Nel 2025 gli aeroporti italiani tornano a volare alto: superati i 229 milioni di passeggeri
C’era un momento, non troppo lontano, in cui parlare di traffico aereo in Italia significava raccontare di aeroporti vuoti, terminal […]

C’era un momento, non troppo lontano, in cui parlare di traffico aereo in Italia significava raccontare di aeroporti vuoti, terminal silenziosi e rotte sospese. Oggi quel periodo è definitivamente alle spalle.
In questo articolo:
Secondo i dati appena pubblicati da ENAC, nel corso del 2025 negli aeroporti italiani sono transitati oltre 229 milioni di passeggeri, con una crescita del +5% rispetto all’anno precedente. Un numero che fotografa con chiarezza una realtà ormai evidente a chiunque frequenti gli scali italiani: l’aviazione civile è tornata protagonista.
Turismo, viaggi di lavoro, collegamenti internazionali: tutto è ripartito, e lo ha fatto con numeri che non si vedevano da tempo.
Fiumicino resta il cuore del sistema
In questo grande movimento di persone, c’è uno scalo che continua a fare la parte del leone. Roma Fiumicino si conferma ancora una volta il primo aeroporto italiano, con quasi 51 milioni di passeggeri e una quota che vale oltre un quinto di tutto il traffico nazionale.
Un ruolo da vero hub, sempre più centrale nelle connessioni tra Europa, Americhe e Medio Oriente, e ormai stabilmente posizionato tra i grandi aeroporti del continente.
Sempre più Italia verso l’estero
Il dato forse più evidente è un altro: l’Italia vola sempre più fuori dai confini nazionali.
Il traffico internazionale continua a crescere con decisione e rappresenta ormai oltre due terzi dei passeggeri totali. L’Europa resta il primo bacino di riferimento, con la Spagna in testa e una rotta che si conferma regina dei cieli italiani: Roma–Madrid.
Un collegamento che, anno dopo anno, racconta meglio di qualsiasi statistica quanto sia diventato intenso l’asse tra Italia e Penisola Iberica.
Low cost protagonisti assoluti
Passeggiando oggi in qualsiasi aeroporto italiano è facile rendersene conto: il mondo low cost è diventato la spina dorsale del traffico passeggeri.
Nel 2025 quasi due viaggiatori su tre hanno volato con una compagnia a basso costo. Un dominio che si traduce in milioni di passeggeri e in una presenza sempre più capillare su tutto il territorio nazionale.
Accanto a loro resistono i vettori tradizionali, che continuano a giocare un ruolo fondamentale sulle rotte di lungo raggio e sugli hub principali.
Crescono anche gli aeroporti “minori”
Tra le sorprese più interessanti dell’anno c’è la buona performance di diversi scali regionali come Reggio Calabria, Rimini, Pescara e Trieste.
Segnali incoraggianti per una rete aeroportuale che non vive più solo attorno ai grandi hub, ma che inizia a valorizzare anche collegamenti più periferici, spesso fondamentali per il turismo e per la mobilità interna.
Anche le merci tornano a viaggiare
Non solo passeggeri. Nel 2025 è cresciuto anche il traffico cargo, con oltre 1,2 milioni di tonnellate movimentate.

In questo settore continua a brillare Milano Malpensa, che si conferma il grande snodo italiano per le merci, soprattutto sulle rotte internazionali. Un ruolo sempre più strategico in un mondo in cui logistica e trasporto aereo sono diventati elementi chiave dell’economia globale.
Un settore che guarda di nuovo al futuro
Le parole del presidente ENAC raccontano bene il clima che si respira oggi nel settore: fiducia, ripresa, prospettive.
Dopo anni difficili, l’aviazione civile italiana è tornata a crescere, a investire, a programmare. E soprattutto a riempire di nuovo gli aeroporti di viaggiatori.




