Quando il presepe incontra il viaggio (e lo fa nel modo giusto)
Per Natale easyJet ha deciso di entrare – letteralmente – nella tradizione partenopea con “O’ Viaggiatore”, una statuina realizzata insieme […]

Per Natale easyJet ha deciso di entrare – letteralmente – nella tradizione partenopea con “O’ Viaggiatore”, una statuina realizzata insieme al maestro presepaio Marco Ferrigno, uno dei nomi più noti e rispettati dell’arte presepiale napoletana.
In questo articolo:

San Gregorio Armeno non è solo una strada: è un simbolo. È quel luogo dove sacro e profano convivono da sempre, dove accanto alla Natività trovi il personaggio dell’anno, il politico, il calciatore, l’icona pop. Inserire qui un viaggiatore moderno non è una forzatura di marketing, ma quasi un atto dovuto.
E “O’ Viaggiatore” funziona proprio per questo: non è una trovata buttata lì, ma un personaggio che racconta la voglia di partire, scoprire, connettere luoghi e persone. Esattamente quello che – nel bene e nel male – l’aereo ha reso possibile negli ultimi decenni.
Napoli, più di qualsiasi altra città, è il posto giusto

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C’è anche un altro motivo per cui questa iniziativa mi piace “un casino”: Napoli è una città che viaggia da sempre.
Crocevia di culture, porto naturale del Mediterraneo, punto di partenza (e di ritorno) per milioni di persone. Portare qui un simbolo legato al viaggio non è casuale, è coerente.

Per tutto il weekend la bottega Giuseppe e Marco Ferrigno si è vestita di arancione easyJet, trasformandosi in uno spazio dove la tradizione incontra il mondo contemporaneo. Non solo esposizione, ma anche coinvolgimento diretto: chi passa può partecipare ad attività dedicate e tentare di portarsi a casa una delle statuine di “O’ Viaggiatore”.
Una delle poche attivazioni natalizie che non stona
Ammettiamolo: sotto Natale si vedono spesso iniziative “a tema” che sembrano appiccicate con lo scotch. Qui no. Qui c’è rispetto per il luogo, per gli artigiani, per la tradizione, ma anche la capacità di raccontare un brand senza urlarlo. EasyJet è presente, si vede, ma non schiaccia tutto il resto.

Peccato solo per un dettaglio: non passerò da Napoli in questi giorni. Perché – e lo dico senza ironia – se avessi avuto uno scalo a NAP in programma, un salto a San Gregorio Armeno per comprare “O’ Viaggiatore” lo avrei fatto davvero. Anche se il presepe non è mai stato una mia cosa.
E forse è proprio questo il miglior complimento che si possa fare a un’idea del genere.
NAP




