Ho preso uno dei voli di linea più brevi del mondo: 18km e 7 minuti di volo effettivo
Certo, non è il collegamento scozzese Papa Westray/Westray — quello che, se hai vento favorevole, dura meno di 60 secondi […]

Certo, non è il collegamento scozzese Papa Westray/Westray — quello che, se hai vento favorevole, dura meno di 60 secondi — ma il volo che ho appena preso dalla capitale della Polinesia Francese è uno dei più brevi in assoluto, ed è il più corto che abbia mai preso.
In questo articolo:

Se l’anno scorso ho volato senza scalo da Singapore a New York, e ho in programma la follia del volo China Eastern São Paulo–Guangzhou, questo è l’esatto opposto: brevissimo, ma emozionante allo stesso modo.
Le compagnie “local”
Ci sono due vettori che (quasi) quotidianamente volano tra le due isole più popolose dell’arcipelago, che è a tutti gli effetti il territorio europeo più lontano da Bruxelles.

Su questa tratta abbiamo volato a bordo di Air Tahiti, da non confondere con Air Tahiti Nui. L’altro vettore è il nuovo arrivato Air Moana e ovviamente abbiamo volato anche con loro.
Entrambi operano una flotta di ATR e qualche Beechcraft, perché ci sono isole che possono permettersi una pista d’atterraggio “vera” e più di 100 che, invece, a malapena hanno una striscia di terra dove atterrare.
In aeroporto a Papeete
Nel periodo dei monsoni la cosa più normale che possa capitare è partire sotto un diluvio intermittente. Ed è più o meno ciò che è successo a noi.

La prima cosa che abbiamo imparato è che questi collegamenti sono una sorta di circle line: l’aereo decolla e poi fa una serie di fermate, ogni volta con gente che sale e gente che scende. Questo comporta orari variabili ed esperienze in aeroporto molto diverse da quelle a cui siamo abituati noi, anche in scali secondari come Parma, dove i traffici sono ridotti al lumicino.

Per esempio non puoi passare i controlli quando vuoi, semplicemente perché lo spazio è poco.

Puoi procedere solo quando te lo dicono loro, e “loro” è un addetto che fa da controllore (come sul bus) e ti dice prima: “è troppo presto…” e 30 secondi dopo: “…sbrigati che il tuo volo sta per partire!”.

Sono rigidissimi sul peso del bagaglio a mano: 5 kg (10 kg se sei in classe comfort). Molto meno sui colli da spedire: se hai 23 kg inclusi puoi imbarcare anche 5 scatole da 4 kg, nessun problema.
Passati i controlli non c’è nulla, anche se è in costruzione un nuovo terminal per gestire meglio i flussi.
Negli altri aeroporti è ancora “peggio”
Successivamente abbiamo volato da Moorea verso Bora Bora, facendo tappa a Huahine, e qui la situazione è: aeroporti fatti con lo stampino. Esclusa Bora Bora, dove non c’è un vero terminal, non ci sono banchi check-in, non c’è nemmeno il nastro bagagli… e soprattutto non ci sono i controlli di sicurezza.

Come nel mondo pre-9/11: niente metal detector, niente raggi X, niente limiti ai liquidi… e nemmeno tutti i voli sul tabellone.
L’ombrello per evitare di bagnarsi
Immagina quando da Bergamo ti imbarchi a piedi su Ryanair e resti sotto l’acqua. Ecco, qui non succede perché ci sono gli ombrelli aeroportuali.

Esci per imbarcarti e, se piove, ti danno l’ombrello: rosso per Air Tahiti, azzurro per Air Moana.

Davanti alla scaletta posteriore dell’ATR c’è il più classico dei porta-ombrelli, dove lo lasci. Pura poesia per un AVgeek come me.
Aereo “multi-purpose”
Ora immagina la scena: sei uno che ha ansia quando vola, e nel mezzo di una tempesta monsonica ti trovi a dover salire su un turboprop, quindi un aereo con le eliche.

La prima cosa che vedi appena metti piede a bordo è una barella. E scatta immediato: “Maria, io esco…”.
Il volo
Il volo è talmente breve che non si spegne nemmeno il segnale delle cinture: è più lungo l’imbarco e il rullaggio del volo stesso. Per velocizzare, Air Tahiti non assegna i posti: le assistenti di volo distribuiscono i pesi — ops, i passeggeri — a bordo.

La sicurezza viene prima di tutto. Non solo c’è la dimostrazione, come previsto, e il controllo cabina pre-decollo, ma tre minuti dopo aver staccato le ruote da terra, quando nessuno si è mosso né lo ha pensato, il comandante annuncia l’inizio della discesa. Le due assistenti si slacciano, percorrono il corridoio per verificare tavolini chiusi, cinture allacciate, tendine alzate e borse sotto il sedile… per poi sedersi giusto in tempo per l’atterraggio.

Sette minuti di volo effettivo, 18 km percorsi e tre virate. Se non fosse per la rotta di atterraggio che richiede una inversione a U, il volo durerebbe meno di 5 minuti.

All’arrivo, stessa scena: passeggeri con ombrelli, bagagli consegnati a mano e in meno di cinque minuti sei già sul taxi.
L’alternativa
L’alternativa era il traghetto, più economico e nel complesso più veloce (circa 30 minuti). Il biglietto ci è costato 70€, ma vuoi mettere la poesia di questa esperienza?

