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Strumenti musicali in aereo: come non farti distruggere la chitarra

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Strumenti musicali in aereo: come non farti distruggere la chitarra

Trasportare strumenti musicali in aereo incute timore. È comprensibile. Lo sa bene il musicista canadese Dave Carrol che nel 2008  […]

Strumenti musicali in aereo: come non farti distruggere la chitarra
di Nick V.
2 Dicembre 2025

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Trasportare strumenti musicali in aereo incute timore. È comprensibile. Lo sa bene il musicista canadese Dave Carrol che nel 2008  stava volando da Halifax a Omaha con la sua Taylor da 3.500 dollari. Durante lo scalo a Chicago vide dalla finestra gli addetti ai bagagli lanciare chitarre sulla pista. All’arrivo scoprì che la sua aveva il manico staccato. United Airlines ignorò per mesi le sue richieste di risarcimento, così Carroll scrisse “United Breaks Guitars”, una canzone di protesta che su YouTube fece milioni di visualizzazioni e costrinse l’industria aerea a cambiare le regole.

In questo articolo:

    Oggi portare gli strumenti musicali in aereo è più semplice, ma serve comunque preparazione. Ogni compagnia ha politiche diverse e quello che funziona con Lufthansa può essere un problema con Ryanair.

    Le tre opzioni che hai per gli stumenti musicali in areo

    Per trasportare degli strumenti musicali in aereo  ci sono tre strade: portarli in cabina come bagaglio a mano, comprare un posto extra se troppo grandi, oppure metterli in stiva e incrociare le dita. Violini, flauti e ukulele entrano quasi sempre senza problemi nelle cappelliere o sotto il sedile. Le chitarre elettriche in custodie morbide spesso passano, mentre le acustiche sono più difficili per le dimensioni.

    Prima di partire controlla sempre le regole specifiche della tua compagnia sul loro sito. Non dare niente per scontato, perché le politiche cambiano da vettore a vettore.

    Usa ed Europa regole diverse sugli strumenti musicali in aereo

    Gli americani hanno fatto le cose per bene. Dal 2015 esiste una legge federale che obbliga le compagnie USA a farti portare chitarre e violini in cabina senza costi extra, se c’è spazio nelle cappelliere. Per strumenti più grandi puoi comprare un posto a sedere in più, purché lo strumento pesi meno di 75 kg. In stiva devono accettare strumenti fino a 381 centimetri di dimensioni totali e 75 kg di peso. La legge ha cambiato tutto per i musicisti americani, anche se alla fine dipende sempre dallo spazio disponibile sull’aereo.

    In Europa non c’è una legge unica e ogni compagnia fa come vuole. ITA Airways accetta strumenti musicali in aereo fino a 115 centimetri totali e 8 kg come bagaglio a mano. Con questi limiti una chitarra elettrica o un violino passano tranquilli. Per un violoncello devi comprare un posto extra avvisando almeno 48 ore prima.

    Ryanair è più rigida, come puoi immaginare. Lo strumento deve rispettare i limiti del bagaglio a mano, oppure devi comprare un biglietto extra scrivendo “EXTRA” come nome e “ITEM SEAT” come cognome. Ma anche se paghi, se l’assistente di volo decide che è pericoloso te lo fanno imbarcare in stiva. Con le low cost non ci sono certezze fino all’ultimo.

    British Airways permette strumenti fino a 30x120x38 centimetri in cabina, ma tutto dipende dalla disponibilità di spazio e dall’umore del comandante. Lufthansa è più flessibile delle altre compagnie europee e generalmente i musicisti non hanno problemi, soprattutto sui voli intercontinentali dove gli aerei sono più grandi.

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    Un trucco che pochi conoscono: su EasyJet e altre low cost, dietro l’ultima fila di alcuni aerei c’è uno spazio tra le poltrone e la parete dove sta perfettamente una chitarra. In quelle file i sedili non si reclinano, quindi zero rischi di qualcuno che ti schiaccia lo strumento. Se puoi scegliere il posto, prendi sempre l’ultima fila quando viaggi con uno strumento.

    La custodia giusta fa la differenza

    Se devi mettere lo strumento in stiva e vale qualcosa, servono le custodie rigide tipo flight case. Sono quelle con bordi in alluminio e imbottiture sagomate che proteggono anche se gli addetti ai bagagli giocassero a freccette con il tuo basso. Su Amazon trovi il negozio specializzato di Gator oppure i validi  prodotti di SKB dai 100 ai 400 euro. Costano, ma una riparazione costa di più.

     

    Strumenti musicali in aereo la custodia di Gator

    Gator custodia rigida per chitarra elettrica

    Le flight case serie hanno angoli rinforzati in metallo, chiusure a scatto che non si aprono nemmeno sotto pressione, e imbottiture interne che tengono fermo lo strumento come fosse in una morsa morbida. La differenza con una custodia rigida normale la vedi al primo viaggio con scalo: il tuo basso arriva intero mentre quello del tipo accanto ha il manico piegato.

    Per portarlo in cabina meglio le custodie morbide imbottite. Modelli come quelli proposti da Cahaya o Mono hanno spugne da 10-15 millimetri, spallacci comodi e tasche per gli accessori. Costano 40-120 euro e al check-in sembrano molto meno minacciose di un flight case enorme. Il personale ti guarda meno storto quando arrivi con una borsa morbida che con un baule da guerra.

    Le custodie ibride, tipo quelle Mono modello M80 o modello Vertigo, costano di più ma sono il miglior compromesso. Hanno rinforzi rigidi nascosti nella schiuma, proteggono quasi come un flight case ma sembrano innocue. Perfette se viaggi spesso.

    strumenti musicali in aereo Custodia Vertigo di Mono

    il modello Vertigo di Mono custodia per chitarre

    Se finisci in stiva allenta sempre le corde. Gli sbalzi di pressione e temperatura nella pancia dell’aereo possono spaccare il manico o scollare la tavola armonica. Abbassa tutto di due-tre toni prima di chiudere la custodia. I liutai si dividono su questo consiglio, ma meglio prevenire che piangere.

    Per le acustiche porta un umidificatore da buca tipo quelli di D'Addario o Planet Waves, costano poche decine di euro e salvano il legno dall’aria secca della cabina. Gli igrometri digitali da custodia li trovi a un prezzo accessibile e ti dicono se l’umidità sta andando a picco. In certi voli verso deserti o zone tropicali l’umidità può crollare o esplodere, e il legno soffre.

    Come passare il check-in senza litigare

    L’atteggiamento conta più delle regole. Il personale di terra ha un potere enorme e può rovinarti il viaggio se parte male. Anche quando hai ragione, arriva sorridente e cortese. Non pretendere niente come se fosse un diritto, anche se tecnicamente lo è.

    Se ti chiedono “sarebbe disposto a metterla in stiva se non c’è spazio?” rispondi sempre sì. Nella tua testa puoi pensare “mai nella vita”, ma devi sembrare collaborativo. Funziona, te lo garantisco. Spesso trovano miracolosamente spazio negli armadietti del personale o ti lasciano usare un sedile vuoto.

    Un consiglio da chi viaggia con chitarre da anni: informati sul modello di aereo prima di partire. Un Airbus A380 a due piani ha cappelliere piccole e rigide, praticamente impossibili per una chitarra. Gli Airbus A320 o Boeing 737 standard hanno cappelliere più flessibili. Se sai che il tuo volo è su un A380, preparati mentalmente a comprare il posto extra o a contrattare duramente.

    Imbarcarsi per primi è oro. Alcune compagnie vendono l’imbarco prioritario a pochi euro. Per un musicista con uno strumento vale ogni centesimo. Arrivi prima, prendi lo spazio migliore nelle cappelliere e sei tranquillo. Chi sale per ultimo trova tutto pieno e finisce per litigare con gli assistenti di volo mentre bloccano il corridoio.

    Altra cosa importante: non portare troppe borse. Se la compagnia permette un bagaglio a mano più un oggetto personale, lo strumento conta come bagaglio a mano. Se arrivi anche con trolley e zaino fanno storie. Meglio viaggiare leggeri: strumento in cabina, tutto il resto in stiva.

    Lezioni di Ukulele ad alta quota con Southwest Airlines
    Lezioni di Ukulele ad alta quota con Southwest Airlines

    Se va male cosa fai

    Succede il disastro e trovi lo strumento rotto? Apri la custodia subito in aeroporto davanti al personale della compagnia. Fai foto di tutto: il danno, la custodia, il cartellino del bagaglio. Compila il modulo PIR (Property Irregularity Report), necessario per avviare una pratica di rimborso di questo tipo, prima di uscire dall’aeroporto, descrivi ogni graffio con precisione maniacale. Senza questo pezzo di carta puoi scordarti qualsiasi rimborso.

    Il problema è che in Europa il risarcimento per i bagagli in stiva è ridicolo, calcolato al peso non al valore. Una Gibson Les Paul da 3.000 euro per loro vale come una valigia da 20 kg, quindi ti danno 100 euro se va bene. Ecco perché litigare non serve a niente e meglio prevenire.

    Per questo molti professionisti fanno assicurazioni specifiche per strumenti musicali o per le attrezzature tecniche. Alcune compagnie sono specializzate mentre le assicurazioni di viaggio spesso la prevedono come copertura extra con un piccolo costo aggiuntivo. Se la tua chitarra vale 2.000 euro o più, l’assicurazione è obbligatoria. Considerando quanto costa uno strumento decente, è la spesa più intelligente che puoi fare.

    Quello che devi ricordare sugli strumenti musicali in aereo

    Ricapitoliamo i punti essenziali. Prima di prenotare il volo controlla le politiche sugli strumenti musicali in aereo della compagnia sul loro sito, non fidarti di quello che ti ha detto un amico. Ogni vettore ha regole diverse e cambiano spesso.

    Compra la custodia giusta: flight case rigido se va in stiva e vale qualcosa, morbida imbottita se va in cabina. Allenta le corde se devi imbarcare. Porta umidificatori per le acustiche. Fai l’imbarco prioritario e sali per primo.

    Al check-in sorridi, collabora e non pretendere. Rispondi sempre che sei disposto a imbarcare in stiva anche se non lo faresti mai. Arriva con il solo strumento in cabina, niente trolley e zaini extra. Se succede il peggio apri la custodia in aeroporto, fotografa tutto e compila il PIR subito. Valuta l’assicurazione se lo strumento vale oltre 1.000 euro.

    E ricorda: Dave Carroll ha trasformato la sua chitarra distrutta in tre canzoni che United Airlines non dimenticherà mai. “United Breaks Guitars” ha fatto quasi 30 milioni di visualizzazioni e ha costretto l’industria a cambiare. A volte anche i disastri servono a qualcosa.

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