Neonato in aereo, da quale età e quali documenti servono
Hai appena avuto un bambino e stai già pensando a quella vacanza che ti sei perso? Oppure devi andare a […]

Hai appena avuto un bambino e stai già pensando a quella vacanza che ti sei perso? Oppure devi andare a trovare i parenti che non hanno ancora conosciuto il piccolo? La domanda è sempre quella: ma si può portare un neonato in aereo? E da quando?
In questo articolo:
Buone notizie: sì, i neonati possono volare, e pure prima di quanto pensi. Ci sono però dei dettagli da sapere per non trovarti impreparato al check-in.
Da quale età può volare un neonato
Secondo la SIP, Società Italiana di Pediatria, i bambini sani e nati a termine possono tecnicamente volare già dopo 48 ore dalla nascita. Quindi sì, anche un neonato di pochi giorni può salire su un aereo.
Ma, e questo è importante, è fortemente consigliato aspettare almeno la prima settimana di vita. Il motivo? Il sistema immunitario del piccolo è ancora in fase di sviluppo, e l’aereo con il suo ricircolo d’aria non è esattamente sterile. Se non hai urgenze, meglio aspettare almeno 7 giorni.
Molti pediatri suggeriscono di attendere i 2-3 mesi, quando le ossa sono più solide e il sistema immunitario più forte. Se il bambino è nato prematuro o ha problemi respiratori o cardiaci, devi assolutamente parlare prima con il pediatra.
Ricorda: ogni compagnia aerea ha le sue regole. Alcune accettano i neonati da 7 giorni, altre vogliono almeno 14. Prima di prenotare, controlla sul sito della compagnia.
I documenti per il neonato
Anche i bambini appena nati hanno bisogno di un documento personale per volare. Quale documento serve dipende da dove vai, e attenzione ai tempi di rilascio.
Per i voli nazionali ti basta la carta d’identità del bambino. Puoi richiederla all’anagrafe del Comune fin dalla nascita, ha validità 36 mesi, e viene rilasciata in circa 6 giorni lavorativi. Devono presentarsi entrambi i genitori.
Per volare in Europa o in Paesi con accordi bilaterali ti serve la carta d’identità valida per l’espatrio. Quando la richiedi, specifica che ti serve per viaggiare all’estero, altrimenti ti rilasciano quella base valida solo in Italia. Anche qui tempi di rilascio veloci: circa una settimana.
Per viaggi extra-europei serve il passaporto individuale del neonato. E qui arriva il problema: i tempi di rilascio sono lunghi. Nel migliore dei casi servono 2-3 settimane, ma spesso ci vuole un mese o anche di più (fino a 2-3 mesi nei periodi di punta come estate o festività). Quindi se devi volare fuori Europa con un neonato appena nato, è praticamente impossibile farlo nelle prime settimane di vita. Il passaporto va richiesto in questura da entrambi i genitori, ha validità 3 anni, e devi programmare tutto con largo anticipo.
Come viaggia il neonato in aereo
Fino ai 2 anni, i bambini possono viaggiare in braccio ai genitori senza pagare il biglietto (o pagando solo le tasse, dipende dalla compagnia). Il personale ti dà una cintura speciale da collegare alla tua, e tieni il bambino in braccio per tutto il volo. Puoi usare anche marsupio o fascia porta-bebè.
Se il viaggio è lungo e vuoi più comodità, puoi prenotare un posto anche per lui. Paghi un biglietto scontato e porti un seggiolino omologato. Alcune compagnie offrono cullette (baby cot) per bambini fino a 6 mesi, da richiedere alla prenotazione.
Tutte le compagnie ti permettono di portare il passeggino, di solito fino al gate. Il personale lo prende e lo mette in stiva, te lo riconsegna all’uscita. Se è piccolo e richiudibile, alcune compagnie permettono di tenerlo in cabina.
Per i bagagli, le compagnie più grandi ti danno una borsa extra per l’occorrente del bambino: pannolini, cambi, biberon. Le low-cost sono più tirate ma fanno eccezioni con i neonati. E i liquidi? Il latte (artificiale o liquido), acqua sterilizzata e omogeneizzati non seguono la regola dei 100 ml. Puoi portarne quanto serve, devi solo dichiararlo ai controlli.
La questione delle orecchie
Questa è la parte che spaventa molti genitori. Durante il decollo e l’atterraggio, la pressione nella cabina cambia velocemente, e le orecchie si tappano. Per noi adulti è fastidioso ma sappiamo come gestirlo: mastichiamo una gomma, sbadigliamo, deglutendo. Ma un neonato in aereo come fa?
Il trucco è semplice: devi farlo deglutire. Durante il decollo e soprattutto durante l’atterraggio (che è la fase peggiore perché la pressione aumenta), dagli il biberon, attaccalo al seno se allatti, o almeno dagli il ciuccio da succhiare. Il movimento della deglutizione apre le trombe di Eustachio, quei canaletti che collegano l’orecchio alla gola, e fa pareggiare la pressione. Problema risolto.
Se il bambino dorme durante queste fasi, alcuni genitori preferiscono svegliarlo per dargli da mangiare o il ciuccio. Altri lo lasciano dormire. Non c’è una regola fissa, ma se si sveglia urlando perché gli fanno male le orecchie, la prossima volta sai cosa fare.
Quando NON volare con un neonato e altri consigli
Se il bambino ha forte raffreddore con naso tappato, evita l’aereo. Il muco peggiora il fastidio alle orecchie durante il cambio di pressione e può causare otite. Se ha già l’otite in corso, volare è sconsigliato: il dolore diventa insopportabile.
Anche con malattie infettive acute, interventi chirurgici recenti o malattie respiratorie croniche gravi, parla prima con il pediatra.
Vesti il bambino a strati: in aereo la temperatura cambia tra caldo iniziale e aria condizionata fredda. Porta nel bagaglio a mano almeno un cambio completo (meglio due), pannolini che perdono e rigurgiti capitano.
Se il volo è lungo, scegli orari in cui il bambino dorme di solito. Il rumore bianco dei motori rilassa molti neonati. E ricorda che ogni compagnia offre servizi diversi per le famiglie come imbarco prioritario, fasciatoi, possibilità di scaldare biberon. Vale la pena informarsi.
Qualche ultima considerazione
Volare con un neonato richiede organizzazione ma è fattibile. L’importante: documenti giusti (carta d’identità o passaporto), aspettare almeno 7 giorni di vita, gestire le orecchie con biberon o ciuccio durante decollo e atterraggio.
E se il neonato in aereo piange? Fai finta di niente. Hai diritto di viaggiare con il tuo bambino.


