Otto ore su un MAX vi sembrano tante? United Airlines fa tre quarti di giro del mondo con il 737
I voli intercontinentali (o comunque di medio-lungo raggio) operati con velivoli a fusoliera stretta sono l’ultima frontiera (e non necessariamente […]

I voli intercontinentali (o comunque di medio-lungo raggio) operati con velivoli a fusoliera stretta sono l’ultima frontiera (e non necessariamente in senso positivo) dell’aviazione commerciale.
In questo articolo:
Qualche giorno fa su The Flight Club abbiamo scritto del volo più lungo con uno scalo solo operato con un aereo a corridoio singolo: il Praga-Sanya (nel sud ovest della Cina) della kazaka Scat Airlines. Quattordici ore (scalo tecnico a Bishek nel Kirgizystan) tutte su un Boeing 737 MAX 9.

E dalla community social di TFC arriva la segnalazione di Matteo V. che ha ‘scovato’ un (quasi) giro del mondo (diciamo 3/4 di giro del mondo) che si può effettuare tutto con United Airlines volando solo sul Boeing 737, partendo da Ulan Bator in Mongolia e arrivando a Glasgow in Scozia (o anche in senso inverso).
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Siccome alcune delle tratte (per la precisione la Ulan Bator-Tokyo e la Newark-Glasgow) sono solo stagionali, l’itinerario completo sarà disponibile a partire dal prossimo 8 maggio, quando United riattiverà il suo collegamento quotidiano tra il suo principale hub sulla costa est USA e la più popolosa città della Scozia.
In tutto stiamo parlando di 38 ore e 30 minuti di volo, stando agli orari dei voli pubblicati sul sito della compagnia americana, scali esclusi. E la ‘zingarata’ comprende anche uno dei ‘sacri graal’ di ogni appassionato di aeroplani, ossia lo ‘island hopping’ tra le isolette del Pacifico nel tratto tra Guam e Honolulu.

Ma andiamo con ordine e piazziamo il nostro ideale passeggero all’aeroporto Chingghis Khaan di Ulan Bator, capitale della Mongolia, una destinazione che United ha aggiunto al suo network proprio in occasione della scorsa Summer 2025 e che intende riproporre dal prossimo 1 maggio. Da lì, alle 9.55 del mattino, il volo United UA 6, operato con un Boeing 737-800, decolla alla volta di Tokyo Narita, dove atterra 4 ore e 50 minuti più tardi, alle 15.45 (attraversando una time zone).

Dalla capitale giapponese si prosegue in direzione Guam, che è territorio degli Stati Uniti e sede di una delle più grandi basi ‘overseas’ delle forze armate americane. Verso l’isola del Pacifico United vola quattro volte al giorno, da entrambi gli aeroporti della capitale nipponica: tre da Narita e una da Haneda, sempre con Boeing 737-800. Da Narita si decolla alle 11.00 (UA 827), alle 16.30 (UA 865) e alle 17 (UA 197), mentre da Haneda alle 23.35 (UA 848). Il tempo di volo è di 3 ore e 45 minuti. Anche in questo caso si attraversa una time zone, nel senso che Guam è ‘un’ora avanti’ rispetto a Tokyo.
Dall’isola del Pacifico inizia uno dei percorsi più affascinanti, per chi sia appassionato di aerei. Certo, Guam è collegata alla costa ovest degli Stati Uniti da United con il Boeing 777. Ma si può anche attraversare l’intero, maestoso ed enorme Oceano Pacifico con il 737 facendo il cosiddetto ‘United island hopping’, che tocca una serie di isolette sparse tra Guam e Honolulu alle isole Hawaii. Il numero di volo è sempre lo stesso (UA 155), anche se i voli, in realtà, sono ben sei.

Si decolla da Guam alle 7.55 a bordo di un 737-800 e la prima tappa, dopo 1 ora e 45 minuti di volo è Chuuk, che fa parte degli Stati Federati della Micronesia. Da lì si riparte alle 10.30 per Pohnpei nelle Isole Caroline (sempre Micronesia) dove si atterra 1 ora e 15 minuti più tardi, anche se l’ora locale segna le 12.45 perché si passa un’altra fascia oraria. Alle 13.30 il 737-800 torna in cielo alla volta di Kosrae (un altro dei quattro Stati della Micronesia), che raggiunge dopo un’altra ora e 15 minuti.

La tappa successiva è Kwajalein, che fa parte delle Isole Marshall e che si raggiunge partendo da Kosrae alle 15.25 alle 17.40 dopo un’altra ora e 15 minuti (e l’attraversamento di un’altra fascia oraria). Da lì si procede alle 18.20 verso Majuro, che è la capitale delle Isole Marshall e sede una base marina militare americana.

Alle 20.15 il 737-800, ben rifornito di carburante, ridecolla per la tratta più lunga dello ‘island hopping’, che lo porta dopo 4 ore e 20 minuti di volo a Honolulu, dove atterra in piena notte, alle 2.55.

Dalle Hawaii agli USA continentali, gli aerei più usati dalle compagnie aeree americane sono il Boeing 777, il 757 e l’Airbus A321neo. Ma il 737 MAX ce la fa comodamente a superare quel braccio d’oceano, grazie alla sua certificazione ETOPS (Extended Twin Engine Operations) da 180 minuti, che gli consente di volare sopra l’acqua ammesso che si trovi entro le tre ore dal più vicino aeroporto.

Honolulu e San Francisco sono separate da 5 ore e 20 di volo, stando al timetable di United. Che opera due dei suoi quattro voli su quella tratta con il Boeing 737 MAX 9: si tratta dello UA373 che decolla da Honolulu alle 7 del mattino e atterra a SFO alle 15.20 e dello UA 1176 che parte alle 9.30 e atterra in California alle 17.50. Le time zone attraversate sono in questo caso tre.
Il global tour in 737 prosegue a quel punto in direzione est verso Denver: tra i due hub di United i voli giornalieri sono nove, tre dei quali operati con il ‘baby’ Boeing. Verso il Colorado si parte alle 6.30 con lo UA 1315 (737 MAX 8) che arriva alle 10.10, alle 12.45 con lo UA 2121 (737-800) che arriva alle 16.30 e alle 20.50 con lo UA 301 (737 MAX 9) che atterra alle 00.40. Il tempo di volo è di 2 ore e 50 minuti, con l’attraversamento di una time zone.

Dal Colorado al principale hub di United sulla costa est degli USA c’è solo l’imbarazzo della scelta, se si vuole volare con il 737, dato che ben otto degli 11 collegamenti giornalieri tra Denver e Newark sono operati con quella macchina. Per la precisione, sette con il 737-800 e uno con il 737 MAX 9.

E siamo arrivati all’ultima tappa del (quasi) giro del mondo in 737: da Newark a Glasgow. Il collegamento stagionale tornerà operativo a partire dall’8 maggio con un MAX 8 (volo UA 230) che impiegherà 6 ore 55 minuti per raggiungere la Scozia.

L’itinerario di viaggio non sarebbe completo senza qualche dettaglio sui 737 impiegati da United tra Ulan Bator e Glasgow: la compagnia più grande al mondo per numero di aerei in flotta (1.059) ha configurato i suoi 737-800 e i MAX 8 con 16 posti in First/Business (2-2) e 150 in Economy (3-3), mentre il MAX 9 ha 20 posti in Business/First (2-2) e 159 in Economy (3-3).
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