Per la prima volta il nome di una compagnia sulla fusoliera del 777x
C’è voluta la bellezza di oltre sei anni da quel primo volo del 26 gennaio 2020. Ma, finalmente, il nome […]

C’è voluta la bellezza di oltre sei anni da quel primo volo del 26 gennaio 2020. Ma, finalmente, il nome di una delle compagnie che hanno acquistato il Boeing 777X è apparso sulla fusoliera di uno degli aeroplani che stanno effettuando i test in vista della certificazione da parte della Federal Aviation Administration.
In questo articolo:

Il nome è quello di Lufthansa, il vettore che, nei piani di Boeing, dovrebbe essere il destinatario della prima consegna della versione 2.0 del celebre Triple Seven.
Certo, si tratta per il momento solo di una decalcomania, ma anche di un nuovo, piccolo passo verso il giorno in cui l’aereo si alzerà in volo con a bordo un carico di passeggeri paganti. La foto, postata sui social, è stata scattata al di fuori dello stabilimento di Boeing a Everett, e ci dice che quello di Lufthansa sarà il quarto 777X costruito.
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Prima della fine di febbraio, sull’aereo dovrebbe essere effettuata la prima accensione dei motori, i giganteschi General Electric GE9X, mentre il primo volo in configurazione passeggeri (cioè con i sedili, i galley, le toilette e quant’altro installati a bordo) dovrebbe essere effettuato in una finestra durante il mese di aprile, con la consegna (previa certificazione della FAA) prevista a inizio 2027.
Lufthansa ha ordinato in tutto 27 esemplari della nuova generazione di 777: venti 777-9 passeggeri e sette 777-8 in versione cargo. A guidare la classifica degli ordini resta Emirates, che ne ha acquistati fin qui 205. In tutto, gli ordini per il programma (che comprende il 777-9, il 777-8 e il 777-8F) ammontano a più di 540.
La storia del 777X ha ormai abbondantemente superato dieci anni, senza che alcuna consegna sia ancora stata effettuata. Il lancio del programma è stato nel 2013, con il primo volo a inizio 2020. Le prime consegne erano attese per il 2024, ma sono poi slittate all’anno scorso e, infine, addirittura a inizio del 2027. Si calcola che il programma sia già costato a Boeing la bellezza di 15 miliardi di dollari, in termini di perdite dovute ai ritardi nella realizzazione e nella certificazione del velivolo.
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