Quando il comportamento dei passeggeri supera il limite (e nessuno dice nulla)
Mi spiace, ma i miei genitori mi hanno dato una “educazione siberiana” e non sopporto certi atteggiamenti.

Chi frequenta da tempo TFC lo sa, chi mi ha incontrato spero lo abbia apprezzato: cerco di essere una persona educata, cerco di rispettare il prossimo, mi reputo un “ragazzo fortunato, perché mi hanno regalato un sogno”, e per questo non sopporto la maleducazione, il menefreghismo e la mancanza di rispetto.
In questo articolo:
Ricevo decine di messaggi ogni giorno che mi segnalano sporco a bordo, parti delle cabine INOP e bagni sporchi. Io credo moltissimo nella “teoria della finestra rotta”, quella messa in pratica da Rudy Giuliani quando, ad inizio anni 90, aveva letteralmente salvato NYC dal baratro degli anni ’70/80.

In questi anni ho fatto diverse storie sui social e più di un articolo per raccontare come spesso le problematiche che noi passeggeri riscontriamo siano causate da noi passeggeri.
Certo, le compagnie ci mettono del loro con interni chiari e tessuti difficilmente lavabili, ma 8 volte su 10 la colpa è di chi viaggia, non della compagnia.
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Oggi voglio raccontare le mie due ultime esperienze assurde che mi sono capitate: una a bordo di un volo ITA e l’altra a bordo di un volo Etihad. Ma ho letteralmente perso il conto delle situazioni che ho vissuto in questi anni.
Nei giorni scorsi, su un volo nazionale, una passeggera ha bellamente usato la paratia dell’A220/300 come il suo personale poggiapiedi, dal momento in cui si è seduta nella sua poltrona 1F. Ho osservato gli assistenti di volo passare più di una volta e non dire nulla. Poi sono stati fatti gli annunci e niente: lei immobile e gli assistenti indifferenti.
A questo punto ho educatamente chiesto alla passeggera di togliere i piedi dalla paratia e come risposta ho ricevuto un “ti dà fastidio?”. A quel punto ho guardato in faccia il capocabina, mi aspettavo da lui un’azione a supporto e invece nulla. Nulla fino a quando, negli istanti pre-decollo, ha chiesto (finalmente) alla passeggera di assumere una posizione più consona.

Inutile dire che, una volta decollati, i piedi sono tornati sulla paratia e gli assistenti hanno accuratamente evitato di redarguire, nuovamente, la passeggera.

Lungi da me attaccare “solo” il menefreghismo di ITA, mi sposto in Medio Oriente e racconto quanto capitato a bordo di un volo EY. Dietro di me era seduta una passeggera speciale: non ho idea se si trattasse di un’assistente di volo della compagnia in viaggio personale o di un’amica con un biglietto “Friends and Family”. La ragazza ha dormito tutto il volo, tranquillamente con le scarpe sul sedile, senza che nessuno degli assistenti le dicesse nulla.

Proprio non comprendo come ci si possa comportare in certi modi e quando proprio non riesco a girarmi dall’altra parte (e chi dovrebbe non dice nulla), educatamente dico la mia.

