Il nuovo Techo International di Phnom Penh è (probabilmente) il più bell’aeroporto del mondo
Sono pronto a prendermi tutti gli insulti e le critiche per quello che sto per dire, ma il nuovo aeroporto […]

Sono pronto a prendermi tutti gli insulti e le critiche per quello che sto per dire, ma il nuovo aeroporto della capitale della Cambogia è, secondo me, il più bell’aeroporto del mondo.
Attenzione: non ho detto il migliore, quello resta senza alcun dubbio il Changi di Singapore, ma questo aeroporto, assieme a quello di Abu Dhabi e alla recente espansione di DOH, sono, architettonicamente, le migliori strutture che ho visitato negli ultimi anni.
Prima di tutto, le info sul Techo International Phnom Penh (TKI)
In questo articolo:
Il Techo International Airport (TIA), entrato in servizio a settembre 2025, non è solo il nuovo aeroporto di Phnom Penh: è il simbolo di una Cambogia che guarda in grande. Costruito a circa 20 km a sud della capitale, nasce per sostituire lo storico Pochentong e per accompagnare l’esplosione del traffico aereo del Paese.

I numeri parlano chiaro: 13 milioni di passeggeri l’anno nella fase iniziale, con un piano di crescita che punta a 30–50 milioni a regime, due piste (la principale lunga 4.000 metri, quindi pronta per i voli intercontinentali) e un’area complessiva di oltre 2.600 ettari. Tradotto in linguaggio da viaggiatori: spazio per wide-body, più rotte long haul e, infatti, sono aumentate le compagnie che volano su questo scalo.
Sono volato apposta qui per visitare l’aeroporto
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Dopo aver visto quello che i cinesi avevano costruito a Siem Reap, la destinazione turisticamente più importante della Cambogia, non potevo non venire a vedere il nuovo aeroporto della capitale.

Certo, non c’è più la poesia di fare immigrazione come al vecchio PNH, ma adesso c’è quello che senza dubbio è tra i miei 5 aeroporti preferiti e oggi, dopo la mia visita, posso azzardare: il più bell’aeroporto del mondo.

Ma il TKI non vuole essere solo grande, vuole essere anche bello e intelligente. Il progetto porta la firma di Foster + Partners, con un’architettura pensata per sfruttare luce naturale, ventilazione e soluzioni sostenibili, un mix ancora raro nel Sud-Est asiatico.

In pratica: meno stress, più comfort e un’esperienza finalmente moderna per chi vola da e per la Cambogia. Per noi viaggiatori – e per chi caccia nuove rotte e nuovi hub alternativi a Bangkok, Dubai o Singapore – Techo Airport è una di quelle infrastrutture da tenere d’occhio, perché potrebbe cambiare davvero le mappe del traffico aereo nella regione.

E dopo aver vissuto questo aeroporto come passeggero sia in arrivo che in partenza, devo dire che sono riusciti a passare dalla carta alla realtà, senza compromessi.
Arrivare a Phnom Penh
Come detto, non c’è più la poesia del vecchio PNH, tutto è semplice, veloce e fluido. Se fai il visto online sei fuori in 30 secondi; se invece, come me, arrivi senza aver fatto i compiti a casa, ci vorranno più o meno 5 minuti, ma solo perché devi camminare un pochino di più per andare a pagare il visto.

E per gli amanti dei timbri, mi spiace deludervi: anche la Cambogia è entrata a far parte del gruppo di nazioni che non lasciano più traccia sul passaporto dei viaggiatori.

La sala della riconsegna dei bagagli è enorme e la scelta architettonica di lasciare questa area “open air” è davvero spettacolare: il soffitto altissimo, la luce contribuisce a rendere meno stressante il momento dell’attesa e aiuta a entrare in contatto con l’ambiente che ci circonda.
Certo, prima eri a 25 minuti dal “centro”, mentre adesso sei a circa 45 minuti, traffico permettendo, ma non si può volere tutto.
Partire da Phnom Penh
Che stai entrando in un aeroporto bellissimo lo capisci dalla parte esterna, ma appena si aprono le porte e vedi il Buddha gigante al centro della sala hai la conferma.

Questo è anche un trait d’union con lo scalo di Siem Reap: anche qui ad augurare buon viaggio ai passeggeri c’è una statua gigante del Buddha.

Check-in digitale, scanner di ultima generazione e controlli biometrici. Passi dall’area pubblica a quella sterile in meno di 60 secondi.
Oggi questo aeroporto è sovradimensionato: le partenze saranno circa una sessantina al giorno, ma sono davvero poche le compagnie che volano qui con aerei a fusoliera larga. C’è Emirates con il suo 777 che passa prima da Singapore, quello di Qatar che prima fa una sosta a Ho Chi Minh e poi l’A330 di Korean; per il resto sono solo aerei a fusoliera stretta e anche molti ATR.
Inutile dire che la maggior parte dei voli (e dei passeggeri) sono da/per la Cina.
Ci sono due lounge Plaza Premium: la recensione dettagliata arriverà prossimamente, ma ecco un piccolo teaser.

La Plaza Premium classica ha anche una terrazzina vista finger e piazzale, peccato solo che i movimenti siano veramente pochi. Qui si entra come al solito con Priority Pass, Amex Platino e le altre tessere “all you can visit”.
Tra le altre cose c’è anche un nuovo format di lounge to go, che sarei curioso di vedere esteso anche ad altre zone.

C’è poi una Plaza Premium First, l’ultima aperta prima di quella di Roma Fiumicino. Il design è simile a quello di Roma, a partire dal bar semisferico all’ingresso. Il servizio è più curato, ma sono entrambe così belle che è davvero difficile dire quale sia la migliore. Qui però c’è anche una piccola SPA e si può fare un massaggio gratuito.
Tutto l’aeroporto è letteralmente invaso dalla luce naturale: non percepisci uno spazio dove sia necessaria dell’illuminazione artificiale, i pavimenti chiari e le vetrate svolgono perfettamente il loro scopo. L’ambiente è assolutamente rilassante.

Anche arrivare al gate è una bellissima esperienza: questa è una zona dove spesso le persone sono nervose e creare un ambiente rilassante è fondamentale.
La discesa è qualcosa di davvero bello: la vista sulla pista è fantastica, le scale “romantiche” e, se vuoi, puoi anche prendere l’ascensore.
In conclusione

Quando si dice: “vale il prezzo del biglietto?” la risposta è SÌ, senza alcun dubbio. Sono contento di essere volato qui solo per vedere questo capolavoro: c’è chi visita musei, stadi, cattedrali… io viaggio per visitare gli aeroporti (e gli aerei che mi ci portano).
TKI






















