Monaco: non uno, ma 6 aerei e 600 passeggeri bloccati. Aperta una indagine della Procura
Se pensavate che la storia dei passeggeri costretti a passare la notte a bordo fosse già abbastanza surreale, la vicenda […]

Se pensavate che la storia dei passeggeri costretti a passare la notte a bordo fosse già abbastanza surreale, la vicenda di Monaco di Baviera si sta trasformando in un caso vero e proprio: secondo quanto riportato da DER SPIEGEL, le autorità stanno valutando se dall’episodio possano emergere conseguenze anche sul piano penale.
Neve, ghiaccio e “Nachtflugverbot”: la combinazione perfetta per il disastro
In questo articolo:
Il quadro ricostruito dai media tedeschi è quello di una tempesta perfetta: neve e ghiaccio per tutta la giornata, tempi di de-icing lunghissimi e chiusure temporanee della pista per le operazioni di sgombero, con circa 100 voli cancellati.
E poi c’è lui, il protagonista ricorrente di ogni commedia dell’assurdo a MUC: il divieto di volo notturno (nella fascia 0–5). Alcuni voli avevano ottenuto permessi speciali per decollare tra mezzanotte e l’una, ma diversi aerei già “pronti al decollo” non hanno comunque ricevuto l’autorizzazione a partire.
La parte più assurda: non potevano tornare al terminal… perché il terminal era “parcheggiato”
Secondo l’aeroporto, sei voli (circa 600 passeggeri) sono rimasti bloccati su piazzole esterne perché i terminal erano già pieni di aerei parcheggiati dopo le cancellazioni avvenute nel corso della giornata. Quindi niente rientro al finger, niente sbarco ordinato: si resta fuori.
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E qui arriva il dettaglio che fa davvero saltare i nervi: in pieno inverno, su aerei (in gran parte) pensati per corto/medio raggio, i passeggeri hanno dovuto aspettare ore e ore a bordo. Il punto non è solo “disagio”: è l’idea che in un hub come Monaco si possa arrivare a non avere un piano praticabile per far scendere persone già a bordo.
Perché sono rimasti chiusi dentro? “Bus limitati” e comunicazioni in tilt

La spiegazione ufficiale chiama in causa bus notturni fortemente ridotti e problemi di comunicazione. Lufthansa, dal canto suo, sostiene di aver ricevuto l’indicazione di riposizionarsi su una piazzola remota perché al Terminal 2 non c’erano posti disponibili; le crew avrebbero mantenuto i passeggeri informati e gli aerei sarebbero rimasti riscaldati e alimentati.
Detto in modo semplice: scaricabarile perfetto tra scalo e compagnia, mentre a bordo c’erano famiglie e persone costrette a “passare la notte” sedute, con dotazioni limitate (e qui torniamo al punto: su un A320 non esistono cuscini e coperte per tutti, e le scorte di cibo/bevande non sono quelle di un volo lungo raggio).
Ora entra in scena la polizia: rapporto per la Procura di Landshut
La novità è che, sempre secondo quanto riportato da DER SPIEGEL, la polizia sta preparando un rapporto riepilogativo degli eventi destinato alla Procura di Landshut per verificare se ci siano profili rilevanti. Sarebbe un passaggio “standard”, e al momento non risulterebbero denunce presentate dai passeggeri.

Lufthansa ha annunciato “compensazioni/indennizzi” per i passeggeri coinvolti, mentre dai vertici legati alla governance dell’aeroporto (con la Baviera azionista di maggioranza) sono arrivate parole durissime e la richiesta di una strategia concreta per evitare che una scena del genere si ripeta.
Il déjà-vu infinito di Monaco (sì, ancora)
E qui, per noi, il punto è uno solo: Monaco continua a collezionare episodi “fuori scala” per un aeroporto di quel livello.
Il caos droni che abbiamo raccontato (e vissuto) in prima persona e Il disastro neve (già allora lo scalo era andato in tilt). Oggi aggiungiamo un’altra puntata: neve + ghiaccio + divieto notturno e il risultato è che centinaia di persone passano la notte in aereo, perché fuori non c’è modo di gestirle. In un grande hub europeo. Nel 2026.
MUC






