Dopo il faceboarding, addio scorciatoia: adesso se parti da Linate dovrai mettere in conto tempi “più” lunghi
Chi ha visto il film Up in the air con George Clooney lo sa benissimo: il frequent flyer è abitudinario, […]

Chi ha visto il film Up in the air con George Clooney lo sa benissimo: il frequent flyer è abitudinario, spesso scaramantico, ma soprattutto è ossessionato da due cose: i punti e perdere meno tempo possibile.
In questo articolo:
A Linate, come avevamo raccontato nella nostra sfida treno Vs aereo, le cose negli ultimi anni sono migliorate tantissimo: la metropolitana, i controlli di nuova generazione, il faceboarding e la nuova aerostazione.
Un insieme di fattori che permettono a chi si sposta con i minuti contati di viaggiare più sereno e poter dedicare più tempo al lavoro, alla famiglia o semplicemente a godersi la lounge.
Le cose però sono decisamente peggiorate ultimamente. Prima l’addio al faceboarding, imposto dal Garante per la privacy che ha congelato il servizio in attesa di un adeguamento normativo e adesso la mazzata finale: percorso obbligato piùlungo per arrivare al gate.
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Stiamo parlando di una piccola scorciatoia che permetteva di evitare la penisola dei divani nella piazzetta post duty free. Fin dall’apertura del nuovo Linate, in pieno periodo covid, lo spazio tra il muro e il lungo divano non era mai stato chiuso del tutto.

E in questi anni era diventato una sorta di passaggio segreto di tutti i frequent flyer e a poco era servita l’idea di posizionare una lapada per fermare i passeggeri più frettolosi (o pigri).
Gli aeroporti, soprattutto in Europa, sono sempre di più dei centri commerciali, dove tutto è studiato per incentivare la spesa degli avventori. E come in un supermercato, negozi e boutique sono posizionati in maniera strategica ed evidentemente, le persone che saltavano “una corsia” per andare direttamente al gate creavano un danno alle boutique o ai ristoranti al piano superiore (dove ammetto di non aver mai messo piede ndr).

E così nei giorni prima di Natale abbiamo prima visto posizionare un vaso per chiudere la scorciatoia e infine altri vasi per chiudere del tutto i possibili passaggi.
Adesso quindi la situazione è quella qui sopra, non c’è più la possibilità di accorciare il percorso, o forse sarebbe meglio usare il condizionale, perchè nei mie due passaggi da Linate in questi giorni ho visto decine di persone semplicemente saltare il divano centrale, che essendo privo di schienale è facilmente scavalcabile e c’è da scommettere verrà sostituito a breve, magari adducendo un problema di sicurezza.

Speriamo che SEA ci ripensi, in ogni caso chi usava quella scorciatoia non cambierà abitudini, non si fermerà a magiare in ristoranti mai visti prima, tantomeno a fare shopping nei negozi, basterebbe spostare un vaso.
LIN




