Plaza Premium First Roma Fiumicino: too good to be … in Italy
Ieri, a distanza di 24 ore dall’aperutra delle porte, sono riuscito a visitare la nuova lounge Plaza Premium di Fiumicino. […]

Ieri, a distanza di 24 ore dall’aperutra delle porte, sono riuscito a visitare la nuova lounge Plaza Premium di Fiumicino. Non stiamo parlando di una sala come le altre, ma della prima First Class lounge italiana.
Proprio per questo, ieri ho preso (a mie spese) un volo A/R Milano–Roma, ho dormito all’Hilton Garden Inn Fiumicino e ho accettato un invito a pranzo da parte del management della lounge.
In questo articolo:
#spoileralert: Questa non è una recensione. Oggi ero una sorta di VIP: ospitato, accompagnato, sfamato, dissetato e coccolato e infine scortato fino al gate.
Location

Ci troviamo alla radice del molo B, quello che ospita la nuova Prima Vista. Da qualche giorno AdR ha aperto un collegamento diretto dalla zona della food court: un lungo corridoio luminoso che sbuca in una sorta di “ponte panoramico”.
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Un’enorme finestra perfetta per gli umarell appassionati di cantieri, che possono ammirare i lavori di ristrutturazione del vecchio molo dei voli nazionali.
Quasi per la legge del contrappasso, questa corridoio si affaccia sul “pezzo” di terminal che un tempo ospitava le storiche lounge di FCO – la Star Alliance, la Prima Vista e la vecchia Casa Alitalia – ed oggi è in pieno rinnovamento e quelle sale sono ormai solo uno sbiadito ricordo.

Ovviamente è anche posibile accedere dalla zona dei gate A32/52.
Regole di accesso

Negli ultimi quattro giorni, da quando ho raccontato l’apertura di questa lounge, sono stato letteralmente sommerso di domande sulle regole di accesso. Togliamoci subito il dente. La lounge apre alle 4:30 e chiude alle 21:30, di fatto coprendo quasi l’intera giornata operativa.
Al momento l’accordo è solo con due compagnie aerea, la prima è Air France KLM e possono accedere:

- i passeggeri Air France con un biglietto in La Première
- i titolari dello status Hyppocampe (la tessera concessa esclusivamente dal CEO)
- gli Ultimate
Niente da fare per gli “umili” Club 2000 (come me) o per i Platinum o per chi vola in business class: tutti questi passeggeri devono accontentarsi della “vecchia” Plaza Premium poco distante.

La sorpresa? Entrano anche i passeggeri premium di Sky Express, la low-cost ellenica che collega FCO con Atene, probabilmente il biglietto costa meno dell’ingresso in lounge!!!.

Porte aperte anche ai titolari di Priority Pass, DragonPass, LoungeKey e simili, con un contributo unificato di 33€ a persona. Infine, se non si rientra in nessuna di queste categorie, è comunque possibile accedere pagando 70€.
La lounge
È qualcosa di completamente diverso. Non c’è nulla di simile in Italia e, probabilmente, nemmeno in Europa. La Centurion Lounge di LHR è forse “paragonabile”, ma lì parliamo di una lounge di proprietà di un gestore di carte di credito; qui invece siamo davanti a una società di Hong Kong specializzata in lounge aperte (quasi) a tutti.

La differenza si percepisce subito dalla reception in marmo, che ricorda quella di un hotel di alto livello.
Sulla sinistra, con una vista spettacolare su terminal, torre di controllo e rampa, c’è una saletta relax: silenziosa, luminosa, completamente isolata. Qui è vietato mangiare ed è fortemente sconsigliato l’uso del cellulare.

Segue una prima detox station, con drink e snack salutari.
Si arriva poi nella sala principale, dove l’occhio viene immediatamente catturato dall’Aerobar: un bancone semicircolare, una sorta di satellite al centro della lounge. Il bancone è elegante: puoi sederti, chiacchierare con il barista oppure farti servire comodamente al posto.

Colori, arredi e finiture sono rilassanti, e la luce naturale che entra dalle grandi vetrate – anche in una giornata uggiosa – rende l’ambiente accogliente e distensivo.

C’è poi il ristorante à la carte, a pagamento.

Qui non sembra di essere in una lounge: siamo ai livelli di Cathay Pacific a Londra o Qatar a Singapore.
Non siamo abituati, in aeroporto, a posate dorate, piatti curati nei minimi dettagli e a una proposta di questo livello.
Parliamo di una ristorazione completamente realizzata nelle cucine a vista della lounge, con uno chef proveniente da uno stellato e due sous chef con esperienze simili.

Il personale include sommelier e professionisti con trascorsi in hotel cinque stelle e catene di lusso, tutti specializzati nell’accoglienza di alto livello.
C’è anche una zona buffet: poche proposte, ma di qualità e ben presentate. E un menù da cui ordinare piatti senza sovrapprezzo.

Peccato per la pioggia: non ho potuto provare la terrazza, dove sono previsti party e DJ set sotto le stelle delle serate romane.

Dall’ingresso si accede anche alla zona business (ancora in fase di completamento) e all’area family.

Hanno pensato davvero a tutto: una nursery perfetta per cambiare il bambino e allattare, dotata di ogni comfort, pannolini compresi.

E, last but not least, tra meno di un mese aprirà anche una kids room completamente attrezzata.
I dettagli fa(ra)nno la differenza
La grande sfida è che dovranno mantenere questo standard, se così sarà una tappa fissa, anche se sarà necessario contribuire economicamente all’ingresso.
Nelle lounge ITA Airways, chi fa la doccia riceve asciugamani di carta. Qui, invece, tutti i passeggeri, gratuitamente, hanno accappatoio e asciugamani in cotone, oltre a prodotti Bulgari e Kiehl’s per la cura del corpo.
Nei bagni, in collaborazione con Aelia, sono presenti alcuni dei profumi più pregiati acquistabili in aeroporto.

In lounge sarà disponibile anche il servizio di personal shopper: una volta a regime, si potrà ordinare da tablet e ricevere i prodotti direttamente in sala.
Infine, sarà attivo anche un servizio VIP (a pagamento), con accoglienza dedicata e accompagnamento in lounge e fino al gate.

Secondo i responsabili, la stima è di circa 50 ospiti al giorno, ai quali si aggiungeranno gli ingressi a pagamento. Per confronto, la Plaza Premium del T3 accoglie mediamente circa 2.000 passeggeri al giorno.
Un’esperienza culinaria
Come anticipato, sono stato invitato a pranzo e… WOW. Questo è il posto perfetto per un pranzo di lavoro. Perché uscire dall’aeroporto? Basta avere una carta d’imbarco e, con meno di 40€, scegliere da un menu in continuo cambiamento.

Dal tartufo (che non ho assaggiato) alla pasta fatta in casa, fino ai dolci preparati dal pasticcere della lounge. Grande attenzione ai prodotti del territorio e alle eccellenze italiane, curate nei minimi dettagli, come la miscela Lavazza 1895, selezionata esclusivamente per i ristoranti top.
Le mie considerazioni
Le aspettative erano altissime, e il rischio di rimanerne deluso lo era altrettanto.
A voler essere pignoli mancano soltanto due cose: una SPA come c’è nelle lounge di Air France a Parigi e un paio di “cabine” telefoniche, un ambiente dove chiudersi per un meet, una call o lavorare isolati
Per tutto il resto: APPLAUSI. Ad AdR, per aver creduto nel progetto. A Plaza Premium, per il coraggio di portare in Italia un prodotto che non esisteva: semplicemente superiore a tutte le lounge italiane meglio di quelle di Emirates o ITA, e con pochissimi eguali nel vecchio continente.
La vera sfida sarà mantenere questo livello nel tempo, ma con 50 addetti dedicati e un rapporto di circa 1:2 rispetto agli ospiti giornalieri, non credo sarà difficile.
Ora non vedo l’ora di tornarci da passeggero pagante, per capire se, spenti i riflettori, sarà ancora troppo bella per essere vera.
FCO











































