Settanta minuti in più sulla Roma-Miami, 50 per Buenos Aires e Taipei… Perché le compagnie allungano i tempi di volo?
L’organizzazione per la tutela dei consumatori Codacons ha presentato un esposto all’Antitrust e a Enac chiedendo di aprire un’indagine “nell’interesse […]

L’organizzazione per la tutela dei consumatori Codacons ha presentato un esposto all’Antitrust e a Enac chiedendo di aprire un’indagine “nell’interesse degli utenti del trasporto aereo” sui tempi di volo ‘gonfiati’ dalle compagnie aeree.
In questo articolo:

Il Codacons, nel suo esposto, cita alcune delle tratte che sarebbero più toccate dal fenomeno: la Roma Fiumicino-Miami ha una durata dichiarata di 11 ore e 55 minuti, a fronte di una durata effettiva di 10 ore e 45 minuti, con una differenza di circa 70 minuti; seguono la Roma Fiumicino-Buenos Aires e la Roma Fiumicino-Taipei, date dalle compagnie a 14 e 12 ore e venti minuti, rispettivamente, a fronte di una durata effettiva di 13 ore e 10 minuti e 11 ore e 30 minuti.
La lista citata nell’esposto dall’associazione dei consumatori comprende anche la Milano Malpensa-Reykjavík, la Roma Fiumicino-New York, la Milano Malpensa-New York, la Roma Fiumicino-San Francisco e la Roma Fiumicino-Tokyo.
Ora, che le compagnie ‘gonfino’ i tempi di volo è un fatto indiscutibile e che chiunque viaggi in aereo puù sperimentare con le proprie orecchie: ogni volta che si sale a bordo di un aereo, che sia verso una destinazione europea o di lungo raggio, il pilota dichiara un tempo di volo che è da pochi minuti a diverse decine di minuti inferiore a quello dichiarato sul biglietto, con la conseguenza che oggi quando un aereo parte in orario arriva regolarmente diversi minuti prima dell’orario schedulato e, spesso, quando parte in ritardo anche di 20-30 minuti finisce per arrivare in orario.
Cosa che non accadeva almeno fino alla fine degli anni Novanta, quando (basta consultare un orario cartaceo di quei tempi), i tempi di volo su tutte le rotte erano nettamente inferiori a quelli dichiarati oggi da quelle stesse compagnie aeree. Ad esempio, la Milano Malpensa-new York veniva regolarmente data tra le 8 ore e 15 minuti e le 8 ore e 30 minuti, mentre oggi arriva a 9 ore.
La tesi del Codacons è che le compagnie si comportino così per sfuggire alle conseguenze di eventuali ritardi negli arrivi a destinazione superiori alle tre ore, che comportano automaticamente un risarcimento ai passeggeri variabile in base alla durata del volo stesso, tra i 250 e i 600 euro a persona. E che, in questo modo, sfuggano a sanzioni che oscillerebbero, per ciascuna, a una cifra oscillante tra i 170 e i 200 milioni di euro l’anno.

Può essere che sia così: effettivamente, allungando di 60 minuti la durata di un volo intercontinentale, una compagnia di fatto allunga di fatto da tre a quattro ore il tempo (in termini di ritardo) trascorso il quale dovrà pagare la penale al passeggero.

Tuttavia, occorre fare almeno un paio di considerazioni su quell’allungamento artificioso dei tempi di volo, che si badi bene non è un fenomeno italiano ma globale. La prima riguarda la congestione degli aeroporti, che negli anni Novanta non era assolutamente paragonabile a quella odierna, soprattutto se si parla di scali situati negli Stati Uniti. Come molti lettori di The Flight Club avranno (purtroppo per loro) sperimentato, al JFK di New York può trascorrere anche più di un’ora da quando l’aereo lascia il gate a quello in cui effettivamente decolla verso la sua destinazione.

L’altra è relativa alla congestione dei cieli, soprattutto europei e americani, che può portare a deviazioni rispetto alle rotte più dirette tra due città e alla messa ‘in circuito’ dei voli in arrivo presso gli hub più importanti e trafficati.
In queste condizioni di incertezza occorre considerare se sia preferibile o meno, per il passeggero, vedere riportato sul suo biglietto un orario di arrivo del suo volo che comporti un ‘margine di sicurezza’ che tenga conto dei fattori che abbiamo riportato sopra.
E in una certa misura ciò può essere preferibile, perché il passeggero fisserà l’orario di prenotazione di un’auto, l’arrivo in hotel o, cosa più importante, un appuntamento di lavoro a un orario che in qualche modo tiene conto già di fattori imprevedibili. E che quindi, in un certo senso, ne tutela gli interessi.




