Aggiornamento in corso: ecco come si vola (in business class) sull’A350 di ITA Airways a fine 2025
A chi non mi conosce potrebbe sembrare strano che io non abbia messo piede su un aereo a fusoliera larga […]

A chi non mi conosce potrebbe sembrare strano che io non abbia messo piede su un aereo a fusoliera larga di ITA Airways per oltre un anno, anzi potremmo dire quasi due. L’ultimo mio viaggio sull’A330/900 risale ad inizio 2024, quando avevamo fatto la “comparata” assieme ai miei colleghi.
In questo articolo:
E se penso che a bordo dell’ammiraglia A350 non metto piede da quando, nel lontano 2022, ero volato a Tokyo sul volo inaugurale di ITA, è praticamente una vita fa. Diciamo che nel mezzo ci sono stati tre AD differenti in ITA Airways, altrettanti presidenti e diversi capi dell’ufficio stampa.
Come racconto spesso, i miei biglietti si compongono in maniera differente da quelli delle persone normali e il motivo è semplice: io trovo un biglietto e poi intorno ci costruisco tutto il resto.
Ad esempio questo itinerario si è sviluppato così:
- ad inizio 2025 ho prenotato due biglietti per volare in prima classe a bordo delle Suite sull’A380 di Singapore Airlines.
- A settembre ho prenotato due biglietti, solo andata, per Bangkok con ITA perché in questo modo avrei potuto vedere come era cambiato il servizio a bordo dell’A330, ma soprattutto fatto i punti necessari a rinnovare lo status Premium (salvo poi diventare inutile)
- Infine, pochi giorni prima di partire, ho prenotato due biglietti con Scoot per volare da BKK a SIN.
Tre esperienze che faccio per piacere personale (è il mio compleanno), ma che ovviamente trasformo anche in racconti video e in parole sul sito e sul canale. Potremmo definirlo smart working o bleisure.
Prenotazione
Quando ho optato per ITA lo ho fatto perché, oltre alla necessità di recensire, avevo anche il bisogno di punti Volare qualificanti per rinnovare il livello Premium. Peccato che poi, dieci giorni prima di partire, Miles&More abbia rinnovato d’ufficio, fino al 2027, la tessera Senator ottenuta proprio grazie al primo SM di questa primavera.
Con il senno di poi avrei potuto quindi usare punti con altri vettori, ma in questo caso restava comunque l’esigenza di mostrare il prodotto ITA alla vigilia del passaggio nella famiglia Lufthansa. E così, complice il biglietto di sola andata, questo viaggio mi è costato tanto, se paragonato al fatto che con la giusta promo si può volare a 1.400€ a/r con ITA a Bangkok.

Non avendo necessità di accumulare su Volare, abbiamo entrambi messo le nostre tessere Miles&More ed accumulato Points, QPoints e HON Circle Points oltre ovviamente alle miglia Miles&More.
In aeroporto
Siamo partiti da Linate perché a Linate torneremo, in questo modo ho potuto visitare la Runway Lounge al Forlanini, poi entrare per la prima volta nella nuova Prima Vista a FCO e infine andare a vedere come proseguono i lavori nella Hangar Lounge.
Poi abbiamo attraversato un aeroporto imballato di passeggeri: davvero ottobre è il nuovo luglio per molti (italiani compresi). Passati i controlli, ci siamo diretti nella cara vecchia Casa Alitalia. Qui, dopo due fette di pizza appena sfornata e quattro chiacchiere con il personale, ci siamo diretti all’imbarco.
A bordo
Aeroporto imballato e aereo a tappo, con tutti i jump seat assegnati, manco fosse altissima stagione. Certo Bangkok è una destinazione top, ma è vero anche che ITA sta soffrendo moltissimo la concorrenza di Thai da Milano, ma anche di tutte le altre compagnie che gravitano sugli scali italiani e che con una sosta ti portano nello stesso tempo nel Regno di Thailandia.
La configurazione di questi A330 la conosco bene: ho avuto il privilegio di essere invitato al volo di consegna della prima macchina entrata in flotta e da allora non è cambiata, è solo più vissuta (e meno chiara).
Io e Marika eravamo nella fila esterna, uno dietro l’altro. Non ho optato per le due poltrone centrali per il semplice fatto che sono davvero poco “honeymoon”: la struttura centrale è davvero alta e ingombrante, allora tanto vale viaggiare vista finestrino.

Ovviamente tutti i passeggeri hanno accesso diretto al corridoio e l’assenza della cappelliera centrale rende l’ambiente davvero confortevole. Il resto della macchina è configurato con quattro file di premium economy 2-4-2 e poi tutta l’economy, con le prime file comfort, ovvero con qualche cm di spazio in più per le gambe.
La poltrona

Il posizionamento a scacchiera permette alle file dispari di essere più vicine al finestrino e di conseguenza più lontane dal corridoio.

Viceversa le poltrone pari hanno la struttura che le divide dal finestrino e sono più esposte al corridoio. A differenza degli A350, presi a km zero, queste macchine sono state configurate da zero dal team di ITA. Degli interni chiari abbiamo già scritto fiumi di parole e ITA sta correndo ai ripari.
La scelta di ITA di non installare le porte, come hanno fatto altri vettori su macchine simili, e la scelta di non mettere alcun tipo di storage chiuso sono i due difetti di questa business class. Anche se ho scoperto che i passeggeri delle file pari hanno a disposizione un piccolo cavedio dove imboscare gli effetti personali, cosa non presente nelle poltrone dispari.
Mi piace molto la configurazione del sedile, il posizionamento dei pulsanti e delle prese è perfetto. Non devi impazzire per trovarli, non clicchi niente per sbaglio ed è tutto a portata di mano, cosa non scontata anche in compagnie più blasonate. La luce d’ambiente, le finiture: è tutto piacevole alla vista e al tatto.
Il grande difetto di questa Vantage XL è che non è molto larga e il bracciolo fisso rende davvero sacrificato lo spazio per chi è diversamente magro come me quando ci si posiziona in modalità letto.
Lo stesso vale per il tunnel dove si devono infilare le gambe: non è il Monte Bianco, è più simile al Tunnel del Tenda.

La privacy, come detto, non è da top di gamma. Certo le file sono sfalsate, ma si è aperti sul corridoio. La spalla della struttura poteva essere più profonda, ma il peso extra non avrebbe cambiato di molto la situazione.

L’altro difetto, comune oggi a 8 poltrone di business su 10 sul mercato, è che con la tavola imbandita non ti puoi alzare: non serve nemmeno essere dei contorsionisti.
Servizio
Qui devo dire alti e bassi, gioie e dolori.

Nessun contatto umano: non c’è stato alcun saluto ad personam, cosa che il personale ITA dovrà apprendere perché in casa Lufthansa è una di quelle attenzioni che non manca mai. E non sto parlando solo di chi vola in First con lo status HON Circle, ma anche quando un Senator vola nell’ultima fila di economy.

Le procedure di imbarco sono durate un’infinità, la cabina era calda e l’assenza delle bocchette di areazione non aiutava. Certo è stato distribuito un drink di benvenuto, ma poi niente.

Non è stato offerto un secondo giro o un rabbocco, anche quando il pushback è stato ritardato per la necessità di scaricare la valigia di un passeggero non imbarcato. Il personale era praticamente sparito dalla cabina.

Di contro, l’addetta alla mia zona ha fatto un servizio perfetto: è riuscita a soddisfare le mie esigenze culinarie ed è stata davvero carina con me. Come sempre sono un passeggero pagante, non mi preparo la strada parlando con le compagnie, tantomeno cerco favori. E così la purser è venuta a salutarmi, non per il mio status, ma perché ha riconosciuto il Barbone ed è ovvio che la mia “copertura” era saltata.

Ottimo il fatto che ITA distribuisca il kit notte incellophanato, meno buona la “farcitura” del cuscino, davvero troppo soffice.

Prosegue la tradizione del doppio amenity kit: esteticamente non è mai cambiato da quando è stato lanciato, sono cambiati però i prodotti, o meglio è sparita la maschera viso e anche il… dal box di QC Terme.
Tutto sommato i bagni sono sempre stati controllati e mantenuti puliti.

Last but not least: prova del campanello fallita miseramente. Non solo la mia luce viola è rimasta accesa oltre 22 minuti prima che qualcuno la notasse, ma ho suonato due volte e per tre volte una diversa assistente è transitata dal mio lato del corridoio, ignorandola bellamente, o più semplicemente non vedendola proprio.
Food & Beverage
Per recensire la carta dei vini bisognerà aspettare il nostro Sommelier dei cieli, per me è stata invece l’occasione di provare la nuova offerta culinaria.
Come noto, AZ cambia i menù con le stagioni, affidando ogni volta la creazione delle proposte a uno chef italiano differente. In questa stagione è il turno di Chef Giancarlo Morelli, patron del Pomiroeu di Seregno, che ha ottenuto la sua prima stella Michelin nel 2009.
Devo dire di essere rimasto soddisfatto a metà. L’antipasto mi è sembrato un vitello tonnato spiaggiato in un fruttivendolo. I ravioli mi sono invece piaciuti, mentre come secondo ho optato per la faraona: asciutta, ma salvata dalla salsa, senza il tartufo. Nelle immagini anche i piatti ordinati da Mairka.

Non mi ha entusiasmato invece la torta, ma solo perché non è una tipologia di dolce che mi emoziona.

Osservando anche l’attenzione per i dettagli, davvero incomprensibile come si possa portare un piatto in queste condizioni.
Un filino triste anche la colazione, soprattutto la presentazione della parte calda!
IFE
Anche qui commenti in chiaroscuro. Schermo 4K e connettività Bluetooth, tanti contenuti, ma davvero poche vere novità. Niente camere che mostrano l’esterno, niente live TV e soprattutto Wi-Fi caro (30 dollari) per 1,5 GB di traffico, ma praticamente inutilizzabile per il 90% del volo.

Prima un problema tecnico, che ha costretto l’equipaggio a un hard reset di tutto (sedili compresi), e poi la mancata copertura causa restrizioni legislative, con la sottile differenza che sebbene sia risaputo, il passeggero non viene informato e così sopra India e Turchia niente connessione, allora o non mi vendi il Wi-Fi o me lo dici chiaramente prima. Non che pago 30 euro e poi, dopo nemmeno 90 minuti di volo, il nulla più totale fino a destinazione (o quasi).
In conclusione
Sono stato contento di vedere l’aereo imballato. Certo c’erano anche alcuni ID90 e diversi “amici di…”, ma considerato che le destinazioni nel network di ITA sono queste non c’è da stupirsi. Al prezzo ultra competitivo a cui ITA vende questa tratta, la consiglio a tutti. Soprattutto a chi vuole togliersi lo sfizio della business: per durata/costo è sicuramente la rotta più conveniente.
FCO











































