Pessima avventura. Frenchbee mi ha cancellato il volo, abbandonato in Polinesia e adesso (sembra) non voglia rimborsarmi
Siamo tornati in Italia: è stata una vacanza davvero pazzesca e non vedo l’ora di pubblicare le recensioni degli hotel […]

Siamo tornati in Italia: è stata una vacanza davvero pazzesca e non vedo l’ora di pubblicare le recensioni degli hotel che abbiamo visitato, dei voli che abbiamo fatto e, a grande richiesta, il confronto tra spesa reale e spesa ipotetica del nostro viaggio.
In questo articolo:
Ho già iniziato a pubblicare qualcosa, ma ovviamente il grosso arriverà nelle prossime settimane.

Oggi però voglio concentrarmi sullo spiacevole servizio offerto da Frenchbee, la compagnia low-cost francese che, nottetempo, ci ha cancellato il volo di ritorno da Tahiti a San Francisco. Dico “nottetempo” perché la cancellazione è avvenuta mentre in Polinesia era notte fonda, circa 20 ore prima dell’orario previsto per l’imbarco.
Quando però era evidente da ore che l’aereo diretto a Papeete, via San Francisco, non era partito.
I fatti
Intorno alle 2 di notte di lunedì 8 dicembre suona la mia sveglia. Come noto, quando sono in viaggio cerco sempre di mantenermi sul fuso orario italiano; quando però sono in vacanza allento la routine, soprattutto dopo 10 giorni trascorsi in un fuso orario con 11 ore di differenza rispetto all’Italia.

Accendo il PC e mi metto a lavorare quando, bling, arriva una mail da Frenchbee. Il primo pensiero è stato: “Speriamo mi abbiano accettato l’offerta per l’upgrade”. Mi rendo subito conto dal tono negativo della mail che non era così e penso: vabbè, non ho vinto l’asta.
Continuo a leggere e scopro la brutta sorpresa: volo cancellato e riprogrammato per il giorno successivo, venerdì 9 dicembre alle 23:00 ora locale. Una situazione che ci avrebbe fatto perdere il volo successivo da SFO a MXP via Parigi.
Nella mail nessun contatto da chiamare, nessuna indicazione su come la compagnia intendesse fornirci assistenza. ZERO.

PS: la notifica della mancata aggiudicazione dell’asta, quella sì, è arrivata regolarmente.
La mia reazione

Se fossimo stati in qualunque altro punto del mondo non sarebbe stato un problema, ma da Tahiti partono pochissimi voli verso la “terra ferma”, e non tutti i giorni.
Per capirci: il 9 dicembre l’unico volo disponibile (oltre a quello di Frenchbee) era il serale per Los Angeles di Air Tahiti Nui.
Grandissima botta di FONDOSCHIENA: trovo tre posti disponibili a bordo del volo AF29 verso Los Angeles. Sveglio Marika, le spiego cosa sta succedendo e prenoto immediatamente con le miglia Flying Blue tre posti in economy verso LA.

Avrei anche potuto spendere poco meno di 1.600€ per acquistare gli stessi biglietti cash, ma i punti servono esattamente a questo: a essere usati. In certe situazioni non pensi minimamente al tasso di conversione, ma solo al risultato finale. Inoltre, il rischio che altri passeggeri nella mia stessa situazione si muovessero allo stesso modo mi ha spinto a chiudere tutto il prima possibile.
Subito dopo ho cercato un volo per arrivare a San Francisco e, infine, un hotel per passare la notte prima dell’imbarco verso casa.
Frenchbee completamente assente
Avevo deciso di provare questa compagnia perché offre la possibilità di volare da Parigi verso la Polinesia (e non solo), spesso a tariffe molto interessanti e soprattutto perché è l’unico vettore al mondo con una flotta di A350 configurata esclusivamente con economy e premium economy.
Dal punto di vista pratico, però, devo dire che al momento sono molto, MOLTO deluso.

Nessuna trasparenza. Nella mail che comunicava il cambio di orario del volo — un ritardo di 23 ore e 30 minuti — non c’era alcun canale di contatto, se non il link alla gestione della prenotazione per accettare o modificare la variazione. Nessun riferimento alla normativa che tutela i passeggeri.
Inutile dire che all’aeroporto di Tahiti non esiste alcun ticket office della compagnia e che sul sito si viene spinti a contattare l’assistenza solo tramite i social.
Come un idiota ho anche chattato con il bot su WhatsApp, nella speranza che prima o poi comparisse un essere umano dotato di intelletto. Ovviamente, speranza vana.

Il problema principale era che non riuscivo nemmeno ad accedere alla mia prenotazione: visualizzavo solo una schermata con la scritta “volo cancellato”, senza possibilità di modificare, cancellare o accedere all’area riservata per ottenere informazioni su eventuali riprotezioni o assistenza.
E questo nonostante Frenchbee sia una compagnia europea e Tahiti, così come tutta la Polinesia, sia a tutti gli effetti territorio francese.
In ogni caso, in situazioni come queste i vettori sono tenuti a fornire assistenza ai passeggeri, incluso l’alloggio e il rimborso delle spese sostenute.

Solo ieri mattina, ora locale di San Francisco, sono finalmente riuscito a cancellare la prenotazione, ma è qui che mi sono accorto di un “piccolo” problema.
Il rimborso farlocco di Frenchbee

Tre biglietti one-way da PPT a SFO ci erano costati 303,63€ ciascuno, a cui avevo anche aggiunto un bagaglio in stiva.

La prima cosa strana che ho notato, una volta riuscito finalmente a visualizzare la prenotazione, è stato il costo totale indicato: 1.545,15€, una cifra ben diversa dai poco meno di 1.000€ realmente spesi.

Il colpo di scena arriva dopo aver cliccato su “cancella”: nel riepilogo finale il rimborso diventa magicamente di 156,30€, ovvero poco più di 52,10€ a passeggero.

Ovviamente, preoccupato dalle conseguenze di un eventuale no-show, ho deciso di procedere comunque con l’annullamento e ho ricevuto conferma dell’avvio della pratica di rimborso di 156€.
In conclusione
Io sono un viaggiatore “esperto”, non mi faccio prendere dal panico e so come muovermi in situazioni complesse. Ma non tutti hanno questa tranquillità e non tutti sono in grado di districarsi in autonomia.
Le compagnie, soprattutto in contesti così critici — la Polinesia è letteralmente uno dei luoghi più isolati al mondo — devono essere in grado di assistere i passeggeri, non di lasciarli alla deriva.
Si conclude qui la prima parte della mia disavventura con Frenchbee, una compagnia che non ha alcun GSA in Italia, nessun numero di telefono accessibile dall’Italia e che, al momento, sembrerebbe essere una delle peggiori compagnie europee. Ovviamente seguirà una seconda parte, qualora ci siano sviluppi o un’evoluzione della vicenda.





