Per chiudere il 2025 con il botto, ho fatto il giro del mondo in meno di 48h: che figata!!!
Nelle ultime ore sono stato sommerso di commenti e DM in merito alla mia pazzia di fine anno. Fare il […]

Nelle ultime ore sono stato sommerso di commenti e DM in merito alla mia pazzia di fine anno.
In questo articolo:
Fare il giro del mondo volando da Milano a Parigi e poi, in rapida successione, Tokyo, Los Angeles, Monaco di Baviera e infine Milano.

L’itinerario finale è stato leggermente diverso rispetto a quello pianificato, anche perché quando prenoti voli con tempi di transito così stretti tutto può succedere.
Dato che le domande continuano ad arrivare, ecco un piccolo resoconto della mia pazzia.
Ma non sei mai uscito dall’aeroporto?
E se il tuo prossimo viaggio fosse grazie ai punti?
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Assolutamente no, purtroppo però il volo Delta da Haneda a Los Angeles è partito con oltre 3 ore di ritardo e non solo mi ha costretto a cambiare i miei piani, ma ha anche fatto saltare la mia tappa nella città degli angeli.

Sarei uscito per andare a mangiarmi un hamburger da In-N-Out e guardare gli aerei atterrare.

Così, alla fine, sono riuscito a fare solo un salto – e un selfie – a Shibuya, con il mio amico Chris, che mi ha accompagnato per un pezzo del mio viaggio.
Ma chi ti paga i biglietti?
Ho raccontato come e quanto mi sono costati i biglietti e, come sempre, pago di tasca mia tutti i voli. Questa è una differenza enorme con tutti i travel blogger o simili italiani (e non).

Io volo come un passeggero qualunque e le mie recensioni sono oneste e sincere al 100%. Proprio per questo, quando vedi un mio video, puoi immaginare che tu sarai trattato nello stesso modo e saprai esattamente cosa offre quella determinata cabina.
Ma perché lo fai?
Quello che in molti continuano a non capire – o semplicemente non sanno perché mi seguono da poco – è che TFC è un lavoro, non è un hobby.

Ci sono 10 persone che lavorano a questo progetto, che ricordo essere uno dei prodotti editoriali curati da Edinet, la mia azienda.
Per me la possibilità di costruire un itinerario del genere è un sogno. In pochissimo tempo, lontano da Marika e Bete, porto a casa un’enorme quantità di contenuti per il sito, i canali social e YouTube.

Ho avuto modo di volare su tre cabine che non avevo ancora recensito. Certo, la First Class di Japan Airlines è per pochi, pochissimi, italiani.

Al contrario, la Delta One Suite e tutto quello che offre a terra un biglietto di questo tipo interessa potenzialmente a migliaia di italiani, visto che Delta vola da sette aeroporti italiani verso gli USA.

Lo stesso vale per l’A380 di Lufthansa e il prodotto di economy, non solo perché ITA entrerà nel gruppo tedesco, ma perché i giganti di Lufthansa voleranno ancora per molti anni e quindi un video del genere avrà una vita lunghissima.

Ironia della sorte era lo stesso aereo dove avevo volato in Prima Classe nel 2024.

Oltre a questo ci sono le recensioni delle lounge, le storie, le curiosità che potrò raccontare nelle settimane a venire.
Ma non hai paura di volare? Ci sono turbolenze?
Non potrei fare questo lavoro se avessi paura di volare.
E se hai ansia quando devi prendere un aereo, ti consiglio di guardare qualche mio video: vedrai che non c’è nulla da temere.
Sali a bordo, leggi, guardi un film, mangi, dormi, bevi… e il volo è già finito. Le turbolenze ci sono sempre state. È vero, statisticamente dicono siano aumentate, ma sono aumentati anche i voli, le tecnologie per “contarle” e i telefonini per raccontarle.
Non c’è nulla da temere: gli aerei sono macchine sicure e un’ala non si è mai spezzata per una turbolenza.
Tieni sempre la cintura allacciata, evita di avere piccoli oggetti sul tavolino e, soprattutto, non addormentarti con un bicchiere pieno vicino.
Cosa ti resta di uno stress del genere?
A me restano bellissimi ricordi, così come c’è chi viaggia “solo” per visitare musei, stadi o mangiare nei ristoranti stellati. Chi definisce gli aeroporti dei NON luoghi, parla senza cognizione di causa.
Ho chiacchierato con un’assistente di volo Lufthansa, che mi ha raccontato come incastra il suo part-time con la vita di tutti i giorni e i suoi due figli.

In lounge a Los Angeles, un passeggero mi ha raccontato di come negli ultimi tre giorni gli avessero cancellato cinque voli per maltempo e di come si sia divertito a vivere in aeroporti sperduti sulla East Coast americana.

I piloti di Delta, che mi hanno regalato un paio di card da collezione, erano curiosi di sapere come fosse possibile che in Italia ci fossi solo io a parlare di punti, mentre negli USA è come se fosse una religione di Stato.

Nella bellissima Delta One Lounge di LAX, mentre prenotavo la doccia, l’addetta alla concierge mi ha raccontato del suo viaggio di nozze alle Cinque Terre l’anno scorso.

E poi ci sono le persone che incontro nei miei viaggi e che diventano amici. Ad esempio Christian, conosciuto in una mileage run tra Spagna, Messico e Brasile, con cui abbiamo fatto parte di questa pazzia, ma che pochi giorni prima era a casa mia a Pietra Ligure.

Potrei fare tantissimi altri esempi di splendidi ricordi che mi porto a casa: le persone che conosco, i piatti che assaggio. E non importa se sono in mezzo alla strada a Bangkok, a bermi una birra a Sydney, o se finisco ad osservare il tramonto dalla torre di controllo di un aeroporto.
Ma non ti porti mai la tua famiglia?
Assolutamente sì, anche perché siamo tornati da due settimane in Polinesia, a inizio dicembre.

Con Marika siamo andati a Tokyo a berci una birra, abbiamo fatto weekend a New York, Singapore ed Emirati Arabi. Quando possiamo lo facciamo. Semplicemente questa volta era impossibile.

E in ogni caso il brindisi di mezzanotte lo abbiamo fatto insieme.
Ma organizzi viaggi di gruppo?
Evidentemente la deriva dei travel blogger che si mettono a organizzare viaggi e accompagnare gruppi si sta espandendo.

Io posso garantire e incidere sulla pietra che NON accadrà mai una cosa del genere, a meno che non mi metta io a pagare i biglietti per tutti.
Come il prossimo 17 marzo, giorno di San Patrizio, quando porterò alcuni membri della community a New York: voleremo insieme, poi ognuno si farà la sua vacanza.
In conclusione

Lo rifarei? Assolutamente sì. È surreale pensare di aver fatto un itinerario del genere, così come lo è pensare che tra dieci giorni sarò di nuovo a Tokyo.
E se sei arrivato fin qui a leggere, ti dico che il 9 parto per Haneda da Roma e sono pronto a scambiare la mia poltrona di business class con una di premium economy.
Se siamo sullo stesso aereo cercami… magari ti do il mio posto (gratis, of course).
LAX




