Il Rinascimento dell’A380: quattro riportati in servizio quest’anno. La guida definitiva al Superjumbo (2025 edition)
Dal 1 gennaio 2026 il decimo Airbus A380 dell’australiana Qantas (ultimo tra quelli in flotta che era ancora parcheggiato dai […]

Dal 1 gennaio 2026 il decimo Airbus A380 dell’australiana Qantas (ultimo tra quelli in flotta che era ancora parcheggiato dai tempi del Covid) tornerà in servizio e consentirà al vettore di operare giornalmente tra Sydney e Dallas con il superjumbo.
In questo articolo:

L’aereo era stato tolto dal servizio quasi sei anni fa, il 22 marzo 2020, all’esplodere della pandemia di Covid a livello globale, e negli anni è stato parcheggiato a Melbourne, Sydney, Victorville, Los Angeles (LAX) e, dal 21 giugno 2021 ad Abu Dhabi.
Lì, nelle scorse settimane, è stato retrofittato in una configurazione identica agli altri nove A380 a disposizione di Qantas, con 14 posti in First Class, 70 posti in Business Class, 60 posti in Premium Economy e 341 posti in Economy.
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Una storia a lieto fine per l’aereo forse più amato tra gli appassionati e i passeggeri di tutto il mondo, che non è nemmeno l’unica di questo 2025, visto che in precedenza l’emiratina Etihad aveva riportato in servizio nell’anno in corso ben tre A380, uno nel mese di gennaio e due nel mese di maggio.

L’aereo più grande del mondo, che in molti durante e subito dopo la pandemia di Covid avevano dato per morto e sepolto, sta dunque conoscendo una nuova età dell’oro, per lo meno in casa di quei vettori, come Air France, Thai Airways, malaysia Airlines e China Southern, che non se ne erano liberati giudicandolo troppo grande e troppo costoso proprio in coincidenza del crollo del traffico aereo conseguente alla pandemia.

Sei dei dieci esemplari che erano in forza ad Air France sono stati demoliti e quattro si trovano ancora parcheggiati presso l’aeroporto di Tarbes/Lourdes, nel sud-ovest della Francia, ma non torneranno mai più a volare.
Thai Airways ha invece demolito uno dei suoi sei A380, mentre gli altri cinque fanno brutta mostra di sè su uno dei piazzali decentrati dell’aeroporto di Bangkok.

I sei di Malaysia Airlines sono stati tutti tolti dal servizio attivo con l’erompere del Covid, nel 2022 sono stati ceduti ad Airbus Financial Services e oggi si trovano parcheggiati a tempo indeterminato a Tarbes/Lourdes.

China Southern Airlines ha ceduto i cinque esemplari che aveva in flotta a Jet Midwest tra 2021 e 2022. Quattro di questi sono parcheggiati a Mojave in California, mentre uno è quello acquistato da Global Airlines e che Hi Fly ha fatto volare una mezza dozzina di volte tra Regno Unito e New York prima di essere parcheggiato a Tarbes/Lourdes dove si trova dal luglio scorso senza che la compagnia abbia fornito qualche indicazione certa circa il suo futuro.

Delle quattordici compagnie aeree che avevano acquistato il superjumbo, dieci hanno ripreso a farlo volare in seguito all’esplosione della domanda successiva alla pandemia, anche se quasi tutte si sono perse qualche A380 per strada.
Emirates continua ad essere di gran lunga (molto di gran lunga) il principale utilizzatore del quadrigetto a due piani: dei 116 che sono indicati in flotta dal sito specializzato planespotters.net, 98 sono in servizio attivo e 18 sono invece indicati come ‘parked’, di cui cinque al Dubai World Central e uno al Dubai International Airport, mentre altri dodici sono in manutenzione. Altri due risultano ‘stored’ a tempo indeterminato a DWC, mentre cinque sono stati demoliti.
Con i tre velivoli ‘riattivati’ nel corso del 2025, Etihad ha oggi in servizio attivo otto A380, mentre uno risulta parcheggiato a tempo indeterminato a Tarbes/Lourdes. Un esemplare era stato demolito a inizio Covid.
Come detto, Qantas ha riportato da poche ore a Sydney anche l’ultimo A380 che aveva tolto dal servizio in coincidenza dell’inizio della pandemia, che tuttavia ha mietuto due vittime nel marzo 2020 quando due dei dodici superjumbo che operavano per il vettore del canguro sono stati demoliti.
La flotta di A380 che ha subito più perdite per effetto del virus è quella di Singapore Airlines, che tra prima e dopo la pandemia ha visto il numero di A380 dimezzato, da 24 a 12.

Otto sono stati demoliti, tre sono parcheggiati a tempo indeterminato (due ad Alice Springs in Australia e uno a Changi), mentre uno è in forze ad Hi Fly Malta (ma è parcheggiato pure quello). Dei 12 esemplari che ancora risultano nella flotta del vettore, undici sono attivi, mentre uno risulta parcheggiato a Singapore.

Qatar Airways ha otto dei dieci esemplari che aveva acquistato da Airbus in servizio, mentre due sono parcheggiati a tempo indeterminato presso il vecchio scalo di Doha, che sorge accanto all’Hamad International.

Lufthansa, che aveva già (quasi) detto addio al ‘double decker’, si è affrettata a rimetterlo in linea quando ha visto schizzare la domanda a cavallo tra 2022 e 2023 e oggi ha otto dei 14 aerei in servizio, mentre sei risultano in carico a Airbus Financial Services e sono parcheggiati a tempo indeterminato a Tarbes/Lourdes.
British Airways, che nel panico da Covid aveva mandato in pensione tutti i suoi Boeing 747-400 spezzando milioni di cuori di appassionati tifosi della ‘regina dei cieli’, ha invece negli anni riportato in servizio tutti i suoi A380.

Lo stesso ha fatto la coreana Asiana, mentre la ‘sorella’ (nonchè proprietaria di Asiana) Korean Air, che di superjumbo ne aveva dieci negli anni pre-pandemia, oggi si ritrova con la metà dei velivoli in servizio attivo. Uno risulta parcheggiato a tempo indeterminato a Seul e quattro sono invece finiti al demolitore.

Volano, tutti tra Tokyo e le Hawaii, le tre ‘tartarughe volanti’ di All Nippon Airways (ANA), tra gli ultimi esemplari usciti dalla linea di assemblaggio di Tolosa e quelli con la livrea più bella (ma anche alcune special liveries di Emirates non sono malaccio).










