare e restare connessi.
Food & Beverage
Se il servizio mi ha deluso, l’offerta gastronomica è stata l’esatto contrario.
Certo, arrivare a New York alle 23 e ricevere la colazione non è stata una scelta brillante, ma la qualità era indiscutibile.

Il carrello con le entrée, la possibilità di comporre il proprio antipasto e il proprio dolce, e la cura nella presentazione mi hanno colpito positivamente.
Ho scelto un piatto rischioso: fettuccine “home made” con salsa di aragosta e gamberi. Ebbene, si è rivelato delizioso.

Anche i dolci tipici sono stati all’altezza della fama di Turkish.
In conclusione

Volo in ritardo (non per colpa di TK), aereo cambiato, servizio rivedibile, ma offerta gastronomica sorprendente. Questo è il riassunto del mio volo a bordo di TK. Non era la prima volta in business con questa compagnia, ma l’ultima risaliva al periodo post-Covid e il mondo era completamente diverso. Adesso vedremo se le prossime tappe che mi porteranno verso il traguardo del milione di miglia confermeranno queste impressioni.

Pro
- Offerta gastronomica
- IFE
- Wifi
Contro
- Non era l'aereo che avevo prenotato
- Servizio poco attento
- Colazione alle 11 di sera
Star Alliance
RIX






























































































