La “super” first class di Lufthansa: ecco la recensione di un nostro lettore
Lufthansa First Class Allegris: il mio upgrade inaspettato e la recensione della cabina più iconica della nuova flotta

Mancano ancora sei ore e diciannove minuti all’arrivo a Chicago. Lo vedo indicato sulla mappa del mondo che occupa l’intero schermo della mia suite di First Class, e faccio fatica a convincermi che tutto questo sia reale.
Dopo essere stato tra i primi passeggeri a provare la nuova Business Suite Allegris su un volo per Toronto lo scorso anno, oggi mi ritrovo nella cabina che rappresenta il fiore all’occhiello del restyling Lufthansa.
Ma per capire come ci sono arrivato, occorre fare un passo indietro.
Comincia così il racconto di Stan, nostro lettore/amico della prima ora che ha già condiviso con noi diversi suoi viaggi. Alcuni belli altri decisamente più movimentati. E ovviamente il suo racconto entra immediatamente nell’albo delle recensioni dei nostri lettori. Ecco il racconto completo.
In questo articolo:
Qualche settimana fa decido di farmi un regalo di Natale anticipato. Trovo un biglietto di Business Class da Monaco a Chicago a un prezzo semplicemente imbattibile, milleduecento euro, per volare sull’A350 con la nuova configurazione Allegris, questa configurazione ha prezzi assurdi da quando è entrata in servizio, rendendola una scelta improponibile per viaggi business e persone comuni.
Dopo la prenotazione, nei giorni seguenti l’app Lufthansa ha iniziato a propormi un upgrade in First Class a quasi cinquemila euro.
Tentazione respinta, ovviamente, anche se questo mi confermava una cosa fondamentale. A bordo c’era ancora disponibilità.
Al mio arrivo a Monaco ho provato a effettuare un upgrade utilizzando gli eVoucher. Nulla da fare. Ogni operatore trovava lo stesso errore. Sembra che la mia tariffa particolarmente scontata blocchi qualunque salto di cabina. A quel punto mi rassegno.

Ma quando arrivo al gate, ormai con l’imbarco quasi completato, ritento la fortuna chiedendo nuovamente all’addetta. Una veloce telefonata, qualche minuto di attesa per verificare il mio status e la risposta che mai mi sarei aspettato. Sì, possiamo farlo. Due voucher e si realizza il sogno proibito di ogni frequent flyer, volare in First Class.
Mi viene offerta non una cabina normale, ma la Suite per due persone.

L’impatto con la suite è semplicemente impressionante. È una vera cabina nella cabina, uno spazio chiuso di circa due metri e mezzo per due, ricavato all’interno della fusoliera.
L’idea è quella di un piccolo salotto privato, come avere quattro sedili di un vagone ferroviario disposti fronte e retro, completamente separati dal resto dell’aereo.

Al centro domina un televisore da quarantatré pollici, affiancato da due tablet che gestiscono praticamente ogni funzione possibile, dalle luci alla temperatura, dall’intrattenimento alla posizione dei divanetti (scordatevi i classici sedili utilizzati da tutti gli altri passeggeri)
Nei primi minuti dopo l’imbarco si sussegue una vera processione di hostess e steward.

Arrivano le cuffie Bluetooth Sennheiser Momentum 4, il kit First Class.

Il pigiama, le ciabatte, il cocktail di benvenuto e le salviette rinfrescanti.
Il primo impatto è di puro stupore, si inizia a provare tutto. Poi, inevitabilmente, emergono anche i primi difetti di gioventù di questa cabina futuristica.
Il primo riguarda la posizione:

La suite è priva di finestrini. Nessun riferimento visivo verso l’esterno. Questo fa sì che le cabrate e le discese dell’aereo siano percepite in modo molto più marcato, soprattutto nei primi minuti dopo il decollo.

Chi soffre di nausea o mal d’auto dovrebbe tenerne conto, perché la sensazione può essere amplificata rispetto a un posto tradizionale.
È una cabina spettacolare, ma non è una cabina pensata per “boomer” anche se dubito che tanti giovani avranno le disponibilità economiche per volarci.
Quasi tutto si controlla solo per mezzo di tablet rendono poco intuitiva l’esperienza, anche azioni banali come allacciare la cintura, aprire il tavolo o accendere il televisore richiedono di sapere dove mettere le mani, letteralmente.
Non mi vergogno a dire che ho guardato il video di training della durata di cinque minuti, io che non ho mai letto un manuale di istruzioni in vita mia e credo di essere un early adopter di qualsiasi gadget elettronico.

Fortunatamente l’equipaggio è sempre presente e disponibile, anche se sul mio volo persino un’hostess ha dovuto sedersi accanto a me per capire alcune impostazioni.
Banalmente volevo semplicemente visualizzare sullo schermo grande le immagini delle telecamere esterne dell’aereo, che sul nuovo A350 sono ben cinque ed includono le viste laterali, ma, a quanto pare, nella suite doppia questa funzione non è disponibile. (incredibilmente è la stessa cosa che è accaduta al barbone quando ha volato Allegris)
La suite, come mi conferma il responsabile di cabina, è pensata per passeggeri singoli oppure per coppie molto affiatate. Questo perché il controllo dei sistemi è condiviso e solo una persona alla volta può gestire le impostazioni.

Il letto diventa matrimoniale a tutti gli effetti, ma con una precisazione importante. I materassi sono due e restano separati, in modo da permettere a entrambi di allacciare la cintura anche da sdraiati in caso di turbolenze. Non esiste però la possibilità di configurare un solo letto singolo.

La coppia deve fare tutto insieme. Si dorme in due oppure si resta svegli in due.

Sono riuscito a lavorare per circa tre ore al computer su un tavolo grande come una scrivania, molto stabile. Viene incluso un voucher per avere internet per tutto il volo, ma le prestazioni sono molto lontane dai livelli Starlink. 1mb di download ed upload, mi hanno permesso comunque di partecipare ad una lunga riunione su Team. Ovviamente avevo attivato solo il video.

Dormire in questa suite è un’esperienza quasi cinematografica. Mi sono sentito come un astronauta in un film di fantascienza. Nel cuore della notte basta sfiorare uno dei display e la cabina si accende mostrando comandi, luci, telecamere, posizione e durata residua del volo. È una sensazione straniante, lontanissima dal concetto tradizionale di viaggio aereo.

Un plauso va alla gestione della temperatura del sedile. Da seduti sembra un dettaglio marginale, ma quando si dorme fa la differenza. Spesso in aereo si ha troppo caldo. Qui, con un semplice tocco sul display, si attiva la funzione di raffreddamento. Dopo pochi secondi e qualche ronzio di troppo, si inizia a sentire il fresco provenire direttamente dal materassino. Il letto è completato da un piumone di ottima qualità e, per i più freddolosi, è disponibile anche una coperta pelosa aggiuntiva.

Non mancano però i difetti. Dormendo ho notato una fessura laterale per il passaggio dell’aria, con doghe inclinate, che lascia filtrare la luce proveniente dalla suite opposta, dall’altra parte del corridoio.

In alcune condizioni si riesce persino a sbirciare e l’eventuale luce accesa dà fastidio perché finisce direttamente in faccia. Non è il massimo della privacy per una First Class che fa della separazione totale uno dei suoi punti di forza.

Capitolo bagno. Il WC soffre del solito problema che noto su quasi tutti gli aerei, siano essi Boeing o Airbus. L’asse del water non resta in posizione alta e tende a ricadere. Mi domando sinceramente cosa ci sia di così complicato nel progettare un asse che si blocchi correttamente in posizione. Un dettaglio banale, ma che stona in un contesto di altissimo livello.

Purtroppo mancano dei profumi come avviene sui voli Air France, ma per il resto c’è tutto il necessario per la cura e la bellezza.
Il catering è stato all’altezza. Ho scelto prosciutto pata negra come antipasto, un filetto con patate gratinate come piatto principale e, per chiudere, un gelato Magnum “preso in prestito” dalla Business Class. Servizio impeccabile.
Chiudo ringraziando la compagnia. Quest’anno Lufthansa mi ha accompagnato in giro per il mondo con circa un centinaio di voli. A volte viaggiare diventa un incubo, altre volte riesce ancora a sorprenderti. Questo, senza alcun dubbio, è stato il miglior regalo di Natale che potessi ricevere.

Vale 8.000 euro ? Secondo me no, ma chi sceglie questa cabina lo fa per avere la privacy di non dover incontrare altri viaggiatori.















