Recensione CitizenM Roma: sembra un Moxy/Motto/ALoft (con zero umanità)
CitizenM è una insegna di hotel nata in Olanda, con 36 strutture sparse in giro per il mondo e questa […]

CitizenM è una insegna di hotel nata in Olanda, con 36 strutture sparse in giro per il mondo e questa di Roma è l’unica (al momento) in Italia.
In questo articolo:

Quando ad inizio anno Marriott ha annunciato di aver rilevato strutture, concept e brand, ho però pensato: “Cosa se ne fanno se hanno già Moxy e Aloft?”.
Il trend degli hotel essenziali, ma di design
Che sono un fan di Moxy credo sia palese, hanno più di 140 strutture per il mondo e io credo di averne già recensite quasi 20 e sono la mia insegna go-to nei miei viaggi.
CitizenM nasce con la medesima filosofia: ambiente giocoso, social zone dove si lavora, mangia, gioca, balla e camere essenziali (leggi: piccole). Considerato poi che Aloft by Sheraton è anche nel portfolio Marriott, l’acquisto secondo me è stato motivato dalla volontà di evitare che finisse alla concorrenza, piuttosto che da una reale necessità di coprire una nicchia differente.
Location

Ero convinto che sarei andato a dormire sull’Isola Tiberina ed invece sono finito vittima come a New York, quando prenoti l’hotel a Times Square e sei a 10 isolati dalla piazza delle luci. Qui si è sul Lungotevere, l’hotel si affaccia verso l’isola, non è dentro l’isola.
Check-in
Se il buongiorno si vede dal mattino, non è stato un buon giorno. Nei Moxy fai check-in al bancone del bar, negli Aloft in una reception tradizionale, qui è self check-in, ma fatto nel peggiore dei modi.
Il tavolino con i tablet, soluzione simile a quella dei Radisson Red, è l’unico modo per ottenere la chiave della stanza. Mi ha ricordato anche il sistema usato al Villa Fontaine Hotel ad Haneda in Giappone, ma il punto è che se fai una cosa del genere la tecnologia deve essere semplice e a prova di stupido.

I documenti oggi hanno tutti i dati biometrici e possono essere letti dalle macchine, invece qui devi fotografarli. I dati non li leggono dai documenti, ma devi digitarli. Metti il comune di nascita e ti dice la provincia, peccato che poi devi digitare anche la provincia. L’umanità è inesistente o quasi, l’integrazione con Bonvoy poco chiara. La scelta è tra 500 punti bonus o 10$ da usare in struttura, ma che non possono essere usati per scontare i 16,5€ del costo della colazione.

Alla fine però la mia chiave/etichetta per il bagaglio ha raggiunto la destinazione.

Inutile dire che al check-out tutto si ripete, salvo poi non vedere la fattura nel cassetto fiscale e dover contattare l’hotel per farla riemettere.
La camera

Direi che definirla piccola è riduttivo, credo di non aver mai soggiornato in una stanza così piccola in un hotel di catena.
Il letto/contenitore ingloba anche la televisione, anche perché altrimenti sarebbe difficile trovare un muro a cui appenderla.

La mia stanza era nel lato “sfigato”, quello cioè che non guarda il Tevere ma i palazzi sul lato opposto.

Non solo: è anche una delle poche del piano ad avere un inutile corridoio/armadio e la doppia finestra.

Una scrivania con una seggiola conclude la dotazione. Niente bottiglia d’acqua, niente letterina di benvenuto (certo nei Moxy accade raramente, ma a volte c’è).
Il bagno è spazioso, proporzionalmente è più della camera.
Da un ipad è possibile gestire tutta la domotica della stanza, ma per fortuna ci sono anche gli interruttori fisici in questo modo anche gli ospiti meno digital possono muoversi agevolmente, solo la TV si gestisce esclusivamente dal tablet.
Piccoli elementi di design “giocoso” mi ricordano anche qui il DNA Moxy.
La struttura
Al 5° piano c’è un rooftop con un bar automatizzato, peccato che se non bevi alcol non bevi nulla.
Certo, la terrazza è bella e abbastanza grande da ospitare un nutrito gruppetto di ospiti, il bar automatico ottima idea, ma sembra una bella idea sulla carta, molto meno dal vivo.
La moquette è davvero simpatica e ti ricorda immediatamente che sei a Roma, ma in giro ci sono tantissime idee che mi sembrano copiate da altri concept in giro per il mondo.
L’ambiente al piano terra è molto simile a un Moxy come concetto, ma più elegante. Ecco la differenza: un CitizenM è un gradino sopra a un Moxy. Uno è ricercato e shabby chic, l’altro industrial e minimal.
Il bar centrale, molto bello e d’effetto, la zona tutto intorno comoda per lavorare, per fare una chiacchierata con gli amici e fare festa. Io sono capitato proprio nel giorno di festa: aperitivo/ore piccole con DJ dalle 19:30 alle 23:30, con tanto di avviso in ascensore, ma devo dire che era un mezzo mortorio quando sono rientrato verso le 22. Certo io stavo al 5° e la musica si sentiva, non immagino quelli al primo.
La colazione
Come arci noto, nei Moxy non faccio mai colazione, perché sono quasi sempre una mezza delusione e non valgono il prezzo. Qui, essendo la mia prima volta, ho deciso di investire quasi 20$ ed anche qui ho avuto l’effetto déjà-vu: la medesima impostazione delle colazioni Moxy.
Prodotti all’apparenza ricercati, ad esempio nei formaggi, ma poi i sapori davvero piatti. A questo prezzo consiglio a tutti di uscire e fare colazione in un baretto.
In conclusione

Sembra un Moxy che però vuole fare il figo, ma non ci riesce, in ogni caso darò una seconda chance lontano dall’Italia e vedremo se il giudizio sarà confermato oppure no. Diciamo che se la camera costa circa 100€ è una buona scelta, se sale allora ha senso guardarsi altrove (come per il Moxy).

Pro
- Location
Contro
- Nessun contatto umano non essenziale
- Prezzo
Marriott

































































